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Elezioni comunitarie, Roma 2019: focus bilancio

Primo confronto tra le liste candidate al consiglio della comunità ebraica romana, in vista delle elezioni del 16 giugno

La Comunità ebraica di Roma domenica 16 giugno dovrà eleggere ventisette consiglieri. I candidati sono 136, suddivisi in sei liste, di cui due nuove: Dor va dor capeggiata da Benedetto Alessandro Sermoneta ed Ebrei per Roma, che vede come capolista Giorgio Heller. Vi presentiamo il primo confronto elettorale, incentrato sul bilancio. Che, per la Comunità romana, è in attivo. Quali politiche servono per mantenere questo risultato? Ne abbiamo parlato con i candidati delle sei liste in gara:

Toni Spizzichino: assessore uscente al bilancio e candidato della lista Per Israele, alla sua quarta candidatura (ed eletto per tre volte) si è sempre occupato di gestione e organizzazione economica e finanziaria.

Cynthia Spizzichino: assessore uscente ai tributi, si candida con la lista Binah is Real. Ha seguito la riforma tributaria con il consiglio uscente.

Giorgio Heller: candidato presidente della lista Ebrei per Roma, torna dopo molti anni al servizio della Comunità con una lista nuova.

Benedetto Alessandro Sermoneta: candidato presidente della neonata lista Dor va dor, già consigliere alla deputazione

David Barda: candidato presidente della lista Menorah e attuale presidente della Casa di riposo

Alberto Piazza o Sed: consigliere e assessore al patrimonio uscente candidato per la lista Maghen David

 

Attualmente il bilancio è in attivo. Quali strategie e quali politiche pensate di adottare per mantenerlo tale?

Toni Spizzichino (Per Israele): Per il secondo anno la Comunità riporta un risultato positivo che è il frutto di un lavoro importante, la capacità di attirare risorse da enti terzi e quella di fare network. Perché la Comunità è un ente no profit e in quanto tale deve essere in grado di attrarre finanziamenti. Sono entrate straordinarie? Certo, nella misura in cui potrebbero non essere ricorrenti, cioè non essere presenti tutti gli anni. Ecco perché occorrono prudenza e continuità aziendale, che non ci sono mai mancati e non ci mancheranno in futuro. Per esempio, abbiamo accantonato una cifra importante per poter realizzare progetti per la scuola. Allo stato attuale infatti abbiamo a disposizione una cifra alta da spendere in cultura fino al 2020. E questo è un altro punto fondamentale: avere una visione di almeno tre anni, perché consente, in caso gli input cambiassero, di elaborare preventivamente nuove strategie.

Cynthia Spizzichino (Binah is Real): Non è stato affatto facile raggiungere questo obiettivo in seguito alle vicende che hanno colpito l’Ospedale israelitico perché hanno comportato delle uscite non previste. Sicuramente le donazioni che abbiamo ricevuto sono state decisive nel rimettere il bilancio in sesto, ma è vero che i finanziamenti esterni fanno parte delle voci di sostentamento dell’ente. Quello che dobbiamo migliorare riguarda la trasparenza: dobbiamo poter dire a tutti gli iscritti quanti soldi sono stati usati per ogni attività. In più bisogna puntare sul patrimonio immobiliare: investirci vuol dire garantire altre entrate.

Giorgio Heller (Ebrei per Roma): Premetto che gli unici dati di cui dispongo sono quelli pubblici, ma il bilancio è in attivo grazie anche a importanti donazioni che sono però situazioni occasionali, non strutturali. Quello che ci proponiamo di fare noi come lista è di puntare sui fondi europei. Sono presidente della fondazione Roma Capitale e ho il know how necessario per mettere la comunità in condizione di usufruire di quei fondi. Occorre creare una struttura che segua la progettualità alla base dell’ottenimento del bando. Poi ci sono figure specializzate e agenzie che possono seguirci passo passo. Questo è un elemento innovativo che vogliamo apportare alla realtà attuale. Perché il nostro obiettivo è dare qualcosa in più alla comunità.

Alessandro Sermoneta (Dor va dor): Prima di tutto voglio fare i complimenti al consiglio uscente per il lavoro che ha fatto. Ora credo si debbano razionalizzare i costi e migliorare l’efficienza dei vari settori. Non abbiamo strumenti che ci permettono di analizzare i dati, né di creare una rete di informazioni tra i vari settori che consentirebbe, digitalizzando il lavoro, di semplificarlo e dare la possibilità a chi lavora di migliorare la propria attività e implementarla. Puntiamo molto sull’organizzazione, che in questo caso significa digitalizzare. E poi penso che la kasherut potrebbe rappresentare un’entrata interessante. La comunità naturalmente non deve fare business, ma potrebbe implementare i servizi che offre, dunque di conseguenza aumentare le entrate. In Italia abbiamo una materia prima alimentare fantastica e l’esportazione di cibo kasher italiano potrebbe aiutare le casse della CER.

