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Cultura
Chagall e il mondo greco

Una mostra con alcuni inediti al museo di Nizza

Ad avvicinare Marc Chagall all’universo greco classico fu il suo editore. Gli chiese infatti di illustrare un’edizione della storia di Dafni e Cloe e lui decise di recarsi in Grecia per approfondire meglio la questione.

 

« Non ho mai sperimentato nulla di simile al sentimento provato in questo paese, in cui ogni monumento, ogni rovina trasporta lungo tremila anni l’immaginario dello spettatore», aveva dichiarato l’artista nel 1952 in un’intervista.

 

 

In due viaggi diversi intrapresi nei primi anni 50, Chagall visitò i più importanti siti archeologici, si immerse nella letteratura classica, ma soprattutto rimase impigliato nella filosofia e in quella luce che definisce così bene quella cultura. Quella luce inequivocabilmente greca infatti trovò poi applicazione diretta nelle sue opere dedicate alla grecità: impossibile non riconoscerla. Per Chagall era la terra degli dei, ma capace di ingaggiare una relazione con la Costa Azzurra, la sua nuova patria, dopo la fine della guerra, attraverso un dialogo “luminoso”, fatto di acqua, luce e colori.

 

 

E così, oltre alle illustrazioni per quel racconto pastorale del secondo secolo ambientato sull’isola greca di Lesbo, finisce per firmare altri libri illustrati, dipinti, gouache, ceramiche, scenografie e costumi per l’Opéra, ma anche lavori monumentali a mosaico. E a portare con sé per tutta la vita quella luce e quelle storie così universali da non tramontare mai.

Ora il Museo Chagall di Nizza dedica una mostra proprio a questo particolare aspetto del suo lavoro con alcune opere mai esposte prima.

Marc Chagall e il mondo greco, Musée national Marc Chagall, Nizza, fino al 27 aprile 2020

 


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