Joi in
10 modi di essere ebreo

Una lista ragionata e ad alto tasso di ironia, messa a punto dallo scrittore Shalom Auslander

Lo scorso anno, in un mio articolo uscito sul Washington Post, suggerivo di smettere di paragonare Donald Trump ad Adolf Hitler perché ciò, a parer mio, minimizza la figura di Hitler. Almeno lui, scrivevo, aveva un suo punto di vista, mentre Trump è solo un farabutto.

Le reazioni rabbiose di alcuni neonazisti che mi avevano scritto “Sei solo uno sporco ebreo” non mi avevano certo colto di sorpresa. Però a reagire con rabbia erano stati anche alcuni ebrei che mi avevano dato del “losco nazista”. Un bel rompicapo. Chi ero dunque? Un ebreo o un nazista?

Sarò sincero: ho optato per “ebreo”. Ho un problema con il concetto di autorità e direi che è un bello scoglio se vuoi sul serio diventare fascista.

Tuttavia i miei dilemmi identitari non si sono calmati, e ciò a causa dell’alto numero di e-mail da parte di lettori ebrei che complicavano ulteriormente la situazione con una domanda all’apparenza semplice: “Che tipo di ebreo sei tu?”, domandavano.

Mmmmh. Questa è difficile. Che tipo di ebreo sono io? La risposta sottintesa era, ovviamente, “Cattivo”. Io sono un Cattivo Ebreo. Loro, si capisce, sono Bravi Ebrei. Ma cattivo come? Cattivo spiritualmente, cattivo moralmente, cattivo-per-gli-ebrei come?

Almeno i Nazisti erano stati un po’ più precisi. Secondo loro, io ero uno Sporco Ebreo. Ma sporco come? Sporco fisicamente, sporco sessualmente, sporco spiritualmente?

Ho pensato così che stilare una lista mi sarebbe stato d’aiuto. Una lista di Tipi di Ebreo. Una guida pronta all’uso sia per i Nazisti che per gli Ebrei, per aiutarli ad affinare un po’ meglio i loro insulti. La precisione è fondamentale in questioni come questa, o non sapremo mai a chi esattamente ci sentiamo superiori. Così, come da mia abitudine, mi sono buttato sui libri. La letteratura mi ha fornito alcuni tipi di Ebreo, ma non tutti. Il cinema me ne ha fornito qualcuno di più e infine la TV ha colmato gli ultimi vuoti.

Ho identificato dieci Tipi di Ebreo che fanno parte del nostro immaginario culturale. Le scelte sono del tutto personali, riguardano perlopiù figure maschili (come me, del resto) e di sicuro ce ne sono delle altre.

Anche l’ordine che ho scelto è del tutto casuale, escluso il fatto che inizio con il Tipo di Ebreo più odiato e finisco con quello più amato. La lista non ha pretese di esaustività, ma è un inizio, e se non altro, forse verrà letta dai Nazisti che “Tu, Sporco Ebreo” (vedi Tipo 5 e Tipo 8) e dai “Bravi Ebrei” (vedi Tipo 6) che hanno sollevato la questione per primi. E forse capiranno che li sto prendendo in giro e si seccheranno un bel po’ (vedi Tipo 10).

 

Tipo 1: il Jesse Eisenberg

Di tutti i Tipi di Ebreo, questo è quello che odio di più. Il famigerato e ripugnante Tipo di Ebreo n°1. Il Jesse Eisenberg. Facondo, moderatamente intelligente, ma la cui caratteristica più saliente è un’arroganza completamente immotivata e un’alterigia del tutto priva di fondamento.

La ragione per cui il Tipo 1 è così irritante è che le caratteristiche che lo rendono così odioso sono anche quelle per le quali lui si inorgoglisce:

“SìSonoIrritanteEUnPo’CoglioneMaConUnaBuonaParlantinaTiFaccioCredereCheDicoCoseIntelligentiECheSonoMiglioreDiTeQuandoInveceSonoSoloUnoStronzo”.

Nella finzione letteraria, il Tipo 1 ha spesso il ruolo dell’eroe secchione, l’adorabile super-nerd la cui arguzia salva la situazione e conquista il cuore della fanciulla. No, davvero. È così, sono serio.

Come sono certo che la Anti-Defamation League potrà confermare, i casi di antisemitismo sono aumentati negli ultimi anni, non solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo. Danno la colpa al fondamentalismo islamico, ma hanno torto. È il Jesse Eisenberg.

 

Tipo 2: il Nathan Lane

Il Tipo di Ebreo n° 2 è quello che se la passa peggio, visto che è odiato da ebrei e non ebrei indistintamente. Perché oltre a essere ebreo è pure gay.