David Barda (Menorah): Sicuramente l’attivo del bilancio è un risultato ottimale, ottenuto grazie alla sinergia nel lavoro dei membri del consiglio. Canoni di locazione, contributi degli iscritti e donazioni sono le maggiori voci in attivo. Su quest’ultima vogliamo porre l’attenzione, poiché rappresenta un elemento instabile in quanto agente esterno. Anche se sono donazioni contrattualizzate è necessaria, dato il cambiamento profondo e continuo che vive la nostra Comunità, una programmazione adeguata. Con le dovute competenze e società specializzate vanno anche considerati i bandi europei, strumenti validi per sostenere diversi settori della nostra Comunità. Quanto agli ambiti da sostenere maggiormente, penso alla kasherut e alla libreria. La prima va migliorata per rendere più efficiente il servizio, la seconda è in passivo e forse andrebbe aiutata con la vendita dei prodotti online e di nuovi servizi.

Alberto Piazza O Sed (Maghen David): Per avere un bilancio in attivo l’attuale Consiglio ha fatto un grande lavoro ottimizzando tutti i centri di costo. Sono stati fatti tagli per circa 350.000€ e questi hanno toccato molti punti nevralgici della nostra Comunità come ad esempio il Culto, dove le ottimizzazioni fatte dall’assessore, hanno permesso di risparmiare 80.000 euro per ogni esercizio non eliminando nessun servizio. Bisogna tenere presente che la vicenda dall’Ospedale israelitico ha creato un dissesto molto importante, ma questo Consiglio è riuscito a tenere la barra dritta portando il risultato che ora è sotto gli occhi di tutti. Il lavoro non è certamente finito. Pensare che un bilancio di una Comunità come quello di Roma passi solo attraverso i tagli alla spesa è un grande errore. Il bilancio della Cer, che ricordo essere un ente erogatore di servizi, ha una incidenza di spesa per partite stipendiali molto alto, oltre il 72% quindi è agevole capire che non vi è molto margine per gli investimenti pertanto bisogna lavorare sugli incrementi delle entrate. Sicuramente questo è molto difficile da realizzare, tuttavia qualcosa in tal senso si sta muovendo.

Quali sono le entrate principali su cui contare, e quali le uscite più pesanti?

Toni Spizzichino (Per Israele): Le uscite più pesanti riguardano il personale e le imposte. Ma qui non c’è nulla da tagliare. Per quanto riguarda le entrate, contribuzioni e tasse scolastiche vanno decisamente messe a posto. È stata fatta una buona revisione e la riforma dei tributi, che però non è ancora stata attuata. Urgente è fare in modo che tutti versino i tributi nei tempi stabiliti.

Cynthia Spizzichino (Binah is Real): Rette, tasse contributive e patrimonio immobiliare. Al netto delle donazioni le entrate si basano su questo. Il museo ebraico funziona molto bene, ma a breve avrà una sua autonomia.

Giorgio Heller (Ebrei Per Roma): Non posso entrare nei tecnicismi, mi riservo di approfondire lo studio della materia. Posso dire però che abbiamo le idee piuttosto chiare rispetto a quali settori dovrebbero essere maggiormente sostenuti, dal punto di vista economico. Vorremmo dare un supporto ai giovani diplomati per avere un orientamento verso gli studi successivi e affrontare il problema del mondo del lavoro. Grandi fasce dei nostri contribuenti subiscono aggressioni da parte dell’amministrazione per l’ambulantato. Se la Comunità ha sempre aperto loro le porte, lo ha fatto però sempre in maniera emergenziale e assistenziale. Dobbiamo cambiare approccio e difendere queste famiglie, per difendere la Comunità stessa.

Benedetto Alessandro Sermoneta (Dor va dor): La scuola è la voce più importante, è la nostra identità, è uno dei luoghi cardine della vita ebraica a Roma. Quindi va mantenuta e sostenuta. I costi della comunità sono sostanzialmente non comprimibili, ma, come ho detto prima, attraverso un lavoro di riorganizzazione possono diventare più sostenibili.

David Barda (Menorah): Come detto prima, le voci più importanti sono relative ai canoni di locazione degli immobili della Comunità, l’8 x 1000 sicuramente è un’altra entrata utile mentre, i contributi alla Comunità sono difficili da implementare, data anche la crisi economica che ha portato ad un abbassamento contributivo, sono poche le famiglie che pagano più di mille euro, infine le donazioni. Intervenire nel limare le spese con oculatezza, intervenire là dove necessario per una riduzione di costi che per noi non significa diminuzione di servizi ma maggiore cura della gestione finanziaria. Sicuramente la voce preponderante è quella relativa alla scuola, bisognerà investire nel modello scuola di alta formazione, permettere una maggior presenza di ragazzi al liceo perché è nel passaggio alla scuola secondaria che si perdono molti iscritti. Occorre comunque lavorare sulle classi elementari: aumentarne le iscrizioni solidifica l’inserimento dei bambini nei nostri istituti.

