Cultura
David Perlov, il regista che ha raccontato Israele in un film lugno dieci anni

In calendario al festival bolognese Archivio Aperto, arriva Diary, opera monumentale del documentarista israeliano

Nel maggio del 1973 David Perlov decide di utilizzare la telecamera che ha appena acquistato solo per sé. Vuole uscire dalle logiche professionali per raccontare il quotidiano e raggiungere l’anonimato. Siamo in Israele dove Perlov vive dal 1958, dopo aver lasciato il Brasile, e dove i suoi filmati ricevono continui rifiuti dall’establishment. Lavora per le autorità locali come documentarista ma il suo linguaggio va oltre quello propagandistico dell’epoca. Cerca di raccontare il reale, di posare il suo sguardo sul mondo. E così si trova a seguire il processo ad Eichmann, che traduce in In Thy Blood Live, il primo film israeliano accettato al Festival di Venezia, dove riceve una menzione d’onore. La svolta professionale è in corso e il film seguente, Old Age Home, vince il premio della Fondazione Van-Leer. Del 1963 è il documentario A Gerusalemme (בירושלים, Be-Yerushalayim), uno dei più importanti film del cinema documentaristico israeliano.

Bene, ma eravamo al maggio 1973. Acquisto della cinepresa, finestra di casa di Tel Aviv e il desiderio di filmare per raggiungere l’anonimato. L’ingaggio dura dieci anni. Dal 1973 all’83 il documentarista si confronta con i drammi di quegli anni e la sua vita privata. Ne viene fuori un’opera monumentale dal titolo Diary, ora in cartellone all’interno del festival bolognese dedicato al film amatoriale e di famiglia Archivio Aperto, per la sezione MyMovies. Quel lavoro venne per la prima volta coprodotto e trasmesso da Channel 4 in sei parti di un’ora ciascuno, quasi una mini-serie di un capitolo al giorno per una settimana.

Diary è un film-fiume intimista e universale, dove i drammi della storia s’incrociano con le vicende personali e famigliari. Ci sono la moglie Mira e le due figlie Yael e Naomi che crescono davanti alla cinepresa, ci sono gli amori, i tradimenti, i dilemmi esistenziali, ma anche i viaggi ricorrenti, gli incontri con amici, artisti, intellettuali e cineasti. C’è il suo sguardo e c’è il mondo di quel decennio. C’è la capacità, incredibile, di comporre un diario per immagini. C’è il tentativo di rispondere alla domanda sottesa: cosa significa filmare? Una magia. Del resto, David Perlov era figlio di un restidigitatore…

E Archivio Aperto, va detto, sa rendere omaggio ai grandi maghi di un cinema decisamente unico.

Il Programma

La figlia Yael, oggi cineasta, racconterà durante Archivio Aperto l’esperienza unica umana e produttiva di Diary, un’opera appassionante e ricca di suggestioni, molto amata in tutto il mondo dagli studenti di cinema per le continue riflessioni sull’atto di filmare. L’appuntamento è il 30 ottobre alle ore 18:30 | Facebook Live

Sabato 24 ottobre, ore 18 | MyMovies, fino a sabato 7 novembre
Il portale Mymovies dedicato ad Archivio Aperto
La pagina Facebook di Home Movies:
sul sito www.archivioaperto.it saranno disponibili anche informazioni e contenuti extra.

Capitolo 1 -1973-1977 Mira e le gemelle: Yael e Naomi. La Guerra del Kippur. Tornare a San Paolo dopo vent’anni. Insegnare alla Tel Aviv University. Klaus Kinski. Nathan Zach, Isaac Stern. Il nuovo appartamento. Fela canta. Con Mira a Eilat. Romaine nel Midi, Marguerite, Abrasza, Saadat in Israele. La marcia verso Gerusalemme.

Capitolo 2 -1978-1980 Il cimitero dei pionieri. Yael e Naomi si arruolano nell’esercito. L’aria di Bach e i tre bambini. Lo specialista dell’occhio e Bonnard. Un film sul Ladino. Ancora “Angelitos Negros”. Naomi parla di Piero della Francesca.Yael tradita. Con Mira a Creta. La donna mulatta.

Capitolo 3 -1981 -1982 Le elezioni. Naomi parla de “Le Sang des bêtes”. Il suicidio di Abrasza. Pierre Goldman. Joris Ivens. Yael parla di montaggio cinematografico. La riva del mare. Julio e Fela ancora a Tel Aviv. Batucada. Naomi e Jean Marc. La lezione di francese. La prima protesta contro la guerra in Libano.

Capitolo 4 -1982 -1983 La guerra in Libano. Cantata Alexander Nevski. Goya, il più grande reporter di guerra. Il compleanno di Yael. Funerali. Sabra e Shatila. Cent’anni di solitudine. Yael parla del suo servizio militare. Sharon si rifiuta di dimettersi. Naomi in riva al mare. Emil Greentweig. Un arcobaleno.

Capitolo 5 -1983 Poissoniere St. -la sinagoga e la chiesa. Koln, Amsterdam, Londra. La convalescenza. Irving Howe. Gare de l’Est. Naomi alla Scola Cantorum. Giochi d’azzardo con la macchina da presa. Yael lavora a “Shoah”. Claude Lanzmann. Andre Schwartz-Bart. Yael si trasferisce vicino a Notre Dame. Parigi in agosto.

Capitolo 6 -1983 San Paolo. Il quartiere ebraico. Jardim da Luz e la stazione ferroviaria. Fawzi -l’amico libanese. Rio de Janeiro. Una processione religiosa. Ouro Preto. Tiradentes, Aleijadinho. Tornare a Belo Horizonte. I tram di Lisbona. Ave Maria. On Diary.

 

Il festival Archivio Aperto è giunto alla sua 13esima edizione. In programma a Bologna dal 24 ottobre al 6 dicembre

Micol De Pas

È nata a Milano nel 1973. Giornalista, autrice, spesso ghostwriter, lavora per il web e diverse testate cartacee.


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