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Se Talmud Torah e Scuola Islamica sono sotto lo stesso tetto

Fotografia di Cherry Street, il luogo della convivenza interreligiosa a Seattle

Sono passati quasi 100 anni da quando la scuola di Talmud Torah di Seattle ha aperto le porte e ora, in occasione del suo restauro, sta per trasformarsi in un centro interreligioso.

La storia inizia nel 1929, dopo una raccolta fondi per creare una scuola dedicata all’educazione ebraica su progetto dello stimato architetto ebreo scozzese B. Marcus Priteca. Poi i bisogni della comunità di Seattle cambiarono e nel 1962 la scuola venne chiusa. Quasi 20 anni dopo l’edificio è stato venduto alla Scuola Islamica di Seattle. La scuola si è sciolta nel 2012, e lo spazio è stato trasformato nella Moschea di Cherry Street.

Oggi l’edificio è pericolante, entra acqua dal tetto e grosse macchie di muffa decorano le pareti. La piccola comunità musulmana per salvare lo storico edificio dalla speculazione edilizia ha scelto di dare il via alla risttrutturazione, che però si è rivelata troppo costosa. Così è nata l’idea di rivolgersi alla comunità ebraica per renderla partecipe di questo luogo dalle molteplici funzioni. Con un obiettivo comune: ridare vita alla vecchia scuola ebraica, alla moschea e alla scuola islamica. Ovvero, conservare la duplice natura del luogo per fondare un centro multireligioso. Ebrei e musulmani sotto lo stesso tetto? È già successo: in un quartiere di Parigi, in una scuola di Londra, in una sinagoga di New York.

Il magazine The Forward racconta la storia di questo luogo e l’impegno delle due comunità

L’associazione Cherry Street Collective porta avanti il restauro, ma è animata da moltissimi progetti culturali, come spiega il presidente Koloud Tarapolsi: artisti in residenza, servizi sociali e camioncini del cibo. Immagina un appartamento per gli artisti in visita, stanze in affitto, un posto per i servizi sociali. Un giardino di sculture. Un giardino comunitario. Ed eventi religiosi per entrambe le religioni – b’nai mitzvah, notti di Ramadan, servizi di preghiera e altro.

Jonathan Rosenblum fa parte della cominità ebraica Kadima da oltre 20 anni. Dovendo risolvere un problema di spazio perché la sua comunità si sta ingrandendo, Rosenblum si è rivolto ai leader di Cherry Street. E così è iniziata questa collaborazione.

Ma la storia è più complessa di così. O forse più semplice. Perché l’incontro tra le due religioni è rappresentato da due comunità, ebraica e islamica, un po’ particolari. Come scrive The Forward , si tratta di due comunità che si collocano all’estremità progressista delle rispettive religioni.

Kadima lavora sulla giustizia sociale, si batte contro il razzismo e assume posizioni di soloidarietà con i palestinesi tanto che periodicamente viene “messa fuori dalla tenda” della comunità ebraica tradizionale. Cherry Street a sua volta è un unicum per i musulmani: la Scuola Islamica di Seattle è stata fondata da cinque donne americane che volevano una scuola musulmana progressista, in stile Montessori. E la moschea ha un imam donna.

“Questo aspetto della posizione progressista è un connettore importante”, ha detto Doug Brown di Kadima.  “I problemi che vogliamo affrontare richiedono ampie coalizioni”. Così la lotta all’islamofobia viaggia insieme a quella contro l’antisemitismo, con l’idea di proteggersi a vicenda. E soprattutto con l’idea di considerare il conflitto come punto di partenza in ogni relazione. La costruzione della collaborazione e della convivenza, secondo i rappresentanto di Kadima e di Cherry Street infatti, va fondata sull’idea di lavorare attraverso il conflitto per trovare un comportamento rispettoso e dialogico tra le due parti.

 

 

 


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