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Elezioni comunitarie, Milano 2019: vince la lista Milano Ebraica

I commenti a caldo dei due capolista, in attesa dei numeri definitivi

A vincere le elezioni per il Consiglio della Comunità ebraica milanese è la lista Milano Ebraica – la comunità per tutti, guidata da Milo Hasbani, su Wellcommunity, guidata da Raffaele Besso.  In attesa dei numeri esatti, abbiamo sentito i due capolista e lo scarto sembra essere di circa 900 voti. La proclamazione avverrà domani. Ha votato il 53 per cento degli aventi diritto, pari a 1715 milanesi e 185 per corrispondenza, con un’affluenza in crescita rispetto alle precedenti elezioni, che hanno visto la partecipazione del 36% degli elettori.

In base al sistema elettorale in vigore da quest’anno, ogni elettore poteva esprimere fino a 13 preferenze e i seggi vengono assegnati proporzionalmente sulla base dei voti presi da ciascuna lista.

“Questo nuovo sistema elettorale è stato fonte di confusione per gli elettori”, spiega Raffaele Besso, “Abbiamo avuto molte schede con voti disgiunti, addirittura con entrambi i capolista: abbiamo lavorato insieme all’ultimo consiglio e probabilmente gli elettori hanno voluto premiarci. Ma in questo modo hanno penalizzato la lista. Ecco questo pensa sia uno degli “errori” di questa campagna. Faccio i miei complimenti a Milano ebraica e a Milo, auguarndogli un buon lavoro. Noi faremo una opposizione oppositiva“. Cioè? “Non nel senso di ostacolare, ma nel rispetto dei nostri valori e delle nostre idee che sono principalmente quelle di non escludere nessuno. Siamo disponibili a collaborare, ora aspettiamo cosa ci proporrà la lista Milano ebraica“.

Quanto al sistema elettorale, Milo Hasbani concorda con Besso, ma solo in parte: “Il messaggio che noi abbiamo dato era di votare la lista, perché si vinceva anche con la somma dei voti. Mi sono dedicato in prima persona a spiegare esattamente agli elettori il nuovo meccanismo elettorale, invitandoli a scegliere le persone per le competenze e certamente anche per le conoscenze”. Come intendete procedere? “Abbiamo le idee piuttosto chiare, dobbiamo riunirci per cominciare il nostro lavoro seguendo le priorità che ci siamo dati. Sicuramente abbiamo idee comuni con l’altra lista e l’idea della collaborazione esiste. Ma vogliamo metterci alla prova come lista e misurare le nostre competenze. Il primo punto sarà lavorare sull’anagrafe: abbiamo chiamato chi non è più coinvolto e ora vogliamo riportarlo dentro, così come quei 1500/2000 ebrei che non sono iscritti alla comunità, ma che lavorano e vivono qui: abbiamo bisogno di loro, abbiamo bisogno di tutti. E vogliamo coinvolgere chi si sente escluso insieme a chi si è escluso volontariamente. Attualmente siamo meno di 5mila, ma a Milano ci sono circa 7500 ebrei. Voglio far partecipare tutti”.

Micol De Pas

È nata a Milano nel 1973. Giornalista, autrice, spesso ghostwriter, lavora per il web e diverse testate cartacee.


1 Commento:

  1. Congratulazioni e buon lavoro. Colloquio, colloquio, colloquio. Giusto, inizialmente, mettersi alla prova come lista e misurare le proprie competenze. Ma poi, ascoltare anche la parte che ha preso meno voti, anche se nei limiti del chiarissimo orientamento espresso dall’elettorato. Nessuno si deve sentire escluso, anche se tutti devono democraticamente accettare il responso delle urne e il conseguente mandato per la guida della Comunità. Dove tutti devono sentirsi a casa propria, pur nel civile rispetto delle opinioni chiaramente prevalenti.

    Forza e coraggio, avete un compito formidabile, vi ringraziamo del tempo e delle energie che ci dedicate!


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