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Magica Amy, la sua storia è approdata in Bielorussia

La mostra itinerante che esplora le radici familiari della cantante scomparsa otto anni fa è ospitata fino al 31 agosto al Museo della Storia di Minsk

Quando è stata inaugurata nel 2013 al Museo Ebraico di Londra, due anni dopo la sua scomparsa, il fratello Alex l’ha definita così: “Un’istantanea di una ragazza che, in fondo, era semplicemente una bambina ebrea di Londra nord con un grande talento”.

Amy Winehouse: a family portrait, la mostra itinerante sulla storia della cantante e della sua famiglia, da allora ha girato il mondo: San Francisco, Vienna, Tel Aviv, Amsterdam, Melbourne, e così via: dal 15 giugno e fino al 31 agosto, si trova al Museo della Storia di Minsk.

È il risultato dell’unione degli sforzi di diversi attori: il Goethe Institute, il Centro culturale ebraico della Bielorussia e l’Ambasciata britannica in Bielorussia, più i fondi raccolti sulla piattaforma di crowfunding Ulej e il sostegno dell’Ambasciata israeliana in Bielorussia.

Più che di un arrivo, si tratta di un ritorno: proprio in Bielorussia si trovano infatti le radici della famiglia Winehouse: il bisnonno di Amy emigrò dalla Bielorussia a Londra nel 1890, legando così il suo destino e quello dei suoi discendenti alla capitale inglese. Il cerchio così si chiude: Minsk è l’ultima tappa della mostra. Dopo il 31 agosto, fotografie, lettere, strumenti musicali, dischi, abiti e altri oggetti vari che la compongono saranno restituiti alla famiglia.

Però, la storia potrebbe non essere ancora finita: scrive infatti il Belarus Digest che gli organizzatori della mostra stanno portando avanti un lavoro di ricerca sulla famiglia Winehouse presso gli Archivi Nazionali della Bielorussia. Non è da escludere, quindi, che emergano nuovi dettagli da aggiungere alla leggenda di Amy; e insieme, anche alla nostra nostalgia: otto anni non sono certo bastati, né basteranno i prossimi, a sentirne di meno.

Amy Winehouse: a family portrait (Эми Уайнхаус: Семейный портрет), al Museo della Storia di Minsk fino al 31 agosto. Per informazioni consultare il sito del museo.

Silvia Gambino
Responsabile Comunicazione

Laureata a Milano in Lingue e Culture per la Comunicazione e la Cooperazione Internazionale, ha studiato Peace & Conflict Studies presso l’International School dell’Università di Haifa, dove ha vissuto per un paio d’anni ed è stata attiva in diverse realtà locali di volontariato sui temi della mediazione, dell’educazione e dello sviluppo. Appassionata di natura, libri, musica, cucina.


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