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Elezioni a Milano: comunità e Ucei. L’intervista a Walker Meghnagi

Già membro del precedente consiglio, racconta la sua nuova formazione Beyahad – Insieme e gli obiettivi di Tradizione e futuro per Israele, lista in corsa per l’Ucei

Milano al voto per il consiglio della comunità e per l’Ucei con due liste dedicate alla realtà milanese e cinque pronte a presentarsi nell’Unione. Walker Meghnagi è candidato per il consiglio della comunità con la nuova lista Beyahad – Insieme e per l’Ucei con Tradizione e Futuro per Israele. Lo abbiamo intervistato.

Partiamo dalla sua candidatura in Ucei con la lista Tradizione e futuro per Israele. Prima domanda: chi rappresenta o deve rappresentare l’Ucei?
“L’Unione rappresenta l’ebraismo ortodosso. Credo si debba lavorare per avere un dialogo con tutti, ma non cambierei lo Statuto”.

Quali sono le urgenze a cui si deve dedicare, secondo lei, l’Unione in questo momento?
“Sicuramente la scuola. Bisogna che Ucei insieme allo stato siano in grado di dare un sostegno economico alle scuole ebraiche rimaste, con un supporto analogo a quello che lo stato offre alle paritarie di orientamento cattolico. In questo modo credo che potremmo lavorare sull’innalzamento della qualità dell’offerta didattica, tra le cause dell’abbandono scolastico. Attualmente alle scuole ebraiche viene destinata una parte dell’8 per mille, ma non è sufficiente. Invece è importante investire sui ragazzi: il futuro sono loro”.

Altre questioni rilevanti?
“Le piccole comunità. Mi batterò perché vengano sostenute maggiormente. Ci vuole uno shaliach, una persona capace e dedicata a gestire economicamente i (pochi) fondi che vengono loro dati per fare attività e per garantire la vita ebraica locale. Deve lavorare insieme ai giovani (altrimenti rischiamo di perderli tutti) e con le altre comunità, creando una rete capace di proporre attività e incontri. Bisogna, in altre parole, aumentare la socialità, cosa di cui i giovani sentono la mancanza. Ma anche sostenerli economicamente, sia con borse di studio per aiutarli a frequentare l’Università, sia con sussidi alle giovani famiglie”.

Che ruolo ha e quale dovrebbe avere il rabbinato nell’Ucei?
“Io sono dell’idea che vada rafforzato. E che vada rafforzato soprattutto in ambito educativo e scolastico. Inoltre, i rabbini non potrebbero non essere parte dell’Ucei, dal momento che l’Unione rappresenta l’ebraismo ortodosso”.

Andiamo a Milano. Il consiglio si è sciolto anticipatamente e ora lei si presenta con una nuova lista, Beyahad – Insieme. Perché?
“La mia esperienza nei consigli precedenti è stata molto positiva, ma anche molto negativa: ho assistito al furto di cifre importanti dalle casse comunitarie, ma anche all’impossibilità di governare a causa di una discordia quasi insanabile. Così ho deciso di dare vita a una nuova lista, con setto/otto persone nuove, che si affacciano a questo compito per la prima volta. Appartengono a realtà e provenienze molto diverse e ho voluto sceglierle personalmente per mettere a punto una proposta non politica e non religiosa, che possa ritrovare un dialogo con le diverse anime della comunità. Di Milano si dice che sia una comunità grande, ma oggi conta circa 5mila iscritti, ovvero una perdita di circa un migliaio di persone. Ecco, quelle persone vanno riprese, riportate nella comunità”.

Un’urgenza?
“Sicuramente, ma soprattutto è urgente trovare la concordia nel consiglio, eliminare la violenza in favore della mediazione. E poi, come ho già detto per l’Ucei, l’altra urgenza è quella di coinvolgere i giovani. Bisogna farli crescere anche dopo il liceo, far sentire loro l’appartenenza alla comunità, soprattutto negli anni tra la maturità e il matrimonio”.

Il bilancio ora è in buone condizioni.
“Sì, il bilancio è a posto, in questi due anni è stato gestito benissimo, tanto che abbiamo dei fondi in cassa. Il che significa che bisogna spendere! Ovvero, sostenere gli iscritti, proporre attività per i giovani e coinvolgere la città per farci conoscere e combattere l’antisemitismo. I giovani in questo potrebbero avere un ruolo importante”.

Micol De Pas

È nata a Milano nel 1973. Giornalista, autrice, spesso ghostwriter, lavora per il web e diverse testate cartacee.


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