Hebraica
La Bibbia, gli alieni e l’ebraico

Avventure fantascientifiche nelle Scritture per mano di un sacro traduttore… un pochino avventato

“Ciao, tu studi ebraico, vero? Volevo chiederti se conosci Mauro Biglino”.
Sarà stato il 2013 – certo, in ritardo rispetto alla nascita di quello che si sarebbe rivelato un fenomeno – e io non avevo idea che, su quella piattaforma centrifuga ed entropica che sa essere Youtube, fosse in piena e ruggente attività un signore di mezza età con occhialini professorali e parlata piemontese, che, per dirla in soldoni, sosteneva che nella Bibbia ci fossero gli alieni. Tesi – e qui entrava in gioco la mia fama di studentessa di ebraico – sostenuta a partire da una rilettura dichiaratamente letteralista della lingua del testo masoretico. Devo ammettere che, in principio, questa scoperta non attecchì più di tanto sulla mia dura cervice di esploratrice del bizzarro, oramai adusa al complottismo paleoastronautico dai tempi dei primi programmi televisivi di Roberto Giacobbo.

Il motivo fondamentale stava in quella che avrebbe dovuto essere al contrario la ragione della mia potenziale curiosità: l’ebraico. Perché, già a una visione superficiale dei video in questione, Biglino tendeva a sbagliare sistematicamente gli accenti delle parole ebraiche che citava. E, ai miei occhi e alle mie orecchie, questo bastava per confutare ogni potenziale valenza intellettuale del progetto. Già, ai miei occhi e alle mie orecchie: ma non a quelli di migliaia di naviganti della rete. Ben presto, infatti, mi sarei rassegnata a prendere in considerazione questo fenomeno esegetico. Tanto da presenziare, un paio di anni dopo, a una stipatissima conferenza del nostro, come in una puntata degli X-Files dove la Dana Scully di turno, assieme al suo scetticismo anatomopatologico, deve arrendersi alla folgorazione sulla via di Damasco di Fox Mulder e di centinaia di astanti in visibilio. E una cosa, in detta conferenza, mi rimase impressa più delle altre: il gesto timido ma coscientemente rivoluzionario di un fan che porse a Mauro Biglino una Bibbia da autografare.

Ed ecco l’intuizione per fare personalmente i conti col fenomeno Biglino: il nervo della questione non è se nella Bibbia ci siano gli alieni – a rispondere a questo c’è già chi ci pensa con buonsenso scientifico (vedi ad esempio questo blog). Piuttosto, nella mia percezione antropologica del problema, il nodo gordiano da sciogliere in pensieri coerenti sta in un aspetto a monte dei contenuti e dei metodi: nel fatto che Biglino sollevi il tema filosofico della sacertà del traduttore.
In altre parole, soffermiamoci su un dato di fatto: per coloro che ne sono seguaci, Mauro Biglino è, nella pratica, un sacro traduttore. In due sensi. Nel primo, Biglino in quanto traduttore è sacro, ovvero intoccabile: egli dice il vero, perché sa – non si capisce bene come e cosa, ma sa, e sa comunicarlo, perciò non mente. Nel secondo, Biglino è un traduttore del sacro, ovvero un mediatore dei misteri che vanno oltre la conoscenza piana – la scienza ufficiale, direbbero i suoi – dell’umano e del divino. E qui la questione si fa complessa. Perché, anzitutto, parlare di Biglino e sacertà sembra un ossimoro: la posizione più o meno dichiarata di chi con passione sostiene queste teorie sembrerebbe essere, infatti, anti-sacrale o anti-religiosa. In questa lettura, YHWH è spogliato della sua divinità e ridimensionato a una maligna e poco olimpica entità aliena. A differenza di quanto la Chiesa avrebbe voluto inculcare nel pensiero comune per millenni. In effetti, il Biglino-pensiero si fa forte, a livello di pubblico, di un diffuso sentimento anticlericale. Una sfiducia generalizzata e poco chiara nei confronti della Chiesa cattolica e, soprattutto, delle sue dottrine è uno dei principali e impliciti catalizzatori ideologici di questo fenomeno culturale. Ma, allora, come si passa dalla confutazione dei dogmi cattolici a sostenere che la Bibbia sia un libro storiografico che racconta l’invasione aliena della terra?

