Cultura Cinema
“Isaac”, film rivelazione dalla Lituania

Opera prima di Jurgis Matulevičius, si basa sul famigerato massacro del garage di Lietūkis nel 1941. A Roma per i Lithuanian Film Days

L’appuntamento romano con i Lithuanian Film Days in cartellone mercoledì 21 luglio sembra essere piuttoato importante. Va in scena ‘Isaac‘, esordio nel lungometraggio di Jurgis Matulevičius  basato sul famigerato massacro del garage di Lietūkis nel 1941, una storia terribile di violenza antisemita dove morirono circa settanta ebrei.
Acclamato alle Black Nights di Tallin, il film viene paragonato in qualche modo a Ida, meraviglia del polacco Pawel Pawlikowski uscita nel 2013, per l’uso magistrale del bianco e nero e per l’epoca in cui si svolgono i fatti, pare però rivelarsi inaspettato, anzi, addiruttura niente di già visto, semmai quel film che avremmo voluto vedere (ma non era ancora stato girato). Insomma, Isaac sembra rientrare nella categoria degli imperdibili.

Il film si basa su un racconto dello scrittore lituano Antanas Škėma (il primo adattamento della sua opera in assoluto) e si occupa di un trauma profondo che coinvolge il passato di un intero paese, ben rappresentato dal personaggio di Gediminas (Dainius Gavenonis), un regista che è appena tornato da un viaggio negli Stati Uniti e che cerca di catturare il passato nella vita degli anni ’60, ma finisce sempre per tornare sullo stesso argomento: il massacro del garage Lietūkis nel 1941, che diventa l’amara madeleine del film. Il suo amico Andrius (Aleksas Kazanavicius) sa molto di più a tal proposito di quanto vorrebbe ammettere, qualcosa che cerca di nascondere anche a sua moglie, Elena (Severija Janušauskaitė), dalla quale è sempre più distante. Si attraversano decenni, personaggi, generi, voci e ricordi ancora dolorosi che coinvolgono lo spettatore in una rappresentazione della guerra complessa, i cui effetti durano a lungo nel tempo. Di più, la guerra, per Matulevičius è il fallimento dell’umanità intera.

I fatti del garage di Lietūkis sono una ferita profonda per il Paese, che ha cercato più volte se non di occultarli almeno di tenerne sopito il ricordo. Qui coraggiosamente si riapre la questione, la si propone al pubblico con uno sguardo decisamente disincantato: “Stiamo filmando la storia”, dice Gediminas, cercando di calmare un attore che rifiuta di interpretare una scena che considera troppo volgare. “La storia è indecente?”. Non puoi nemmeno immaginare quanto!

Il lavoro comincia dal racconto di Antanas Škėma, che come il regista ha dichiarato in un’intervista a Cineuropa.org, “Mi ricorda la Beat Generation, in particolare William S. Burroughs”. Poi il regista approfondisce i fatti attraverso l’archivio del KGB: “È stato scioccante. Nel mio film, volevo parlare del mondo postbellico, in cui la gente viveva nella paura e nell’angoscia. Quest’uomo, Andrius nel film, uccide il suo vicino ebreo all’inizio, ma questo fardello diventa sempre più pesante. Sta cercando di fare pace con ciò che ha fatto, con Isaac, con se stesso, ma sembra impossibile riuscirci”.  Rasenta la follia questo personaggio che cerca di custodire un segreto, ma non può dimenticare l’omicidio. Il trauma nel tempo si strafica fino a diventare ossessione, acuita dalla paranoia di essere scoperto. E l’arrivo dell’amico regista rappresenta il primo segnale di pericolo: sta girando un film proprio su quegli eventi.

C’è l’uomo in questo racconto, c’è la storia, quella della Lituania, quella dell’Unione Sovietica, quella del nazismo, quella dell’antisemitismo. Ma in realtà il film Isaac sembra parlare il linguaggio universale dell’uomo, quello che conduce poi a pensare che la guerra riguardi l’umanità intera, con i suoi fatti atroci, indecenti. “Non ho provato a fare un dramma storico qui, né a dire a tutti la verità su come sia stato davvero. È finzione”, ha spiegato il regista che ha definito il suo lavoro puttosto come una spy-story, “Spero però che tutti possano riconoscersi in quella situazione. Molto spesso, vogliamo tornare al passato e cambiarlo. Sappiamo che non è possibile, ma questa illusione ci aiuta a vivere nel presente, e magari a non ripetere lo stesso errore”.

Jurgis Matulevičius, Isaac, Lituania 2019, prodotto da Stasys Baltakis
in cartellone per i Lithuanian Film Days di Roma, mercoledì 21 luglio alle ore 19


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