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Assalto al Campidoglio di Washington, roba da Notte dei Cristalli…

Un paragone pesante, che fa discutere l’America

Si può paragonare l’assalto al Campidoglio degli Stati Uniti del 6 gennaio scorso con la Notte dei Cristalli del 1938? Lo abbiamo visto nel video rilasciato dall’attore ex Governatore della California, Arnold Schwarznegger: quasi otto minuti di montaggio, diventati virali dopo 10. Perché un simile paragone? La stampa ebraica americana si è interrogata sul tema e ha sentito anche l’esigenza di spiegare, o meglio, insegnare la storia. La rivista Alma, pronta a parlare a un pubblico giovane, infatti, si è premurata prima di tutto di fare un preambolo storico su Kristallnacht. Poi però è andata a setacciare la Rete per scoprire che lo stesso termine di paragone, la Notte dei Cristalli, è stato usato in confronto alla perdita di follower su Twitter…

Alma poi riporta le parole di Schwarzenegger, 73 anni, nato in Austria, nel 1947:

“Come immigrato in questo Paese, vorrei dire qualche parola ai miei concittadini americani e ai nostri amici in tutto il mondo sugli eventi degli ultimi giorni”, dice. “Sono cresciuto in Austria. Conosco bene la Kristallnacht, o la Notte dei Vetri Rotti. Fu una notte di furia contro gli ebrei condotta nel 1938 dall’equivalente nazista dei Proud Boys”.

“Mercoledì è stato il Giorno dei Vetri Rotti proprio qui negli Stati Uniti”, continua. “I vetri rotti erano quelli delle finestre del Campidoglio degli Stati Uniti. Ma i rivoltosi non hanno distrutto solo le finestre del Campidoglio. Hanno frantumato le idee che noi davamo per scontate. Non hanno solo distrutto le porte dell’edificio che ospitava la democrazia americana. Hanno calpestato i principi stessi su cui è stato fondato il nostro Paese“.

Sono cresciuto tra le rovine di un Paese che ha subito la perdita della sua democrazia.(…) Venendo dall’Europa, ho visto in prima persona come le cose possano andare fuori controllo. So che c’è il timore, in questo paese e in tutto il mondo, che qualcosa del genere possa accadere proprio qui. Ora, io non credo che sia così, ma credo che dobbiamo essere consapevoli delle terribili conseguenze dell’egoismo e del cinismo. Il presidente Trump ha cercato di ribaltare i risultati di un’elezione e di un’elezione equa. Ha cercato un colpo di stato ingannando la gente con le menzogne. Anche mio padre e i nostri vicini sono stati ingannati con le menzogne, e so dove portano tali menzogne”, ha detto Schwarzenegger.

Nel frattempo, Amazon, Apple e Google hanno deciso di vietare l’applicazione per i social media Parler (popolare tra l’estrema destra) perché hanno ritenuto molti utenti responsabili di incitare alla violenza. Così, banditi dalle piattaforme, alcuni personaggi della destra americani hanno visto calare drasticamente anche i propri follower su Twitter. Come ha riferito il JTA, “Steve King, l’ex legislatore dell’Iowa che ha detto che il termine ‘suprematista bianco’ non è così male, ha riferito di aver perso migliaia di seguaci di Twitter” in seguito alla chiusura dell’applicazione. E sembra aver aggiunto: “Ho perso 8.000 follower su questo account Twitter in un giorno. Ieri sera è stata la Kristallnacht del cyber dio” ha twittato.

Non è stato l’unico, anche alcuni media hanno utilizzato la Notte dei cristalli come pietra di paragone a questa “censura” nella Rete.

Il magazine The Forward raccoglie diversi paragoni: quello tra l’insurrezione in Campidoglio e l’incendio del Reichstag in Germania nel 1933; il discorso di Donald Trump equelli di Adolf Hitler che spesso hanno alimentato i suoi seguaci nazisti; il ruolo dei media simile all’apparato di propaganda nazista di Joseph Goebbels, e infine la descrizione degli eventi al Campidoglio come pogrom.

“Indubbiamente, gli eventi della settimana scorsa a Washington D.C. sono stati spregevoli e antipatriottici”, si legge su The Forward, “E’ anche incontestabile che le motivazioni antisemite hanno avuto un ruolo in alcune, se non molte, delle azioni dei rivoltosi. Ma è anche essenziale riconoscere che, nonostante le risonanze, pochi sosterrebbero che stiamo vivendo i prodromi di un genocidio di massa. Nonostante l’ascesa profondamente preoccupante dell’antisemitismo, del razzismo, dell’odio e di altre tendenze simili in America di recente, non ci troviamo nuovamente nella Germania del 1933, per gli ebrei o per chiunque altro”.

Dunque, si chiede l’autore dell’articolo David Bryfman, CEO di The Jewish Education Projectquali sono gli scopi di queste analogie? Cosa possiamo imparare dal nostro passato? E soprattutto come si fa a parlare di Shoah senza depotenziarla agli occhi del pubblico? Risponde così:

“Per i leader e gli educatori ebrei, l’uso e l’abuso dell’Olocausto non abdica alla nostra responsabilità di insegnare di più sugli eventi che hanno colpito il nostro popolo e altri durante la Seconda Guerra Mondiale. Semmai, ci incoraggia a riattivare l’educazione all’Olocausto nei nostri ambienti ebraici e nella società in generale. Dobbiamo assumercene la responsabilità”.

Dunque, rivolgendosi agli insegnanti, li invita a condividere il video di Schwarzenegger e condannare pubblicamente l’abbigliamento antisemita della folla in Campidoglio, con un obiettivo preciso: “chiedetevi perché sentite il bisogno di condividere questo materiale con i vostri studenti – e poi fatelo con integrità, curiosità e il desiderio di permettere ai vostri studenti di capire perché la loro storia e la loro eredità conta così tanto ora, e sempre“.

 


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