L'agenda di Joi
Voci
Concerto per Tullia Zevi, un commento accorato

La lettera di Michele Luzzatto, a proposito di laicità e dogmatismo

A proposito dell’evento commemorativo dedicato a Tullia Zevi abbiamo ricevuto molti commenti, sia sul nostro sito sia sulla nostra pagina Facebook. Riceviamo anche questo pensiero di Michele Luzzatto, che pubblichiamo.

La storia, la storia… il tempo cambia le cose, le opinioni mutano, le minoranze diventano maggioranze e viceversa. Il problema è in quale direzione desideriamo che la storia scorra in futuro. La posizione della Comunità ebraica è più che ridicola, è imbarazzante. È antipolitica, infantile e, in definitiva, perdente. L’attuale piega presa dagli organi comunitari, e anche dalle singole Comunità, è votata all’estinzione. Questi gli atteggiamenti per cui io l’ho già lasciata.

Vedo commenti paradossali, di persone che si trincerano dietro alla necessità di un’unità (di facciata), in nome della quale l’Unione dovrebbe stare in equilibrio per poter tenere al suo interno le diverse anime dell’ebraismo. Ma quale equilibrio? Ormai la laicità non esiste più e l’ebraismo istituzionale si è da tempo trincerato in una purezza cultuale fine a se stessa, denigrando ogni altra prospettiva. È stata fatta una scelta ben precisa, altro che equilibrio tra anime diverse.

E non è una scelta necessaria dettata dalla Halachà: è una scelta politica, consapevole e francamente oscurantista. Tanto è vero, tornando sulla vicenda del concerto alla Cappella Paolina in onore di Tullia Zevi, che l’Ambasciatore israeliano si è placidamente seduto a sentire il concerto e nessun rabbinato ha potuto impedirglielo.

La Halachà e i responsa rabbinici vengono da sempre piegati alle necessità dei tempi. Se li congeliamo nel tempo come una cosa data una volta per sempre facciamo un torto alla nostra tradizione. Ogni anno, a Pesach, io seguo il seder su una haggadah italiana dell’Ottocento, famosissima e celebrata (Morpurgo), nella quale c’è una stampa del roveto ardente dal quale spunta Dio. Dio in persona, bello e raffigurato, altro che aniconismo ebraico. Fece scandalo, ma venne accettato e la ristampa anastatica continua a circolare impunemente ancora oggi. Così come, per fare un ulteriore esempio, è pieno di sinagoghe di tutte le epoche con un sacco di immagini.

Viviamo tempi pericolosi, nei quali dogmatismi contrapposti stanno mettendo in serio pericolo la pace. Per quanto mi riguarda, sopra e oltre l’ebraismo, ogni manifestazione di laicità è benvenuta, ogni irrigidimento dottrinale è un male in più che si aggiunge al già pesante fardello che sopportiamo ogni giorno. Fatti come questo vanno nella direzione opposta rispetto a quella che io auspico.

Fate pure, ma non in mio nome.


1 Commento:

  1. Scusate ma di quale laicità parla Luzzatto? possibile che non conosca anche solo l’art 1 dello statuto Ucei che tutto comprende tranne la laicità? “formazioni sociali organizzate secondo la legge e la tradizione ebraica”…

    E poi, per carità, non metta in mezzo l’albasciatore di Israele? ha una minima idea di come vanno le cose in Israele a partire dai charedim al governo?

    1 – Le comunità ebraiche, istituzioni tradizionali dell’ebraismo in Italia, sono formazioni sociali originarie, organizzate secondo la legge e la tradizione ebraiche, ciascuna nell’ambito della propria circoscrizione. Esse provvedono alsoddisfacimento delle esigenze religiose e delle diverse esigenze, associative, sociali e culturali degli ebrei escluso ogni fine di lucro. Le comunità costituiscono tra loro l’Unione delle Comunità ebraiche italiane, espressione unitaria dell’ebraismo in Italia.
    2 – Spetta in via istituzionale alle comunità ebraiche:
    a) curare l’esercizio del culto, assicurare i servizi rituali, provvedere all’istruzione e all’educazione ebraica;


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *