L'agenda di Joi
Voci
Dima Sadek, Israele e Hezbollah nemici del Libano

Un commento alle posizioni della giornalista libanese

Su La Repubblica di ieri è uscita un’intervista alla giornalista libanese Dima Sadek dal titolo La sfida di Dima Sadek: “Israele è un nemico, ma Hezbollah ha fatto peggio”. La questione naturalmente riguarda l’esplosione che ha sconvolto il Paese qualche giorno fa e la sfida che Sadek ha lanciato sul suo account twitter: «Nasrallah risponda: cosa ha fatto Israele di peggio contro il Libano rispetto ad Hezbollah?».
Dunque il giornalista di Repubblica le pone due domande cruciali: Dire in Libano che Hezbollah ha fatto più danni di Israele non è un po’ troppo?
«Considero ideologicamente Israele un nemico. Per il male che ci ha inflitto con le sue guerre, ma soprattutto per quello che ha fatto e fa ai palestinesi. Ma Israele non ha mai fatto esplodere una bomba nucleare contro il Libano. E quello che è accaduto nel porto di Beirut è assimilabile all’esplosione di una atomica».
Accusa Hezbollah dell’esplosione?
«So che circolano teorie secondo cui lo scoppio sarebbe riconducibile a Israele. Sono convinta che così non è, anche se naturalmente non ho elementi. Quello di cui però ho la certezza è che Hezbollah controlla tutto in questo Paese. E sa perfettamente quello che c’è nel porto. Nasrallah ha negato di avere a che fare con quel deposito: è una menzogna totale». L’intervista si srotola poi su varie tematiche, presentando la crisi politica e sociale del Libano attuale, di cui parleremo nei prossimi giorni. Intanto, abbiamo pensato di commentare le posizioni di Sadek e presentiamo qui il primo articolo al riguardo, un ragionamento di Emanuele Calò.
Dima Sadek, una giornalista libanese di punta, ha dichiarato ad una testata italiana: «Non ho un problema politico con Israele, ma etico. Per quello che l’esistenza stessa di questo Stato ha causato ai palestinesi. È un nemico».
Trovo irreale la reazione contraria, solo perché la Sadek non è né ipocrita né bugiarda; chi, per contro, è ipocrita e bugiardo, s’indigna solo perché costei non lo è. La Sadek si limita ad enunciare la communis opinio dell’area: o pensavate che l’esistenza d’Israele fosse accettata? E perché mai dovrebbe esserlo, se una parte assai consistente degli ebrei considera che Israele sia al cuore di tutti i mali, mentre si guarda bene dall’attribuire delle responsabilità alla controparte?
Per quanto mi riguarda, quindi, la Sadek è molto più rispettabile di chi vive facendo finta che la deplorevole situazione mediorientale sia colpa soltanto d’Israele.
Quale sarebbe la colpa d’Israele? Secondo la Sadek, quella d’esistere. Ma se la colpa d’Israele  fosse quella di esistere, colpa che andrebbe sublimata, per dire, con la sua distruzione, a quale pro perdere del tempo dando colpe a Benjamin Netanyahu? Quando ho detto che costui è la reincarnazione di Satana, cosa cambia? Sarebbe come preoccuparsi dei colpi di tosse di chi deve essere fucilato o fare come il gerarca nazista che si lavò i denti prima di essere impiccato: un esercizio d’inutilità. 
Dima Sadek, una di noi. Perché, dopo quanto sopra accennato, bisogna dire che ha qualcosa in comune con noi, perché se è vero che ammette (anzi, dichiara) di essere contraria all’esistenza d’Israele, mente quando motiva siffatta contrarietà coi danni inflitti da Israele ai palestinesi.
Senza bisogno di andare tanto lontano, su Al Jazeera si apprende che “”Lebanon has an elaborate racist political system designed to discriminate against Palestinians,” Abu Hamdeh argued” (Ali Jounes, 20 luglio 2019).
Dobbiamo proprio ricordare che in Libano i palestinesi sono dei paria, ai quali è vietato l’acquisto d’immobili e finanche quello di ereditarli dai loro congiunti? Dobbiamo proprio ricordare che in Libano è vietato ai palestinesi l’esercizio di centinaia di professioni e mestieri, il quale divieto comprende incarichi di alta responsabilità come quello di barbiere?
Ne consegue che la Sadek non vorrebbe sopprimere Israele perché bistratta i palestinesi, dato che il Libano in questa materia non è secondo a nessuno.
Chi vorrebbe lo ius soli in Italia, perché non lo invoca per i palestinesi in Libano? Da noi, anche senza ius soli, dopo un certo periodo si diventa cittadini, in Libano no.
Quindi, siamo in presenza di un’incompatibilità ontologica con Israele, la quale incompatibilità lascia in piedi un grosso interrogativo: quali sono le ragioni delle critiche ad Israele se è la sua stessa esistenza a non essere accettata? 
Certo, possiamo ipotizzare che quella della Sadek sia un’opinione isolata. Come spiegò Giulio Cesare in De Bello Gallico,  fere libenter homines id quod volunt credunt (generalmente gli uomini credono volentieri ciò che fa loro piacere).
Però fate attenzione, se nel breve periodo far finta di nulla consente di allacciare ottimi rapporti sociali e finanche lavorativi, nel lungo periodo chi vive dissociato dalla realtà va incontro a qualche piccolo disturbo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *