L'agenda di Joi
Joi in
Scuola ebraica di Milano, parla Dalia Gubbay

Intervista con l’Assessore alla scuola per le materie ebraiche e progetti internazionali della lista Wellcommunity

Uno sguardo sulla scuola attraverso gli occhi di Dalia Gubbay, Assessore alla scuola per le materie ebraiche e progetti internazionali della lista Wellcommunity. Abbiamo parlato di passato, di presente e di futuro, tra polemiche, progetti e uno sguardo alla scuola che verrà.
Partiamo dai fatti più recendi, che hanno coinvolto lei e Timna Colombo nella scrittura della proposta di indire il bando per il nuovo dirigente scolastico. Poi cosa è successo?
La vicenda che ruota intorno al bando per il nuovo Dirigente scolastico ha una cronologia ben precisa e un’evoluzione temporale complessa anche a causa della situazione attuale e delle restrizioni Covid.
Confermo che a fine gennaio era stata abbozzata una proposta insieme all’assessore Colombo: ho infatti sempre collaborato sui progetti concernenti la scuola in pieno spirito di condivisione, molto è stato fatto insieme e così è accaduto anche in quella occasione. La discussione del progetto però non è mai stata tradotta in un documento vincolante, tale bozza è stata sottoposta alle due liste e nella mia lista sono emerse delle perplessità come quella legata al fatto che la tempistica proposta avrebbe potuto lasciare la scuola senza il Preside e anche alla grande considerazione della figura assolutamente competente che ci stava traghettando nella complessa situazione attuale e non solo. Abbiamo quindi legittimamente deciso di non continuare su questa strada, considerando il fatto che in questo momento e con una situazione critica dovuta al Covid fosse più importante garantire una continuità piuttosto che preparare in fretta e furia un bando che avrebbe esposto la scuola a rischi e incertezze. Per noi semplicemente non era e non è il momento.
Come già ampiamente spiegato, il protrarsi della pandemia, l’uscita a luglio della Vice preside Esterina Dana, l’ottimo lavoro svolto da Agostino Miele  (ho una figlia a scuola e lavorando per il mio assessorato ho quotidianamente occasione di valutare il lavoro eseguito con regolarità e anche di più, nei frenetici week end tra un provvedimento e l’altro ) ci hanno portati a ritenere più prudente, certamente più efficace, sicuro e produttivo non introdurre cambiamenti per l’anno a venire, rimandando di fatto di un anno l’avvicendamento. Il bando si sarebbe fatto più avanti, senza alcuna fretta di scegliere, mentre la scuola, nonostante l’emergenza nella quale viviamo, sarebbe andata avanti senza interruzioni. Ricordo che Preside e Vice Preside rappresentano per i nostri studenti e per le famiglie figure della massima fiducia e stabilità, elementi ora indispensabili. Ma non è tutto.
Abbiamo deciso di discutere della bozza in un gruppo ristretto, composto da me, Colombo, il Presidente e il Segretario Generale, in un clima che si è via via irrigidito per posizioni molto distanti che hanno creato certamente uno stallo, consapevoli però tutti della delicatezza e riservatezza del tema. Purtroppo, questo patto di confidenzialità che ci eravamo imposti è stato violato e la proposta ancora in bozza è stata portata da Milano Ebraica al Dirigente, minando definitivamente la fiducia reciproca e mettendo tutti in grave imbarazzo. Milano Ebraica ha ribadito di voler fare il bando subito e di non voler rinnovare il contratto del Dirigente. Sarò felice di addentrarmi in ulteriori dettagli per chi lo vorrà, aggiungo soltanto che se non ci fosse stato questo incidente, mai ci saremmo dimessi per impedire l’approvazione di un bando che, ingenuamente, abbiamo sempre pensato sarebbe stato emesso di comune accordo nei prossimi mesi, rinnovando contestualmente il contratto al Dirigente scolastico per l’ultimo anno.