Per quanto, a un certo punto, a forza di essere attaccati dall’esterno si finisca con l’auto-accettarsi. Motivo per cui al Tipo di Ebreo n° 2 non importa un bel niente della vostra opinione. Spettacolare, in effetti, come guardare un geyser che erutta liberandosi dalle prigioni della Terra ed esplodendo per un solo istante come Se Stesso. Festosamente ribelle.

Il Tipo di Ebreo n° 2 ha deciso di amare se stesso in barba all’odio. Se c’è un Dio, e se ha un debole per gli ebrei, questi ebrei, secondo me, sono i suoi preferiti – ebrei che traggono piacere dalla vita e dalle meraviglie dell’Essere, mentre il resto della loro gente siede nei templi a chiedere perdono per aver goduto del mondo che Lui ci ha dato.

 

Tipo 3: il Franz Kafka

Cronicamente malaticcio e spaurito. Il pappamolle. L’Ebreo che tace e sopporta. Lo sgraziato, riluttante Franz, e intendo sia lo scrittore che i suoi personaggi.

La vittima.

Josef K.

Mort de I Griffin.

Ebrei che Tacciono E Sopportano.

Insieme al n° 9, è uno dei Tipi di Ebreo più comuni nella finzione letteraria. La cosa bizzarra del Tipo di Ebreo n° 3 – e lo dico da fedelissimo fan di Kafka – è che l’ho incontrato spesso nei libri, ma mai nella realtà.

Gli ebrei che ho conosciuto sono perlopiù l’esatto opposto (vedi Tipo n°4). Gli ebrei attaccano briga. Sempre. Per nulla. Gli ebrei attaccano briga con altri ebrei e con non ebrei; ci azzuffiamo alle cene di Shabbat, alle feste di Bar Mitzvah, coi politici, con tutti. Scoreggia in direzione di un ebreo e un’ora dopo ci vedrai marciare su Washington.

E non sto mica parlando solo degli ebrei laici. I Chassidim sono matti da legare e tutti gli ebrei lo sanno; se ti è capitato di litigare con un Chassid, sai di che cosa parlo. Non si litiga mai con un Chassid e basta, ce ne sono sempre dietro altri mille pronti a rincorrerti per strada, prenderti a sassate e insultarti in yiddish.

Dunque, ho ben presente questo Tipo di Ebreo n° 3, ma mi pare più un pezzo d’antiquariato. In base alla mia esperienza nella società moderna, ho più familiarità con il Tipo di Ebreo n° 4: il Sansone.

 

Tipo 4: il Sansone

Ebrei tosti, lavoratori, coltivatori, costruttori. Isaac Babel ha scritto di loro. Ebrei che lavorano duro, che hanno le mani grandi e callose. Ebrei del Lower East Side. Che fanno a pugni. Re dei casinò. Stranamente, è un Tipo di Ebreo col quale gli altri ebrei si sentono a disagio.

Mosè fu punito per i colpi che diede alla roccia; Sansone morì sotto un cumulo di macerie; il Golem fu catturato e trasformato in polvere.

Nella finzione letteraria – ci metto dentro anche la Bibbia – il Tipo 4 tende a farsi corrompere (Re Davide) o distruggere (Sansone) dal potere. Oppure, alla sua “forza da goy” si aggiungono altri “problemi da goy” (vedi il padre alcolizzato e violento di Chiamalo Sonno di Henry Roth).

Il Tipo di Ebreo n° 4, ahimé, è una rarità nella cultura moderna. Ci sono l’Orso Ebreo di Bastardi senza gloria e Walter Sobchak de Il grande Lebowski, ma entrambi sono personaggi da commedia proprio perché non sono “così ebrei”. Negli Stati Uniti, nella maggior parte dei casi, al Tipo n° 4 si è sostituito il Tipo n° 5.

 

Tipo 5: il Mickey Sabbath

L’opposto del Jesse Eisenberg e, verosimilmente, una risposta a esso. Il protagonista dell’opera più libera e sfacciata di Philip Roth, Il teatro di Sabbath.

Lascivo, libertino, schiavo delle sue passioni, il Tipo di Ebreo n° 5 è alquanto fissato con il suo apparato genitale e in base a esso misura il suo successo nella vita. Scopo, dunque sono. Ricordo la sorpresa quando i miei primi amici non ebrei si erano detti così interessati a conoscere ragazze ebree. Pensai che avesse a che fare coi soldi.

“No, no”, mi era stato risposto, con una strizzata d’occhio. “Le ragazze ebree la danno, amico. Lo sanno tutti”.

Evitai di dire loro che questa non era stata propriamente la mia esperienza – semmai, l’esatto contrario – ma provai sollievo nel sapere che non c’entravano i soldi (vedi Tipo n°8).

