Cultura
Nora Krug, cosa faceva la mia famiglia nella Germania nazista?

Analisi scientifica del ricordare in forma di graphic novel. Al festival bolognese di BilBolBul, che quest’anno parla di spaesamento

Si intitola Heimat il graphic novel più interessante degli ultimi anni secondo la stampa internazionale. L’autrice è Nora Krug, tedesca di origine ma americana di adozione, che indaga il ruolo della propria famiglia nella Germania nazista. Ci lavora per oltre un decennio, con metodo scientifico: raccoglie e classifica documenti, cimeli, foto. Infine rielabora il tutto secondo il mezzo che predilige, il disegno. Ne viene fuori una sorta di enciclopedia biografica. Un lavoro munumentale sia per l’introspezione che l’autrice riesce a raggiungere in forma disegnata, sia per la profondità del lavoro di ricostruzione che lo ha reso possibile.

Heimat significa luogo d’origine, il posto dove ognuno forma la propria identità. Ma qui si assiste a un processo di formazione in continua mutazione, passando per frammenti, esattamente quelli che compongono l’identità di Krug. In un senso di straniamento che rende urgente proseguire nell’indagine, sapere chi è e da dove viene, quale sia il suo (reale) luogo di origine. Perché lei, durante il nazismo, non era ancora nata. Ma i suoi? Che cosa facevano i suoi in quella terra all’epoca squassata dal nazismo? Nessuna parola da parte dei suoi quattro nonni, ma nel suo animo il semplice fatto di essere tedesca (nasce e vive nella cittadina di Karlsruhe) la connette alle atrocità della Shoah. Poi la vita la porta negli Stati Uniti e lì si accorge che il bisogno di trovare risposte alle sue domande diventa un’urgenza. Così torna in Germania, lavora negli archivi, fa ricerca, intervista famigliari, scopre vicende importanti, prima fra tutte quella di uno zio morto come giovane SS in Italia.

Heimat, il graphic novel, è la risposta a cosa significhi essere tedeschi per la sua generazione. Significa provare a definire la parola appartenenza. Significa riflettere sulla responsabilità che noi tutti abbiamo rispetto alla storia passata del nostro paese. Ecco perché Heimat, un fumetto che procede con l’andamento di un memoir, il ritmo di un romanzo investigativo e un taccuino famigliare, è un libro importante. Costringe a fermarsi, ad assaporare i disegni, dal tratto decisamente personale, e a riflettere. Sul concetto di identità, prima di tutto, così abusato e svuotato di senso oggi, per tornare a essere multiforme, sfaccettato, poblematico e continuamente ridiscusso. Perché l’identità, in fondo, ha a che fare con la memoria e con l’uso che ognuno ne fa nel presente.

Il libro di Krug, tradotto in Italia per Einaudi, approda a BilBolBul, il Festival Internazionale del Fumetto di Bologna, quest’anno dedicata al tema dello straniamento e in calendario dal 29 novembre all’1 dicembre. A Krug sono dedicati diversi appuntamenti, tra cui una mostra delle sue tavole che proseguirà anche dopo la manifestazione (fino al 6 gennaio 2020) in una retrospettiva dedicata al suo fare graphic novel (Galleria Portanova12). Tutti gli appuntamenti di Nora Krug a Bologna a questo link.

Nora Krug, Heimat, pagine 288, 19 euro, Einaudi 2019

Micol De Pas

È nata a Milano nel 1973 e da quando ha cominciato a scrivere, non ha più smesso (compulsivamente) di farlo. Giornalista, autrice, spesso ghostwriter, lavora per il web e diverse testate cartacee.


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