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Cultura
Eshkol Nevo, quattro libri da (ri)leggere

Indicazioni di lettura in occasione dell’uscita del nuovo romanzo dello scrittore israeliano

L’ultima intervista è la pubblicazione appena uscita in Italia dal suo editore, Neri Pozza. Eshkol Nevo, scrittore israeliano vincitore del Book Publisher’s Association’s Golden Book, è già un classico. E questa sera sarà a Milano per parlare del suo ultimo lavoro con la sua traduttrice, Raffaella Scardi, all’Hashomer Hatzair. Cinque libri da leggere assolutamente per conoscere l’autore, ma anche per guardare Israele attraverso i suoi occhi.

La simmetria del desideri. Una storia di amicizia al maschile, dedicata alle passioni di un gruppo di ragazzi, ma anche alle loro aspettative sul futuro e a quelle dello stato in cui vivono, Israele. Siamo nel 1998, finale dei Mondiali di calcio, i protagonisti non hanno ancora 30 anni e hanno condiviso fino a quel momento tutto: gli studi, l’esperienza nell’esercito, le avventure, i sogni e gli amori. E in quell’occasione hanno un’idea: scrivere su un foglietto i propri desideri e attendere la successiva coppa del mondo per vedere se si sono realizzati. Così si mette in moto il meccanismo che guida tutta la narrazione, nei meandri dell’intimità e in uno scandaglio della psiche degno dei grandi narratori.

Nostalgia. Storia densa nella scrittura ma anche nell’intreccio di fatti decisivi per lo stato di Israele, questo libro racconta prima di tutto di sentimenti. Il titolo sembra dare voce, in realtà, a diverse declinazioni di nostalgia. La prima è quella di Saddiq, operaio palestinese al lavoro nella località di Castel, dove vivono i due protagonisti del racconto, Amir e Noa. Castel era un’enclave araba abbandonata nel 1948, poi divenuto quartiere abitato da ebrei curdi e Saddiq riconosce nell’appartamento abitato dai protagonisti la casa dei suoi prima che venissero scacciati. Ne possiede ancora la chiave e dopo mille ripensamenti decide di entrarci. Verrà poi arrestato come sospetto terrorista, ma intanto ci si avvicna a una data tremenda per la storia, il 4 novembre 1995, giorno della morte di Rabin.

Neuland. Un viaggio in Sudamerica alla ricerca di un padre scomparso dopo la perdita della moglie che serve al protagonista a fuggire a sua volta. Lui fugge da un presunto pericolo, l’abbandono da parte della donna che ama. O peggio, fugge dal suo stesso abbandono: per prevenire il rischio di essere lasciato, se ne va lui. E si mette sulle tracce del padre. Lì troverà un’altra donna di cui innamorarsi, anche lei in fuga dai propri fantasmi e con cui troverà il proprio padre. L’occasione è quella di raccontare anche le vicende del Barone Hirsch, che a fine 800 acquistò molte terre in Argentina con l’obiettivo di creare un focolare nazionale ebraico.

Tre piani. Questo è il libro che ha consacrato Nevo a livello internazionale e che ha ispirato Nanni Moretti per il suo prossimo film. La storia ricorda un pochino La vita, istruzioni per l’uso nell’immaginare un condominio visto dal suo interno. Siamo a Tel Aviv in una tranquilla e ordinata palazzina di tre piani. Apparentemente, è il regno della calma. Ma in realtà, all’interno dei singoli appartamenti la vita si srotola lungo ben altre caratteristiche. L’idea di fondo è quella di seguire la vita di tre famiglie, una per piano, che rappresentano tre istanze freudiane della personalità, Es, Io e Super io. E Nevo lo fa tratteggiando personaggi di grande spessore psicologico, con la sua comprovata capacità di analizzare l’animo umano.

Beh, per quanto riguarda, L’ultima intervista… andate a sentire stasera il suo autore con Raffaella Scardi. Ken Holit Andrea, Hashomer Hatzair di Milano, ore 20.30.


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