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Cultura
Danza, tre compagnie israeliane a Firenze

Al Florence Dance Festival tre spettacoli da non perdere. Dal primo luglio

Per la 30esima edizione del Florence Dance Festival i direttori artistici hanno messo a punto un calendario davvero interessante, con un trittico di proposte da Israele. Due compagnie che hanno fatto la storia della danza e un giovane coreografo si esibiranno infatti sul palco nel chiostro grande di Santa Maria Novella.

 

La compagnia Bathsheva, da tempo nella lista dei desideri dei due direttori artistici, Keith Ferrone, coreografo e ballerino e Marga Nativo, étoile del Maggio Fiorentino, ma per la prima effettivamente nel cartellone del festival, nasce grazie a Martha Graham e alla baronessa Bathsheva de Rothschild nel 1964. A Tel Aviv in quegli anni c’era grande interesse per la modern dance degli Stati Uniti e in particolare per l’estetica di Martha Graham, che condusse la compagnia per il primo periodo. Ma Bathsheva è conosciuta soprattutto per il suo successivo direttore artistico, Ohad Naharin, l’ideatore del linguaggio e della tecnica Gaga. “Ohad è un contemporaneo che ha sviluppato un linguaggio contemporaneo”, spiega Keith Ferrone, cofondatore del festival, “e va in giro per il mondo a offrire questo nuovo vocabolario basato su corpo – gesto – movimento. Apre le sue classi anche a chi non è danzatore perché il suo linguaggio è prima di tutto emotivo. Dell’impianto originale resta poco ed è molto interessante vedere come la compagnia si sia evoluta, mantenendo una ricerca sulla qualità del gesto». Due le compagnie, quella che arriva a Firenza è quella dei più giovani. (In scena il 20 luglio)

 

Altra compagnia storica è la Kibbutz Contemporary Dance Company, fondata nel 1973 da Yehudit Arnon. Sopravvissuta al campo di concentramento di Auschwitz, Yehudith va in Ungheria per unirsi all’Hashomer Hatzair e partire, nel 1948, con il primo gruppo di pionieri che da quel paese si dirigevano in Israele, per fondare insieme al marito il Kibbutz Ga’aton, nell’area occidentale della Galilea. E proprio lì fonda anche il comitato per la danza nei kibbutzim ponendo presto le basi per una vera e propria compagnia, basata su un metodo personale che coniuga tecnica e creatività nella formazione del corpo del danzatore. «L’attuale direttore era un suo allievo, che però ha sviluppato un movimento molto “israeliano”, rappresentante della necessità di vivere in quel particolare mondo, soggetto alle pressioni della cultura ma anche del conflitto”, spiega ancora Ferrone. Che prosegue: “Tutto questo si esprime nella forza del movimento che lavora nella profondità dell’animo attraverso il corpo. Il risultato è drammatico, ma al contempo è un’espressione di bellezza e felicità. Fare danza è fare danza e la compagnia lavora in tutti i contesti, con i bambini, giovani, anziani sempre alla ricerca della sostanza di questa forma espressiva. Il suo mondo è nel kibbutz che ormai è una specie di cittadella della danza: straordinario!”. (In scena l’1 luglio)

 

“Abbiamo deciso per questo trentennale di portare Bathsheva in Italia anche se tutti i costi gravavano su di noi perché per un problema di disponibilità di date non abbiamo potuto costruire sinergie con altri festival italiani, poi abbiamo avuto l’occasione di prendere la Kibbutz Contemporary Dance Company che aveva già una data a Torino e così abbiamo pensato di mettere insieme un trittico e abbiamo coinvolto Roy Assaf, un giovane coreografo che si occupa, in questo spettacolo, di identità maschile. Per rovesciarla, combatterne gli stereotipi, tra tensione e ironia (In scena il 17 luglio). Ho fatto un viaggio in Israele per incontrare le tre realtà ed è stato straordinario. Con Assaf si è creata subito una forte sintonia, abbiamo messo in piedi la compagnia per l’occasione e il risultato è da vedere. Come è da vedere Israele e Tel Aviv, che va a teatro sempre, di giorno, di sera, in mezzo alla settimana…”.

Ma perché Israele a Firenze? “La danza è un ponte di amicizia artistica e culturale che spero porti a una collaborazione continuativa perché Israele è davvero una fucina creativa”, conclude Ferrone.

Il calendario degli spettacoli del Florence Dance Festival qui.

 

Micol De Pas

È nata a Milano nel 1973 e da quando ha cominciato a scrivere, non ha più smesso (compulsivamente) di farlo. Giornalista, autrice, spesso ghostwriter, lavora per il web e diverse testate cartacee.


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