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Delphine Horvilleur, rabbino in Francia

La rivista Elle Francia le dedica la copertina e una lunga intervista. Per dre voce a una nuova visione dell’ebraismo egualitario

Piace molto al sito di cultura ebraica americano The Forward che a fine anno l’aveva (a ragione) inserita nella sua lista degli intellettuali ebrei più sexy dell’anno. E ora le dedica una particolare attenzione perché è ritratta sulla copertina dell’edizione francese di Elle. Stiamo parlando di Delphine Horvilleur, ex modella, intellettuale, femminista e rabbino in Francia. Sulla pagina Instagram di Elle si legge: “Rabbin, intellectuelle, féministe, Delphine Horvilleur, sa parole peut-elle apaiser l’époque?” (Rabbino, intellettuale, feminista,Delphine Horvilleur potrà lenire ques’epoca con la sua parola?).

Una sfida, che The Farward raccoglie in un articolo su di lei. 45 anni, Delphine si presenta alle lettrici di Elle in un blazer azzurro che le illumina il viso, pronta a raccontare la Francia di oggi, un Paese dove l’antisemitismo è in crescita e le comunità sono spesso refrattarie all’idea di accettare un leader donna. Per diventare rabbino, naturalmente, Delphine ha studiato negli Stati Uniti, dove le classi sono aperte anche alle studentesse donne e dove è semplice trovare una yeshivà al femminile. “La posizioe della donna”, ha dichiarato in una intervista a Haaretz, “Non può essere la stessa di duemila anni fa. Oggi va inclusa nel discorso”. E lei lo sta portando avanti con tenacia. Rabbino del Mouvement juif libéral de France, direttrice della rivista Revue de pensée(s) juive(s) Tenou’a, giornalista freelance e scrittrice, è la terza donna rabbino nel Paese, ma la prima a essere stata nominata nel consiglio nazionale per l’Aids.

La lista delle sue attività è molto lunga, come i suoi interventi a favore della libertà delle donne e di una visione paritaria e aggiornata della religione (“A chi sostiene che la Scrittura è indiscutibile, vorrei ricordare che un testo è sacro se accettiamo che il suo messaggio non possa essere affidato al significato primario delle sue parole”). Così sul velo per le donne islamiche aveva dichiarato che ogni religione e ogni fondamentalismo si legano al pudore, in particolare a quello delle donne, confinate entro i loro corpi, da coprire per non turbare gli uomini. “come se le donne fossere definite pienamente dalle loro funzioni fisiologiche, da porre sotto sorveglianza”.

Il Delphine-pensiero e il suo ruolo da rabbino e intellettuale sembra pronto a dare un impulso propulsivo alla società civile e al mondo ebraico francese. Anzi, a quello europeo. Siete pronti alla prossima rivoluzione egualitaria?  Quella che si potrebbe sintetizzare (come suggerisce The Forward) con liberté, égalité, sororité?


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