Quali sono i bisogni della scuola attualmente?
Attualmente la scuola ha bisogno di essere traghettata fuori dall’emergenza covid tenendo in considerazione i bisogni dei ragazzi che sono e rimangono la nostra priorità. Questo è importantissimo: occorre riprendere le lezioni in presenza, i ragazzi iniziano a risentire di enormi disagi a livello emotivo e noi abbiamo il dovere di essere vicini a loro il più possibile e garantire una continuità. Molti progetti sono stati messi in piedi per salvaguardare il loro equilibrio.
Appena sipotrà, vorremmo realizzare esperienze che al momento sono in sospeso, prime tra tutte la possibilità di un Erasmus durante gli anni del liceo in altre scuole ebraiche con le quali abbiamo instaurato i primi contatti. Lo studente della nostra scuola sarà uno studente capace di studiare in altre lingue e di affacciarsi al mondo universitario forte di una preparazione solida ed internazionale. La scuola resta un momento fondamentale nello sviluppo dell’identità dei ragazzi e siamo fiduciosi di poter riprendere presto anche i viaggi in Polonia e in Israele che rappresentano delle tappe essenziali del loro percorso.
Segnalo la costante presenza di EFI, Educating for impact, consorzio di fondazioni no profit che supporta le scuole ebraiche europee e sarà un partner importante anche nel futuro.

Quale deve essere secondo lei il ruolo del dirigente scolastico e quale profilo ideale deve avere?
Il preside deve avere da un lato conoscenza naturalmente del mondo della scuola, con contatti e modalità atte a muovercisi con sicurezza , dall’altro capacità manageriali che possono consentire un continuo sviluppo dell’offerta formativa promuovendola verso la comunità. Il preside deve avere una visione per la scuola del futuro, un luogo dove sviluppare l’identità dei ragazzi e che permetta di traghettarli all’università con tutti i requisiti per affrontare un mondo sempre più competitivo. Last but not least deve saper mixare i punti precedenti con i valori e le connotazioni tipiche del fatto che la nostra è una scuola ebraica e quindi con un fil rouge ben determinato ovviamente coodinandosi sempre con il rabbino capo quale direttore delle materie ebraiche. Ci tengo a sottolineare che Agostino Miele ha fortemente sostenuto l’introduzione della Tefilla alla scuola media, avendo perfettamente introiettato lo spirito di una scuola che da ai valori dell’identità ebraica una valenza fondamentale.
E quale il profilo della scuola del futuro?
La scuola del futuro è la scuola che tutti sceglieranno per l’eccellenza, per i suoi docenti all’avanguardia, e ne abbiamo davvero tanti, per i suoi programmi al passo con i tempi, per il rispetto tra studenti che provengono dalle diverse edot della nostra Comunità, per l’attenzione al valore dell’identità ebraica attraverso lo studio della cultura, della storia, della religione e della lingua ebraica. Una scuola che non lascia indietro nessuno e che verrà frequentata dalla maggior parte dei suoi studenti per l’intero ciclo di studi.
I problemi in giunta sono lo specchio dei problemi della comunità milanese?
Non lo so, certamente pagano lo scotto di una divisione che esiste da sempre e purtroppo non siamo riusciti, per tantissimi motivi, a smussare le differenze. E’ certamente una sconfitta di tutti e ci auguriamo che il futuro veda collaborazioni più fattive e serene. Da parte nostra crediamo di aver fatto del nostro meglio per poter portare avanti questo mandato e lo dico con grande onestà.
Infine, uno sguardo al futuro della Comunità, a cominciare dalla sua candidatura slle prossime elezioni.
Mi auguro che ci sia sempre chi con passione, abnegazione, energia e onestà, vorrà dedicarsi al rilancio della Comunità perché possa rappresentare un porto sicuro e accogliente per tutti i suoi iscritti. Quanto a me…. ci penserò! Finisco con una nota di colore. La solidarietà al nostro Preside credo sia stata ampiamente dimostrata, con sincerità e coerenza. Proprio da noi.
Micol De Pas

È nata a Milano nel 1973. Giornalista, autrice, spesso ghostwriter, lavora per il web e diverse testate cartacee.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *