Cultura
Haredim, tacchi e lingerie

La biografia di Julia Haart/Talia Leibov, la super-imprenditrice con quattro figli, proveniente dalla comunità ortodossa di Monsey, che ha conquistato lo show-biz, arriva su Netflix

A un anno dall’uscita della miniserie Unorthodox, Netflix punta a bissarne il successo con un ciclo di documentari dal titolo My Unorthodox Life. Come fa notare Forward, si tratta in realtà di un progetto ben diverso rispetto alla fiction interpretata da Shira Haas, ma che si inserisce comunque in una corrente di interesse intorno al mondo degli ebrei haredim.
In questo caso, la protagonista si chiama Julia Haart ed è oggi l’amministratore delegato e il direttore creativo dell’agenzia di modelle Elite World Group. Prima, dal 2016, è stata direttore creativo della casa di moda di lusso La Perla, dove era approdata dopo aver lanciato una propria rivoluzionaria linea di scarpe nel 2013.
Fino a quel momento, la vita della Haart, nata a Mosca nel 1971 come Talia Leibov in una famiglia di ebrei ortodossi, era stata un po’ diversa. Cresciuta tra Roma, Vienna e Austin, in Texas, la protagonista della nuova produzione Netflix a sette anni era entrata a far parte con i genitori della comunità ortodossa del villaggio di Monsey, nello stato di New York. Sposatasi a 19 anni con Yossef Hendler, ha avuto dal marito quattro figli e, dopo la laurea, tra gli anni Novanta e i primi del 2000, è stata insegnate di studi giudaici alla Yeshiva Atlanta (ora Atlanta Jewish Academy), una scuola superiore moderna ortodossa mista. Chi la frequentava quando ancora si chiamava Talia (prima che abbandonasse a 43 anni la comunità), ricorda che era amata dagli studenti e nota per il suo stile tagliente.

Secondo quanto dichiarato da Netflix, la nuova serie promette di condurre lo spettatore “in un viaggio attraverso la vita selvaggia, imprevedibile e non ortodossa” dell’imprenditrice. “Da quando ha preso le redini di un impero globale di talenti, la Haart si è posta la missione di rivoluzionare il settore dall’interno, il tutto pur essendo madre di quattro figli”. Sempre nel comunicato dal colosso mondiale dello streaming si legge che i figli dell’imprenditrice includono un TikToker, un designer di app, un avvocato e un liceale “diviso tra due culture contrastanti”. Julia li aiuterebbe a conciliare la loro educazione ortodossa con il mondo moderno, pare con lo stesso entusiasmo con cui si è fatta apprezzare nei suoi ruoli di insegnante, stilista, amministratrice e direttrice creativa.
Grande sostenitrice del potere delle donne e della possibilità di conciliare femminilità e femminismo, la Haart ha cercato di mettere in pratica il suo credo nel mondo della moda fin dalla creazione di scarpe dal tacco alto che fossero insieme attraenti e comode. Per la loro produzione avrebbe coinvolto un ingegnere italiano di scarponi da sci e un’azienda tedesca produttrice di un gel isolante usato nelle stazioni spaziali. In seguito, avrebbe contribuito a rivoluzionare il mondo della lingerie, con l’introduzione di nuovi materiali e di linee sexy ma eleganti indossabili anche “a vista” da tutte le donne.

La serie, che dovrebbe uscire per la fine di quest’anno, sarà firmata dagli stessi produttori del reality sui ricchissimi asiatici-americani di Bling Empire e fin da ora promette di suscitare più di qualche polemica.

Camilla Marini
collaboratrice

Camilla Marini è nata a Gemona del Friuli (UD) nel 1973, vive a Milano dove lavora da vent’anni come giornalista freelance, scrivendo prevalentemente di cucina, alimentazione e viaggi. Nel 2016 ha pubblicato la guida Parigi (Oltre Edizioni), dove racconta la città attraverso la vita di otto donne che ne hanno segnato la storia.


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