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E qui rientrano in gioco, nel ragionamento, sia gli alieni che la Bibbia. Partiamo dagli alieni. Contro ogni buon senso laicista e secolarizzante, la fede nella verginità di Maria è sostituita dal credo nell’ingerenza politico-storica degli extraterrestri. Com’è possibile? È possibile perché di vera secolarizzazione non si tratta. Il contenuto dell’insegnamento – se così osiamo chiamarlo – di Biglino è, in fondo e a suo modo, profondamente religioso. Religioso in quanto veicolante del sacro tramite una sostituzione di mitologie. La classica quanto complessa mitologia cattolica, difatti, viene rimpiazzata da una narrazione più al passo coi tempi. E cosa, a livello di immaginario, è più up-to-date, nel Novecento e negli anni duemila, se non la fantascienza? Bisogna ammettere che, nell’inconscio collettivo contemporaneo, più che miti ormai percepiti come tali quali la crocifissione o la dannazione infernale, a scatenare emozioni stranianti – perché legate al misterico, all’insondabile, dal fascino irresistibile, in altre parole, al sacro – sono le mostruose e indicibili entità tentacolari venute dallo spazio di H.P. Lovecraft o il terrificante Alien biomeccanico di H.R. Giger. E proprio questo immaginario è stato adottato da Biglino, spostando la sacertà dalla trascendenza alla lontananza abissale dello spazio profondo e adattando il tutto a un punto di riferimento culturale a quanto pare imprescindibile: la Bibbia.

Il fatto che la veridicità di una rivelazione (gli alieni sono stati tra noi) venga affidata alla Scrittura – nella sua originaria e dunque più autorevole versione, quella ebraica – ci ricorda come questo testo sia ancora, culturalmente, sacro. La Bibbia è percepita come ultimo aggancio alla storia dei rapporti tra umanità e non-umano e in questo è soggettivamente e oggettivamente sacra: sacra nel contenuto e sacra nella forma. E questo, in secondo luogo, ci ricorda anche come la Bibbia sia un libro sacro perché sconosciuto. Il suo contenuto misterioso, per così dire, si presta anche alle più mirabolanti interpretazioni psudoscientifiche. Ed è proprio in questo modo che Mauro Biglino, sporcandosi le mani con parole ignote ed evocative, è divenuto uno sciamano moderno, guida carismatica a una reinterpretazione della tradizione religiosa affine all’immaginazione contemporanea più viscerale e sconfinata.
Un fenomeno futuribile che avrà un futuro? Quale che sia la sorte di Biglino interprete della Bibbia, questa vicenda innesca una riflessione finale, soprattutto per chi è portavoce della religione – ma anche della scienza. Il monito è quello di non dimenticare il potere dell’immaginario popolare e dell’immaginazione collettiva, a cui chi media un sapere (nel ruolo, per l’appunto, di traduttore in senso lato) deve infine mirare a rivolgersi. La mitologia, infatti, non è morta: sta solo mutando forme di comunicazione.

Ilaria Briata
Collaboratrice

Ilaria Briata è dottore di ricerca in Lingua e cultura ebraica all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha pubblicato con Paideia Editrice Due trattati rabbinici di galateo. Derek Eres Rabbah e Derek Eres Zuta. Ha collaborato con il progetto E.S.THE.R dell’Università di Verona sul teatro degli ebrei sefarditi in Italia. Clericus vagans, non smette di setacciare l’Europa e il Mediterraneo alla ricerca di cose bizzarre e dimenticate, ebraiche e non, ma soprattutto ebraiche.


9 Commenti:

  1. Concordo con tutto tranne un aspetto che mi pare essere stato messo sul piatto almeno due volte: giudicare il Biglino assumendo come cartina tornasole la pseudo scientificità. Non mi pare che la Bibbia- Torah, profeti e vangeli- abbiano un taglio scientifico né siano stati scritti da scienziati. Quindi non è questione di pseudo scienza. Per il resto, concordo

    1. Caro Mike, mi pare di avere evitato il più possibile sia di “giudicare” che di sollevare la questione della “pseudoscientificità” – però forse la mia formazione e il mio ruolo in questa sede mi hanno portato a riflettere sul fenomeno in maniera “scholarly”. Quello che speravo era di puntare i riflettori su un risvolto generalmente lasciato nell’ombra, ovvero l’aura di sacertà che circonda l’operazione di traduzione (come trasmissione di conoscenza). In altre parole: un ritorno del (forse mai scomparlo) sacro à la Otto.

    2. Mike Plato
      Il metodo usato da biglino non è affatto scientifico,anzi è una vera e propria buffonata,per questo è più che legittimo parlare di pseudo scienza.
      Quindi non c’entra nulla se la Bibbia è stata o non è stata scritta da scienziati,quello che si evince è che biglino usa un metodo di ricerca completamente fasullo.

  2. Il Biglino non è uno sciamano moderno. Se lo fosse innanzitutto rispetterebbe il culto cristiano e proporrebbe una sua via per la salvezza e/o la felicità. Invece Biglino ha denigrato pesantemente Gesú e Maria. Biglino offende ripetutamente Gesù e Maria (“saccente” pag. 186; “falso”, pag. 188 del suo libro “Antico e Nuovo Testamento libri senza Dio”), e gli evangelisti (Luca sarebbe un falso, pag. 191), e ovviamente offende Maria, dicendo che ella avrebbe acconsentito ad avere un rapporto fuori dal matrimonio con un essere extraterrestre.
    No, Biglino non è uno sciamano, ma é solo uno scrittore di pseudo-storia che propone tesi completamente anti-storiche e anti-logiche. Ho scritto varie confutazioni alle sue bizzarre tesi, ve ne quoto solo una: http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/07/confutazione-alle-tesi-di-mauro-biglino.html
    Inoltre il libro di Daniele Arricchiello “Elohim, la prova del dio alieno” ha definitivamente dimostrato che le teorie di Biglino non hanno nessuna logica, anche e soprattutto dal punto di vista della semantica.

