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Qualcuno ha chiesto di aggiungere alla Bibbia il “Libro di Trump”

Ma un esperto biblista ha risposto che non si può

In una rubrica del giornale Las Vegas Review-Journal, la dottoressa Miriam Adelson, nota finanziatrice del Partito Repubblicano a fianco del marito Sheldon, ha lanciato un appello perché alla Bibbia venga aggiunto un libro che porti il nome di Trump.

Non è uno scherzo, tanto che Ed Komenda dello Usa Today Network si è rivolto al biblista Joel M. Hoffman per chiedergli se ciò sia fattibile. Ne deriva, a dispetto delle basi di partenza, un’intervista serissima, che spazia dalle origini del canone biblico all’attuale clima politico e sociale. Per non farla lunga e rispondere alla richiesta fatidica: no, non si può aggiungere alla Bibbia un Libro di Trump. Spiega infatti Hoffman: “Non è possibile aggiungere un nuovo libro alla Bibbia ebraica. Come spiego nel mio saggio The Bible’s Cutting Room Floor, ci sono libri senza tempo e di valore inestimabile che sono stati esclusi dal canone per creare la Bibbia (ebraica o cristiana) così come oggi la conosciamo e perfino alcuni dei libri inclusi ce l’hanno fatta per un pelo. Sia per gli ebrei che per i cristiani, i libri della Bibbia furono definiti all’inizio del primo millennio, ben più di mille anni fa. Nessuno conosce i dettagli precisi di come furono prese le diverse decisioni”.

Insomma, siamo salvi, nessuna nuova festa ebraica (in cui stare su Twitter sarebbe presumibilmente una mitzvah) da aggiungere al calendario…


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