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Cultura
La rassegna stampa di JoiMag #7

La sfida finale di Netanyahu, il caso vaccini a New York, i novant’anni di Popeye e una storia di spionaggio dietro la difesa di Harvey Weinstein

Una selezione di articoli che stimolano la riflessione, invitano al dibattito e parlano di storia, cultura, entertainment ed attualità. Da leggere e magari commentare su queste pagine: ci piace sempre conoscere la vostra opinione.

Il caso Weinstein: il lavoro dell’intelligence privata

Lo staff di The Times of Israel firma un intrigante articolo sulla vicenda di Harvey Weinstein, il produttore di Hollywood accusato da più donne di molestie sessuali.  Il canale Tv israeliano Channel 12, riporta Timeofisrael.com, ha trasmesso estratti di un’intervista a Stella Penn Pechanac, ex dipendente di Black Cube, la società privata di intelligence israeliana che Weinstein aveva ingaggiato per smontare le accuse secondo cui avrebbe sessualmente aggredito e molestato decine di donne.

L’ex primo ministro israeliano Ehud Barak ha ammesso di aver favorito i contatti tra Weinstein e Black Cube. Barak ha poi affermato che ai tempi non era conoscenza dei motivi per cui Weinstein fosse interessato ai servizi dell’azienda.

“Quando un ex primo ministro ti mette in contatto con un uomo molto potente che ti guarda negli occhi e dice che ‘Non c’è niente dietro queste accuse, sono sotto attacco e ho bisogno del tuo aiuto’ – non c’è altro da fare che muoversi per scoprire la veritàha dichiarato Stella Penn Pechanac. Il New Yorker ha rivelato poi che Weinstein ha versato a Black Cube un milione e trecentomila dollari per fermare la pubblicazione delle accuse nei suoi confronti.

Alla domanda se si sentisse a suo agio nel difendere un presunto molestatore seriale, la Pechanac ha risposto: “Il mio obiettivo era solo scoprire se dietro queste accuse ci fosse una campagna negativa orchestrata da qualcuno nei confronti di Weinstein”.

Popeye il marinaio, una storia ebraica 

Forward.com dedica un interessante articolo al novantesimo anniversario della creazione del personaggio Popeye ad opera  del fumettista ebreo americano Elzie Segar (1894-1938). “Popeye acquista forza mangiando, ovvero l’ideale per una madre ebrea. Il piatto che gli conferiva energia erano, naturalmente, gli spinaci e guarda caso uno dei piatti della tradizionale cucina ebraica sefardita è la torta di spinaci (Turkish Jewish spinach pie)”.

L’articolo di Forward.com spiega poi che l’ingresso di Popeye nella narrativa letteraria americana nel romanzo di William Faulkner, Sanctuary, (1931) controverso perché viene presentato come una figura negativa all’interno di un contesto antisemita. Il protagonista, un avvocato ebreo, viene definito così: “Un ebreo è la cosa più bassa del creato. E il tipo più basso di ebreo è un avvocato ebreo. E il peggior tipo di avvocato ebreo è un avvocato ebreo di Memphis”.

Quanto all’Italia occorre  sapere che durante il ventennio fascista la popolarità del fumetto Popeye fu tale che continuò a circolare (anche se non veniva mai citato  il suo creatore ebreo), nonostante il divieto ufficiale dal regime di Mussolini sulla diffusione dei fumetti americani.

Rispetto alla Seconda Guerra Mondiale Popeye non fu un testimone passivo, ma un combattente dopo che la Paramount Pictures acquistò i Fleischer Studios nel 1942 e iniziò a sfornare cortometraggi che mostravano Popeye mentre combatteva nazisti e soldati giapponesi…

New York: il rabbino ortodosso contro il vaccino anti-morbillo

La parte più bizzarra dell’incontro anti-vaccino ortodosso è andata in scena quando  un rabbino con un cappello nero e la barba bianca, ha citato il Vangelo di Luca. “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno!” ha urlato riferendosi ai sostenitori della vaccinazione, davanti a 200 persone riunite in un seminterrato di Brooklyn.

Ben Sales di Times of Israel racconta che il rabbino in questione, Hillel Handler, non ripone molta fiducia nella scienza. Secondo lui  medici, rabbini e politici sono vittime di una cospirazione massiccia orchestrata dalle compagnie farmaceutiche e dai centri di controllo delle malattie del governo americano per fare soldi con i vaccini. Handler e altri oratori hanno accusato le autorità di nascondere i pericoli dei vaccini e di voler distruggere le prove che sono dannosi. Non citando però prove credibili….

La posizione sostenuta da Handler, spiega poi Ben Sales, è comunque minoritaria all’interno della comunità newyorkese dove medici e rabbini hanno ripetutamente incoraggiato negli ultimi tempi la vaccinazione nei termini più forti possibili. Tanto che oggi si può sostenere  che la stragrande maggioranza dei bambini iscritti nelle scuole ebraiche sia vaccinata”.

Netanyahu, game over?

Il prossimo settembre potrebbe segnare la fine all’uomo politico più influente di Israele, quello che i suoi seguaci definiscono un mago. Lo scrive il New York Times in un articolo che fa il punto sulle elezioni in Israele del prossimo 17 settembre. Ronen Bergman scrive che il primo handicap per Netanyahu è il fallimento del tentativo di trovare i numeri per formare un governo.

E aggiunge che l’altro grande problema consiste nelle accuse di corruzione e frode che pendono sulla sua testa.  Per questo motivo ai primi di ottobre dovrà presentarsi davanti al Procuratore federale. Lui nega le accuse con forza e parla di caccia alle streghe, ma anche se vincesse le elezioni, potrebbe incontrare difficoltà nel formare un governo proprio a causa delle accuse che lo coinvolgono. In teoria, la legge non impedisce al primo ministro di agire anche se sotto accusa, ma è anche vero che una circostanza del genere non si è mai verificata prima. 

C’è poi sul tavolo la questione del calendario. Il piano di fuga di Mr. Netanyahu prevedeva che il Parlamento gli concedesse l’immunità e che approvasse una legge che consentisse di annullare una possibile sentenza della Corte Suprema di revoca dell’immunità. Ma con il Parlamento “aggiornato” a dopo le elezioni, le chance che una legge del genere possa essere approvata sono piuttosto basse. 

Gianni Poglio

Giornalista, autore, critico musicale. Dopo numerose esperienze radiofoniche e televisive, ha fatto parte della redazione del mensile Tutto Musica e del settimanale Panorama (Mondadori). Dal 2015 conduce i talk show del Panorama d’Italia Tour, con interviste “live” ai protagonisti della musica italiana.


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