Cultura Cibo
Insalate primordiali

Storie da mangiare e ricette da leggere. La rubrica di cucina di JoiMag

Quali sono stati i primi piatti dell’umanità? Se lo chiedono Daniela Messi e Roberta Anau in un libro, uscito ormai qualche anno fa, dal titolo La cucina della Bibbia. Le ricette al tempo di Adamo, Eva e dintorni, edito da Il leone verde, con i disegni di Roberta Anau. La risposta si trova proprio all’inizio del libro che, tra storie bibliche e paesaggi paradisiaci, propone anche interessanti ricette crude e vegetariane, immaginando come si mangiava nel giardino dell’Eden. Tutto il volume si snoda lungo la Bibbia, letta questa volta in chiave gastronomica. Come spiegano le autrici nell’introduzione: “Questo libro non intende essere un manuale di cucina, ma neppure una trattazione storica (se non nei termini concessi dagli stessi brani biblici). Non vuole neanche essere una trattazione troppo seria,
e sicuramente non seriosa: se fosse una pagina di musica, sarebbe un capriccio. Però prende alla lettera l’Antico Testamento e in qualche modo, pur con levità, approfondisce la conoscenza di alcuni episodi”.

I primi pasti in assoluto dell’umanità

Salendo dalla pianura deserta, il bastione ripido dell’altopiano sembrava ancora più imponente, quasi una muraglia. Un fiume scorreva nel mezzo, largo, e solo a tratti impetuoso. Per la luce diffusa, o forse per il riflesso delle acque, tutto il luogo era azzurro, incastonato nell’universo come l’iride in una pupilla preziosa. E pure se ogni specie di albero da frutto vi cresceva spontanea, anche il verde della vegetazione era ombreggiato di azzurro.

Dio disse:

La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie. E così avvenne: la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’albero della vita, in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male. Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi… Pison… Ghicon… Tigri… Eufrate (Genesi 1,11-12; 2, 8-14).

Se Adamo ed Eva, qualche volta, andavano al ristorante, il maître, in un certo senso, era Iddio, e la cucina era vegetariana.

I pasti non sono à la carte:

Ecco, io vi dò ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io dò in cibo ogni erba verde (Genesi 1, 29-30).

Insomma, insalata e frutta. Ma il posto è bellissimo, perché i frutti degli alberi sono “graditi alla vista e buoni da mangiare” e il cibo di Adamo ed Eva appaga tutti i sensi.

(…) Sebbene la parola Eden in sumerico significhi “steppa”, luogo inospitale per chi non sia abituato alla sterilità del deserto, il secondo capitolo del Genesi colloca l’Eden nella Mesopotamia del nord, nel cuore della fertile mezzaluna. Adamo ed Eva potevano ordinare, a piacere, piatti a base di frutta, poiché meli, viti, fichi o mandorli, i primi a fiorire in primavera (Geremia 1, 11-12), in varietà spontanee crescono da sempre entro questo vasto arco, teso dall’Iran al Libano, formato dalle catene montuose e dalle pianure ai loro piedi.

Adamo ed Eva erano vegetariani, dunque, anzi, vegetaliani, ma anche crudisti? Il primo cibo cotto cui si fa cenno è il pane, dopo che è stato commesso il peccato originale. (…) Se nella tradizione greca Prometeo viene punito dagli dei per aver portato il fuoco all’umanità, forse l’innocenza dell’Eden è preculturale nel senso di pretecnica.

 

Insalata di frutta e fiori

Lavare una bella mela rossa e tagliarla a pezzetti, in una terrina, aggungendo succo di mezzo limone perché non annerisca;

tagliare a metà una decina di chicchi di uva bianca, togliendone i semi;

tagliare un cipollino fresco a rondelle, bianco e verde insieme;

aprire un melograno maturo, staccarne i chicchi per due cucchiai circa;

sistemare i pezzetti di mela al centro di un piatto ovale, circondarli con le rondelle di cipollino e cospargere tutto di melograno e i mezzi acini di uva.

Aggiungere un cucchiaio di pinoli e condire con una emulsione fatta con un cucchiaino di miele, un pizzico di sale, uno di tahina e un goccio di limone.

Posare sull’insalata qualche fiore, ad esempio i nasturzi arancioni o piccole margherite.

Osservarne la bellezza e mangiare.

Daniela Messi, Roberta Anau, La cucina della Bibbia. Le ricette al tempo di Adamo, Eva e dintorni, Il leone verde edizioni

Micol De Pas

È nata a Milano nel 1973. Giornalista, autrice, spesso ghostwriter, lavora per il web e diverse testate cartacee.


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