Da giovane, il Tipo Mickey Sabbath mi era stato di conforto. Ogni volta che leggevo la posta di Penthouse mi sembrava che parlasse di tutte le etnie e religioni tranne che della mia: “Caro Penthouse, Shabbat stava finendo e…”, perciò era stato un sollievo sapere che anche gli ebrei hanno delle voglie.

Oggi che sono adulto, tuttavia, trovo il Tipo 5 quasi reazionario: “Abbandonati a questi desideri, ragazzo, e finirai per annegarci dentro”. Piuttosto ironico, dato che l’impulso per scrivere queste righe veniva indubbiamente da una reazione alla repressione. Eppure contengono un ammonimento col quale i conservatori sarebbero completamente d’accordo.

 

Tipo 6: il BRE

Il Bravo Ragazzo Ebreo. Un animale mitologico (e il mito responsabile di molti Tipi 3 e 5), il Tipo di Ebreo n° 6 è un personaggio di pura fantasia creato da genitori ebrei soffocanti per i quali l’obbedienza dei figli è più importante della loro felicità. Questa è perlomeno la mia teoria.

Versione ebraica de La donna perfetta, il BRE è religioso, servizievole, incorruttibile e beatamente innocente. Ama la madre, rispetta il padre, prega Dio e non ha genitali.

Se desidera una donna, è perché cucina kasher. Lo si trova quasi esclusivamente nei libri ebraici per bambini, nelle Haggadot ortodosse, nelle canzoni del Miami Boys Choir e nell’immaginazione distorta delle eternamente deluse madri ebree.

Fatto interessante, molti BRE, o aspiranti BRE, finiscono per essere persone orribili, tipo Benjamin Netanyahu (il modello israeliano del BRE, che non ha mai incontrato un non ebreo che non volesse bombardare).

 

Tipo 7: la Amy Winehouse o CRE

Non so perché se ne parli così poco, ma le donne della Bibbia da sempre mi appaiono come i veri personaggi cazzuti di quel libro. Mentre i loro uomini si affannano a compiacere Dio o a salvarsi la pelle, loro piantano grane. Sara ride in faccia a Dio. Eva fa mangiare la “mela” ad Adamo. Rebecca imbroglia il cieco Isacco perché benedica Giacobbe. La moglie di Lot si volta a guardare dove non dovrebbe.

Le donne della Bibbia sono Cazzute Ragazze Ebree e io le amo per questo. I rabbini mi hanno insegnato che gli eroi della Bibbia sono gli uomini, ma sinceramente non l’ho mai bevuta. Intendete l’uomo che tenta di sgozzare il figlio, quello che fa collezione di prepuzi, o quell’altro che dice: “Lei? Ma no, non è mia moglie, certo che puoi andarci a letto”. Questi eroi?

L’iterazione più gloriosa della CRE è Amy Winehouse. Anche Naomi Klein rientra nei parametri, così come Kathy Acker e, parlando di personaggi di fantasia, Allison Portchnik di Io e Annie. Annie era interessante, ma Allison era la donna per me.

Una cosa che detesto

Quando un esemplare del Tipo 7 muore e la comunità ebraica attacca con la storia che, tutto considerato, lei o lui era in realtà un/una BRE (Tipo 6) e aveva un legame forte con le sue radici ebraiche. Per favore piantatela.

Kafka ormai l’hanno quasi trasformato in un pio studente di yeshivah, che scrisse La metamorfosi  subito dopo la Havdalah, come metafora di quanto ci sentiamo infelici dopo che Shabbat è finito. Che cosa diranno della povera Amy Winehouse in 10 anni? Che morì per un’overdose di kugel?

 

Tipo 8: lo Shylock

Ogni tanto mi prende quello che io chiamo il momento del “Ti prego, fa’ che non sia ebreo”. Succede quando sento di qualcuno che compie azioni spregevoli. Tutto ciò che sono in grado di pensare è “Ti prego fa’ che non sia ebreo, ti prego fa’ che non sia ebreo, ti prego fa’ che non sia ebreo…”, al che la persona che mi sta raccontando la storia dice, per esempio, “Bernie Madoff è ebreo” e io trasalisco per l’imbarazzo.

Ciò è dovuto in buona parte al fatto che ho in mente il Tipo di Ebreo n°8: lo Shylock, o se vi va qualcosa di meno elisabettiano, il Fagin, o ancora, se siete più in vena di America, il Sammy Glick, insomma quei personaggi che incarnano ogni possibile tropo antisemita.

E quindi vaf******o a te, Shakespeare, e a te, Dickens, e anche a te, Schulberg. È per colpa del Tipo di Ebreo n° 8, e della mia paura di esserne un esemplare, che lascio mance spropositate nei ristoranti. Che non tratto mai sul prezzo, che sia per l’acquisto di un’auto o di qualunque altra cosa. Che sono capace di lasciare per terra la banconota da 5 dollari che mi è appena caduta. Qualcuno, vedendomi, potrebbe prendermi per un Tipo di Ebreo n° 8 a caccia di denaro.

