Cultura
Ettore e Fernanda, una storia a fumetti

Ettore Modigliani e Fernanda Wittgens, ovvero salvare l’arte a Milano durante la Seconda Guerra Mondiale in un graphic novel di Paolo Bacilieri

Dicembre 1929, Oceano Atlantico, al largo delle coste occidentali Francesi. Una tempesta gonfia il mare scuro e mette in serio pericolo la Leonardo da Vinci, una nave che sta trasportando a Londra i capolavori dell’arte italiana prestati dai principali musei del Paese a Londra per una mostra antologica. Tutte le opere sono a bordo, insieme a Ettore Modigliani, direttore di Brera e curatore della mostra. Ad accompagnare via treno la Tempesta del Girgione è invece Fernanda Wittgens, all’epoca collaboratrice di Modigliani. Comincia così il graphic novel di Paolo Bacilieri Ettore e Fernanda appena uscita per Coconino Press Fandango.

Il viaggio, in effetti, viene messo a punto. E la storia tra Ettore e Fernanda ha inizio, all’insegna della bellezza. Entrambi innamorati dell’arte, di Brera e della città di Milano, da questo momento si trovano uniti in una battaglia di vitale importanza: salvare l’arte. Per inciso, la mostra a Londra è un successo: tutta la città la visita:

Poi il racconto si snoda lungo i diari privati di Ettore Modigliani e la vita di Fernanda Wittgens. “Una storia bella e quasi sconosciuta” racconta Paolo Bacilieri “Che mi ha raccontato il vulcanico attuale direttore di Brera, James M. Bradburne. Così ho accolto la sua proposta di disegnarla, focalizzando sul rapporto tra loro due. Ho avuto a disposizione moltissimo materiale sia dell’archivio di Brera, sia quello di Ettore Modigliani, sia del materiale della famiglia Modigliani. Sono un fumettista con zero fantasia, prediligo usare le fonti vere per poi sceneggiarle”.

Ettore si oppone al fascismo e presto verrà condotto al confino, lasciando la gestione di Brera a Fernanda.

Ma soprattutto si scontra per la prima volta con la sua identità ebraica. “Radiato… In quanto ebreo. è curioso, lo sa? Non mi ero mai soffermato prima d’ora a considerare questa mia condizione: ebreo”, dice Ettore a Fernanda.

“Questa è una licenza che mi sono preso”, continua Bacilieri, “perché non c’è traccia negli scritti di Modigliani di una riflessione sul suo essere ebreo e gli metto in bocca le parole di un personaggio del film L’ultimo metrò di Truffaut. Mi sembravano adeguate per lui, perfettamente integrato nella sua città, improvvisamente costretto a fare i conti con quell’aberrazione che sono state le leggi razziali”.

Il racconto procede lieve, poetico e appassionato, denso della Storia che coinvolge le vicende dell’Italia e di Milano in particolare. Bacilieri prende a prestito le opere (quelle in viaggio per Londra) mostrandone piccoli dettagli dentro ai suoi disegni, e ritrae la città prima, durante e dopo la guerra. Prende in prestito anche la poesia di Quasimodo, Milano, Agosto 1943: è perfetta. “Siamo vicini al furto” scherza l’autore, “Mi chiedo sempre se ridissegnare le opere o meno, ma qui la soluzione più rispettosa mi è sembrata quella di proporne dei dettagli. Quanto alla poesia, beh, credo non ci sia bisogno di spiegare quanto sia stato impossibile ignorarla. Il mio lavoro di fumettista è associare immagini e parole e quando l’incontro funziona così bene, senza che cada dall’alto, è una meraviglia!”.

Milano è distrutta, la guerra è finita. Ma Ettore e Fernanda si ritrovano. Proprio davanti a Santa Maria delle Grazie, ridotta a un ammasso di macerie. Il pensiero va al Cenacolo… chissà in quali condizioni. Si trovano lì, nella sintonia che solo un’amicizia profonda può garantire. Una storia da leggere.

Paolo Bacilieri, Ettore e Fernanda, Fandango Coconino Press

Micol De Pas

È nata a Milano nel 1973. Giornalista, autrice, spesso ghostwriter, lavora per il web e diverse testate cartacee.


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