Alberto Piazza O Sed (Maghen David): Il bilancio della Cer, che ricordo essere un ente erogatore di servizi, ha una incidenza di spesa per partite stipendiali molto alto, oltre il 72% quindi è agevole capire che non vi è
molto margine per gli investimenti pertanto bisogna lavorare sugli incrementi delle entrate . Sicuramente questo è molto difficile da realizzare, tuttavia qualcosa in tal senso si sta muovendo.
La scuola ha aperto un’ importante collaborazione con la fondazione Lauder che, con ingenti somme, ha dimostrato di credere nel nostro futuro. La nostra scuola è stata oggetto di un’attenzione particolare per il Consiglio, ma in futuro si dovrà continuare a cimentare nella ricerca di nuove entrate le quali porteranno, oltre che ad un miglioramento dell’offerta formativa, anche alla creazione di ulteriori borse di studio con budget più importanti che saranno di supporto alle famiglie. Il patrimonio immobiliare, che rappresenta uno dei settori che maggiormente contribuiscono al bilancio, dovrà fare investimenti che permetteranno di incrementare i ricavi.
Il museo, che è da sempre un nostro fiore all’occhiello, sarà gestito dalla nuova fondazione che certamente riuscirà ad attrarre nuovi donatori oltre che a migliorare il risultato al botteghino e la kasherut ha oramai consolidato il proprio attivo e riuscirà, anche attraverso l’elevazione dello standard qualitativo, ad aumentare le entrate.

Contribuzione e tasse per la scuola: qual è la gestione attuale e come potrebbe migliorare?

Toni Spizzichino (Per Israele): Mi piace sottolineare che tasse e rette non sono aumentate e che la riforma del principio contributivo è un pilastro dell’attuale consiliatura, che ha messo a punto una riforma. Il problema del calcolo e dei metodi oggettivi credo si possa risolvere in questo modo: noi proponiamo una cifra massima di contribuzione e sarà compito del singolo dimostrare che ha diritto alla tariffa più bassa portando tutta la documentazione necessaria.

Cynthia Spizzichino (Binah is Real): Una questione molto delicata, a cui abbiamo apportato già interessanti modifiche. A cominciare dalla possibilità per il contribuente di destinare una parte del tributo a un compartimento o a un ente ebraico in particolare. Il tributo dunque è suddiviso in una parte fissa che serve a spesare il funzionamento della Comunità e una variabile, da destinare a progetti particolari. Così il bilancio è anche più leggibile. E per il calcolo del tributo, puntiamo a due concetti basilare: equità e trasparenza.

Giorgio Heller (Ebrei per Roma): Anche in questo caso, mi riservo di approfondire. Ma quel che vogliamo aggiungere è che il principio della discrezionalità va cancellato definitivamente. Occorre trovare criteri più omogenei e soprattutto meno confidenziali per calcolare i tributi.

Benedetto Alessandro Sermoneta (Dor va dor): Il Consiglio uscente ha fatto un lavoro importante al riguardo, ora bisogna capire se si riesce a metterlo in pratica. Sicuramente occorre trovare sistemi più oggettivi per calcolare i tributi, magari usando gli strumenti classici della dichiarazione dei redditi o del modello ISEE, insieme a un rapporto umano che consenta di conoscere le persone. Credo molto nel coinvolgimento, una delle parole chiave del nostro programma, e penso che i contribuenti dovrebbero essere messi nella condizione di versare parte dei contributi per progetti specifici in cui credono e di dare loro la possibilità, poi, di verificare come sono stati usati i soldi versati. Questo credo sia un modo per avvicinare le persone alla comunità e a non vivere i contributi come semplici tasse.

David Barda (Menorah): Attualmente il sistema prevede che le famiglie versino una retta scolastica, e quelle meno agiate siano supportate da borse di studio ed altri strumenti sociali. Sicuramente per molte famiglie la retta rappresenta un peso notevole nel proprio bilancio e l’obiettivo per noi sarebbe quello di agevolarle maggiormente, compatibilmente con il bilancio. Se aumenta la partecipazione, per cui aumentano gli iscritti, si abbassa di conseguenza anche il costo. Ma la scuola rappresenta un servizio e in quanto tale non va intesa come un’impresa.

Alberto Piazza O Sed (Maghen David): I bandi europei pensiamo che siano una risorsa che finalmente dovremmo iniziare a sfruttare. Ci sono due tipi di finanziamenti; le cosìdette “call” ovvero bandi indetti dall’UE nei quali possiamo certamente dire la nostra in diverse materie. In particolare giovani, cultura e sport. Spesso servono partnership con altre entità europee e noi, in questo, potremmo sfruttare la sinergia con altre comunità ebraiche in Europa. Poi ci sono i finanziamenti ai progetti. Insomma il percorso è tracciato, sarà necessario continuare con sempre più impegno.


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