L’ultima volta che ho avuto un momento di “Ti prego, fa’ che non sia ebreo” è stato quando ho appreso che un rozzo, ricco e sguaiato zoticone si era candidato a Presidente.

“Ma Trump è ebreo?”, ho chiesto.

“No”.

“Ma siamo sicuri? Nemmeno un po’?”.

“No, no, è uno che odia gli ebrei”.

“Fiuuu!”.

“Il suo genero però è ebreo. Jared Kushner”.

“Kushner? Oh, no!”.

 

Tipo 9: il Clown Krusty

Una volta, parlando con Philip Seymour Hoffman, lui mi descrisse la fatica di vestire i panni di Willy Loman a Broadway. Il ruolo, disse, era così emozionante, doloroso, violento, che lo consumava da tutti i punti di vista. La mia reazione, se ben rammento, fu: “Oh, f*****o ad Arthur Miller”.

Io non ammiro la tragedia. Non tengo in gran considerazione la capacità di far piangere le persone. Alzarsi dal letto è una tragedia, Arthur. La sfida non è piangere, è ridere. È guardare dentro l’abisso di Nietzsche e dire: “Mi sa che qualcuno qui ha scoreggiato”. È ridere in faccia alla morte, perché piangere è facile.

Qui entra in gioco il Tipo di Ebreo n° 9.

L’Alvy Singer. Il Joseph Heller. Il Sid Caesar. Il Mel Brooks.

Gli ebrei e la commedia hanno una storia di lungo corso. Che forse viene dall’avere un Genitore violento nei cieli e dal bisogno di riprendersi.

O forse, come disse una volta Voltaire, “Dio è un commediante che recita per un pubblico troppo spaventato per ridere”. E il Tipo di Ebreo n° 9 è quello che sta in fondo e si piscia addosso dalle risate.

 

Tipo 10: il Bugs Bunny

Il mio Ebreo preferito in assoluto. Tanto per cominciare, sì, Bugs Bunny è ebreo. Come faccio a saperlo? Beh, è intelligente, è di New York e c’è sempre qualcuno che lo insegue con una pistola. Ha anche una certa propensione a dichiarare guerra e non gli piacciono i maiali. E, più importante di tutto, Bugs Bunny è un piantagrane. Un attaccabrighe. Il Tipo di Ebreo n° 10 è il miglior Ebreo di tutti. Come Bugs Bunny, il Tipo n° 10 ha il completo disdegno per l’autorità. Quelli che le obbediscono hanno probabilmente torto. Mette costantemente in discussione ciò che per gli altri non si tocca.

Abramo, il nostro capostipite, era un Tipo di Ebreo n° 10 quando sfasciò gli idoli del padre e scappò di casa (questo prima che perdesse la testa e tentasse di uccidere il figlio). Mosè era anch’egli un Tipo di Ebreo n° 10: non solo disse al Faraone di levarsi dalle palle, ma disse a Dio di trovare un altro leader per quei pazzi Ebrei in mezzo al deserto.

La tradizione ebraica di sobillazione è lunga e nobile, e partendo da Abramo attraversa la storia fino a Lenny Bruce e Jon Stewart.

La mia esperienza con l’ebraismo ortodosso, nel quale sono stato cresciuto, è stata quasi interamente negativa. Ma è lì che è emersa questa sottile eppure ostinata tradizione di far casino che mi è stata d’ispirazione e conforto, e che oggi è l’unica cosa dell’ebraismo che insegno ai figli.

Fate casino, bambini. È nel vostro sangue.

Quindi, riassumendo: che tipo di Ebreo sono io? Ma è ovvio, sono un Tipo 10, con una buona punta di Tipo 5 che, a dispetto di tutto, si sente in colpa per non essere un Tipo 6 , che provo a nascondere essendo un Tipo 9.

Spero che ora sia tutto chiaro.

Shalom Auslander
Scrittore

Shalom Auslander è uno scrittore statunitense. In Italia ha pubblicato due romanzi (Il lamento del prepuzio e Prove per un incendio) e una raccolta di racconti (A Dio spiacendo), tutti per Guanda.


3 Commenti:

  1. Ho detto “fa che non sia ebreo” su Bernie Sanders….
    Qui sico ti ua a parlare di nazisti di trump dimenticando i nemici attuali di Israele, i nuovi nazisti.

    La Sinistra e l islam radicale….

  2. L’ironia nasce con la nascita dell’intelligenza e gli ebrei sono versati in sommo grado in entrambe le cose! Shalom!


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