  3. Brava. Hai colto i punti essenziali molto, molto bene. Sono forme mutate del sacro di un occidente laicizzato che cerca disperatamente una nuova forma di Verità, soprattutto nella Scienza o para-Scienza.
    Nel loro razionalismo materialista sono profondamente irrazionalisti: vogliono che gli Dèi esistano, vogliono volerli toccare, semmai per poterli abbattere in una novella idoloclastia post-cristiana.
    Tu poni l’accento giustamente sul traduttore visto come Rivelatore Profetico del Sacro.. un Sacro che è anche rivolto ai naufraghi del post-marxismo, con tutto il suo battere sulla “materialità” degli Dèi e
    dell’ebraico antico. Io noto più il tentativo di cercare verità (Fanta)scientiste (ma ad Hpl non avevo pensato: i suoi “sono” Dèi veri) ponendo a casaccio termini e idee del lessico scientifico, maltrattato anche più degli accenti ebraici.
    Comunque una storia simile a quella di David Icke: una persona onesta, un esaurimento nervoso, da cui si esce con una rivelazione- chiave interpretativa nata da un problema oggettivo (la Bibbia arcaica è diversa dalla comune idea che ne hanno i cristiani), risolto a mezzo della patologia.

  4. Ritieni offese quelle che sono semplici costatazioni. Se si studia un pochino, ma giusto un pochino si può capire da dove arrivano le figure di Gesù e Maria. Intanto Gesù non si chiamava Gesù, ma al di la di questo Gesù non è che l’ennesima incarnazione di Mitra, Serapide, Horus, Dionisio, Krishna e molti altri. Maria è invece l’incarnazione di tante altre madri vergini precedenti, presenti in molte culture passate, si va da Sumeri, ai Babilonesi, dai Cinesi ai popoli precolombiani. L’appellativo di regina dei cieli apparteneva ad Ishtar, ne parla la Bibbia stessa e il termine Madonna non è che la traduzione letteraria del termine che identificava l’omologa madre vergine Babilonese. Biglino non ha inventato nulla, prima di lui molti altri hanno sotenuto questa tesi. La stessa Chiesa vietò per secoli il possesso e la lettura della Bibbia, pena la morte, proprio per questi motivi. Unisci il fatto che in Vaticano si tengono conferenze a porte chiuse con ufologi da tutto il mondo, che il Vaticano possiede 3 osservatori astronomici, l’ultimo dei quali si chiama L.U.C.I.F.E.R. e serve a detta dei gesuiti che lo gestiscono, all’osservazione di stelle morte dove vivono gli angeli. Quest’ultima dichiarazione comporta l’ammissione da parte della chiesa che esseri celesti vivono in realtà nella nostra stessa dimensione. Invece di offenderti ed aggiungo stupidamente, perché non ti avvicini al tema in moto pluridisciplinare e scoprirai tante cose che la chiesa non può e non vuole dirti. Sveglia.

    1. Gesù non è “l’ennesima incarnazione di Mitra, Serapide, Horus, Dionisio, Krishna e molti altri”. Questo lo credi tu, che forse non hai dimestichezza con una seria ricerca storica. Nessuno dei personaggi da te citati fu storico, mentre Gesù, si! Ti consiglio di approfondire il tema qui: https://yurileveratto2.blogspot.com/2015/10/cristo-non-e-horus-e-il-cristianesimo.html
      Per quanto riguarda il nome di Gesù: Ἰησοῦς (Iésous) non è altro che la traduzione in greco del suo nome ebraico: Yĕhošūa.

  5. Ho visto alcune conferenze di Biglino e mi sono sembrate corrette. Stranamente sbagliava spesso gli accenti delle parole ebraiche e scriveva un ebraico francamente orribile, ma se le “Paoline” gli hanno dato da tradurre la bibbia e lo hanno anche pubblicato una ragione ci sarà. Non posso giudicare le tesi di Biglino e neppure ho elementi per contestarlo, ma, francamente nei commenti che ho letto non ho visto niente di definitivo. Tutti esprimono un’opinione, anche parzialmente documentata, ma nessuno contesta una sola tesi sostenuta dal Biglino ed è sul concreto che si deve, secondo me, ragionare. Per ora non mi ha convinto nessuno nè Biglino né i contestatori e, credetemi, avrei tanta voglia di qualche certezza.


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