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Antisemitismo: la prima guida all’ebraismo per gli operatori di polizia

Storia di un progetto italiano per la sicurezza, nato dalla collaborazione tra UCEI e OSCAD sul modello già sperimentato in Inghilterra

Vivere e muoversi in sicurezza, come ebrei e come cittadini italiani, da un lato; possedere la conoscenza che permette di comprendere il contesto e intervenire, dall’altro. Ai tempi della riemersione dell’antisemitismo, del discorso d’odio che può spingere all’azione, della violenza che può colpire da molteplici direzioni, in una complessità che sempre più richiede che gli strumenti e gli interventi non siano generici, ma informati e specifici, e che poggino sulla comunicazione e collaborazione di tutte le parti interessate.

Con questa prospettiva, il mese di novembre 2018 ha visto la nascita e la prima diffusione del vademecum Breve guida all’ebraismo per operatori di polizia” frutto della collaborazione tra UCEI – Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e OSCAD – Osservatorio per la Sicurezza contro gli Atti Discriminatori. A qualche mese dalla sua presentazione, ne ripercorriamo la genesi, le caratteristiche, gli ultimi aggiornamenti.

La guida conta 39 pagine ed è suddivisa nelle seguenti parti (ciascuna con i relativi capitoli): l’Ebraismo in Italia, Festività, Cibo, Sinagoga e preghiera, Il ciclo di vita ebraico, Contatti utili, Festività ebraiche (per il biennio 2018-2020), Normativa speciale di specifico interesse (legge Scelba, 1952; legge Reale, 1975; legge Mancino, 1993). La prefazione di Vittorio Rizzi, Presidente OSCAD oltreché Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza e Direttore Centrale della Polizia Criminale, chiarisce il suo scopo: “L’arma più potente contro il pregiudizio è la conoscenza. In tale prospettiva, questa guida costituisce un utile strumento per gli operatori di polizia volto a diffondere la conoscenza delle peculiarità della cultura e della religione ebraica al fine di migliorare l’attività di prevenzione e contrasto dei crimini d’odio di matrice antisemita. […] L’obiettivo è quello di disporre costantemente di un quadro quanto più realistico della minaccia, valutata soprattutto in base alla prospettiva delle vittime e dell’Associazione che se ne fa portavoce, anche al fine di scongiurare i pericoli dell’attività di propaganda e degli episodi di natura emulativa”.

Ispirata all’esperienza inglese di A Police officer’s guide to Judaism, elaborata dall’associazione Community Security Trust (CST) e realizzata con il supporto di CEJI – A Jewish contribution to an inclusive Europe, la guida si concentra sulla realtà italiana e presenta un taglio, precisano da UCEI, “volutamente di tipo conoscitivo per chi vede e incontra situazioni e non un testo dedicato allo studio e all’approfondimento”. Scorrendola, vediamo infatti come le spiegazioni su usi, rituali, costumi dell’ebraismo siano intervallate da riquadri di colore azzurro titolati “Per le forze di polizia è importante notare che”, illustranti il risvolto pratico di questa o quella tradizione/osservanza.

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UCEI ha diffuso la guida sia direttamente, sia tramite le comunità locali, e la polizia l’ha distribuita e diramata a tutte le unità e centri operativi. Cosa significa, nella pratica, rendere consapevoli gli operatori sul campo sulle peculiarità dell’ebraismo? UCEI fornisce due esempi concreti. Il primo: l’antisemitismo si maschera meglio agli occhi di chi non lo conosce. Può perciò capitare che un episodio che si caratterizza per violenza verbale antisemita sia scambiato per una semplice discussione, mancando all’operatore la conoscenza sul significato e le implicazioni di determinate espressioni.

Il secondo: per gli operatori di polizia, conoscere i risvolti pratici del vivere da ebreo osservante aiuta a migliorare la collaborazione ed evitare incomprensioni e discussioni. Come l’impossibilità di – fatti salvi i casi di emergenza grave – sporgere denuncia, fare telefonate, spostarsi con un mezzo, compilare moduli nel giorno di Shabbat o delle festività.

Dopo la pubblicazione della guida, UCEI e OSCAD hanno continuato a lavorare per una maggiore collaborazione e integrazione. Un risultato importante è arrivato a giugno, con la comunicazione – da parte del Segretario UCEI Uriel Perugia – del rafforzamento del filo diretto tra le due realtà.

Da giugno in avanti infatti, ogni segnalazione di episodi di antisemitismo inviata all’indirizzo sicurezza@ucei.it viene inoltrata direttamente all’osservatorio Oscad, mentre prima le segnalazioni venivano raccolte in più centri che tra loro non dialogavano direttamente. “Il raccordo diretto”, spiegano da UCEI, “significa maggiore efficacia e capacità di classificare e comprendere il significato dei diversi episodi”. E per i prossimi mesi? “Noi [UCEI] continueremo ad approfondire anche la dimensione della ricerca socio-antropologica, in collaborazione con le altre associazioni internazionali, mentre OSCAD si concentrerà, per sua natura, sull’aspetto relativo alla repressione di comportamenti che configurano illeciti”.

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Italia e resto del mondo sulla gestione della sicurezza: ci sono realtà esemplari all’estero alle quali ispirarsi oppure, al contrario, l’Italia può essere un modello? A questa nostra ultima domanda, UCEI risponde che in materia di sicurezza l’Italia è già un modello per diversi interlocutori. “A giugno, durante la prima riunione del nuovo gruppo di lavoro per rafforzare la lotta contro l’antisemitismo che si è costituito presso la Commissione Europea a Bruxelles e che ha coinvolto un centinaio circa di persone tra rappresentanti di Comunità ebraiche, portavoce di Stati membri e di organizzazioni internazionali, siamo stati avvicinati da più di un funzionario di altri Stati per consultazioni e suggerimenti. Ovviamente, è un punto di partenza, sempre migliorabile”.

Silvia Gambino
Responsabile Comunicazione

Laureata a Milano in Lingue e Culture per la Comunicazione e la Cooperazione Internazionale, ha studiato Peace & Conflict Studies presso l’International School dell’Università di Haifa, dove ha vissuto per un paio d’anni ed è stata attiva in diverse realtà locali di volontariato sui temi della mediazione, dell’educazione e dello sviluppo. Appassionata di natura, libri, musica, cucina.


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