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La scuola del futuro. La parola a Timna Colombo, assessore della comunità di Milano

Cosa occorre all’istituzione scolastica per tornare a essere attraente?

La scuola è elemento centrale nella vita comunitaria e rappresenta sicuramente uno dei beni comuni più importanti per tutti gli iscritti. Nell’ultimo atto della vita della giunta milanese, la gestione dell’istituzione scolastica è caduta nel calderone delle tematiche di attrito tra le due liste. Ma come si caratterizza la scuola ebraica oggi? Quali sono le cose da migliorare e verso quali obiettivi tendere nel prossimo futuro? Parla Timna Colombo, assessore alla scuola.

Cominciamo dall’inizio. La polemica verte sulla proposta di indire un bando per trovare il nuovo dirigente scolastico. Ci spiega brevemente com’è andata?
“L’attuale preside, Agostino Miele, era stato assunto con un contratto di due anni, rinnovabile ogni anno, come consulente. Il suo è stato un ottimo lavoro, grazie a un governo tecnico efficace che ha fatto ordine nell’istituzione scolastica, ma non rappresenta il futuro. Per questo, prima che cominciasse la pandemia di covid, si era deciso di procedere alla ricerca del nuovo dirigente, con un bando che poi è rimasto nel cassetto a causa, appunto, dell’emergenza sanitaria. A un anno dall’inizio della pandemia, la questione però tornava urgente, così io e Dalia Gubbay (Assessore alla Scuola per le materie ebraiche e progetti internazionali della lista Wellcommunity) abbiamo scritto una proposta comune da presentare al consiglio. Chiedevamo di fare il bando subito, di avere Miele nel comitato di selezione e poi nell’affiancamento del nuovo dirigente scolastico in modo da garantire il passaggio di consegne insieme a Esterina Dana, memoria storica della scuola e ormai prossima alla pensione. Il progetto aveva anche l’appoggio del rabbino capo, che ha fornito alcuni consigli sulle caratteristiche che deve avere il nuovo dirigente scolastico, tra cui quello di avere una profonda conoscenza della cultura ebraica”.

Fin qui, tutto bene…
“Sembrava di sì, invece si sono interrotti i contatti e dopo qualche giorno è arrivata la richiesta di Wellcommunity: voleva il rinnovo di Miele. Abbiamo chiesto degli incontri per parlarne, ma sono stati rifiutati, fino ad arrivare alla presentazione delle dimissioni. Per assumere un nuovo dirigente occorre avere il voto dei  2/3 dei consiglieri, ma per decidere se fare un bando è sufficiente la maggioranza. Ecco una delle tante ragioni delle dimissioni: era l’unico modo per boicottarla. Vorrei precisare anche che le accuse mosse a Milo Hasbani di aver portato a Miele proposte unilaterali sono false. Il presidente della comunità ha fatto un incontro, come con tutti i responsabili delle diverse istituzioni e servizi della nostra comunità, per parlare di futuro. La porta dell’ufficio di Miele è sempre aperta, Hasbani non ha presentato proposte e nessun patto di riservatezza è stato violato. Nostra volontà era quella estendere il rapporto di consulenza per il prossimo anno per garantire la massima continuità”.

Perché occorre un nuovo preside?
“Occorre rilanciare l’identità ebraica della scuola. Negli ultimi anni abiamo assistito a un crescente calo degli iscritti e a un grande abbandono dopo la terza media. Abbiamo proposto dei questionari alle famiglie per capire quali sono i punti di forza e di debolezza e stiamo lavorando su questi risultati. La gestione di Miele è stata ottima dal punto di vista organizzativo, ma ora occorre trovare il preside del futuro, che sappia fare un progetto con una visione a lungo termine sul ruolo della scuola nella comunità. Il candidato ideale deve avere una ottima conoscenza della cultura ebraica, una buona esperienza nella scuola, ma soprattutto deve ridare a questa istituzione il livello di eccellenza nella offerta didattica, l’apertura, l’inclusività e il pluralismo necessari a renderla la scuola di tutti, di tutte le anime che compongono la comunità ebraica milanese. Allora tornerà attraente, grazie anche al programma di internazionalizzazione cui stiamo lavorando, per tutti”.

Tutto fermo in giunta, o potete procedere fino alle prossime elezioni?
“Io continuerò sicuramente a fare il mio lavoro, probabilmente fino a novembre, quando forse potremo fare nuove elezioni. In questo anno e mezzo l’assessorato ha portato avanti progetti e innovazioni, nonostante le difficoltà del momento. La scuola è il cuore della comunità e occorre occuparsene al meglio. Per questo voglio esprimere la mia solidarietà al dirigente scolastico Agostino Miele per l’imbarazzante e scomoda situazione in cui si trova, essendo stato strumentalizzato dalla lista Wellcommunity per fini che nulla hanno a che fare con il bene della scuola. Vorrei chiudere con una nota di positiva speranza per tutti. Non dobbiamo aspettare la fine della pandemia nell’immobilità intellettuale, ma anzi preparare gli strumenti per una ripresa di valore”.

 

Micol De Pas

È nata a Milano nel 1973. Giornalista, autrice, spesso ghostwriter, lavora per il web e diverse testate cartacee.


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