Cultura
I.B. Singer, Malamud e Aciman. Tre libri in arrivo

In uscita in questi giorni o appena arrivati in libreria, tre romanzi da non perdere

Tutti i racconti di Bernard Malamud arrivano in libreria in un unico volume il 31 ottobre, assemblati in precedenza in altre raccolte, come Barile magico, Ritratti di Fidelman e Il cappello di Rembrandt o, postumi, ne Il popolo. Di questa arte Malamud era maestro indiscusso, capace di mescolare sapientemente l’indagine dell’animo umano con l’ironia, quella caustica insieme a quella pù vicina al comico. Dei film di Chaplin, Stanlio e Ollio e  Buster Keaton, grandi passioni giovanili dell’autore, riesce a trovare la chiave per replicarne lo spirito in forma narrativa. Esattamente come della riflessione pascaliana sull’essere umano sa restituire esattamente la precisione nel tratteggiare personaggi che si interrogano sul senso della vita. Sulla propria umana condizione di essere vivente irrisolto (irrisolvibile) e perennemente insoddisfatto. In questa nuova raccolta ci sono anche i racconti che Malamud compose durante il suo soggiorno romano, con moglie e figli piccoli, tra il 1956 e il 57. Si tratta di La dama del lago, ambientato sul Lago Maggiore, L’ultimo Moicano che presenta la pima avventura italiana di Arthur Fidelman e Ecco la chiave, dove un personaggio alla Totò nelle vesti dell’immobiliarista abusivo è divertente sin dal nome: Vasco Bevilacqua. Dell’essere ebreo poi si parla diffusamente in ogni scritto, nel tentativo di definire un’identità che in realtà combacia con l’appartenenza semplicemente a quella di genere umano. L’ebreo è l’uomo e nella figura di uno dei suoi fantastici personaggi, Leo Finkle, aspirante rabbino americano in cerca di moglie, essere ebreo è una sorta di consolazione perché l’ebreo soffre. Come dire che di tutto questo tormento interiore, almeno c’è una risposta identitaria. Bernard Malamud, Tutti i racconti, traduzioni di  Giovanni Garbellini, Igor Legati, Vincenzo Mantovani, Donata Migone, Ida Omboni, introduzione di Emanuele Trevi, Minimum Fax, 500 pagine, 30 euro.

Il ciarlatano è un inedito di Isaac Bashevis Singer, appena pubblicato da Adelphi in anteprima mondiale sotto la curatela di Elisabetta Zevi e con la traduzione di Elena Loewenthal. Si racconta di un capace, lesto, un po’ levantino forse, ebreo polacco di recente adozione americana, Morris Kalisher. “A suo modo” si legge proprio all’inizio del libro, “a New York si era ricreato una specie di Varsavia”. Ma soprattutto, aveva capito che, esattamente come in Polonia, per lavorare nel settore immobiliare non occorreva essere un esperto. Ha a cuore l’amico, Hertz Minsker, intellettuale del vecchio continente e protagonista del romanzo, cui elargisce i propri consigli in questo dialogo:  “Datti agli affari, come tutti gli altri ebrei. Si tratta solo di fare il primo passo, credimi. Non è che con Freud che ti guadagnerai da vivere”. “sai benissimo che non sono freudiano”. “Che differenza fa? Freud, Adler, Jung: tutte sciocchezze. Con il complesso di Edipo non ci compri neanche una cipolla”. “Se non la smetti di blaterare di psicoanalisi non ti parlo più!”. Ecco, dopo questa introduzione del personaggio principale si dipanano le vicende, tra seduzioni, sedute spiritiche, letteratura, whisky e Talmud. In una commedia umana tra il comico, il grottesco e la tragedia. Come la vita. Isaac Bashevis Singer, Il Ciarlatano, traduzione di Elena Loewenthal, 268 pagine, 20 euro, Adelphi

Torna André Aciman con Cercami, il sequel di  Chiamami con il tuo nome, tradotto in film da Luca Guadagnino. Questa volta insieme ai due protagonisti, Elio e Oliver  si presenta anche Samuel, padre del primo, per raccontare le loro vite, dopo quell’estate in Versilia. Ma sono gli incontri a definire il ritmo di questo romanzo, una sorta di manuale d’amore in cui saltano tutti gli schemi e si riparte da zero per considerare i sentimenti. Tra età diverse, tra genitori e figli, tra professori e allievi, tra marito e moglie. Ma soprattutto, tra amanti. Amante, prima di tutto come participio presente, colui che sta amando. Questo è lo status dei suoi personaggi e Aciman riparte da quando abbiamo lasciato i due protagonisti: 15 anni prima dei nuovi fatti narrati, tra la bellezza di amare e la coscienza, malinconica, della facilità con cui si butta via il tempo. Attitudini, entrambe, decisamente umane. In uscita il 28 ottobre. André Aciman, Cercami, 288 pagine, 18 euro, Guanda. L’autore sarà a Milano al Memoriale della Shoah per un incontro in calendario il 20 novembre; il 18 al Circolo dei lettori di Torino, il 19 al MAST di Bologna; il 21 all’Auditorium Parco della Musica di Roma

 


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