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Ylenia Esther Yashar: etica, sostenibilità e progetti sociali nel mondo dell’impresa

Oggi, a partire dalle 17, torna J-Talks Streaming Edition su Zoom e Facebook. Con Ylenia Esther Yashar

Ylenia Esther Yashar è laureata in Relazioni Internazionali con indirizzo Cooperazione per lo sviluppo. Approdata al mondo della responsabilità sociale di impresa, ha scelto di non proseguire la carriera accademica. Attualmente svolge la sua attività in un’azienda privata ed è nel direttivo del network CSRnatives che si occupa di sostenibilità da giovani per giovani.

Che ruolo svolge nel gruppo bancario per cui lavora?

Faccio parte del team sostenibilità. Mi occupo di rischi connessi alla sostenibilità, ovvero comprendere quanto il cambiamento climatico potrebbe impattare sui finanziamenti che il gruppo concede. Le imprese dovrebbero iniziare un cammino virtuoso con fonti rinnovabili e nuovi macchinari atti a ridurre gli sprechi. In particolare negli ambiti agrifood, moda, oil and gas. Per utilizzare fonti rinnovabili occorrono investimenti costosi. Ecco, quello che cerchiamo di far comprendere è che questa tipologia di investimenti ha un ritorno per le aziende perché i  consumatori, soprattutto quelli giovani, sono propensi a spendere un pochino di più per avere un prodotto etico.

L’aspetto etico in che cosa si sostanzia esattamente?

Quando si arriva a parlare ad un amministratore delegato è molto difficile far capire che l’azienda deve fare investimenti per migliorare l’impatto sociale e ambientale. Ad esempio, comprare materiali come carta riciclata e toner ecocompatibili o installare impianti che permettano di avere fonti di energia rinnovabili. Poi, ci sono i progetti sociali per modificare lo stato delle cose. Faccio un esempio concreto: un’azienda potrebbe aver affidato incarichi a responsabilità solo ad uomini over 50, dimenticando la professionalità di donne più giovani e preparate. Bisogna ricordare che per una donna la penalizzazione avviene prima della gravidanza e dopo la gravidanza. Altri progetti sociali riguardano l’integrazione culturale per i lavoratori che provengono da Paesi diversi e l’integrazione generazionale in azienda. Riguardo a quest’ultima, occorre trovare modalità perché le due generazioni, under 30 e over 50, si parlino e si confrontino soprattutto per quello che riguarda l’utilizzo del mondo digitale.

Esiste un grande analfabetismo finanziario in Italia. Come si può agire su questo aspetto?

La cosa essenziale è fornire strumenti alle persone per comprendere come investire e risparmiare denaro. Un beneficio per il singolo, che però alla fine ricade su tutti. Io e miei colleghi facciamo anche educazione finanziaria ai bambini, andiamo nelle scuole dove i ragazzi ci dicono che la questione denaro non viene trattata in famiglia. In Italia sono pochi i genitori che spiegano ai figli come investire i propri risparmi. All’estero, l’approccio è diverso, sono molto più diffusi i piani di risparmio anche per i più giovani. Per un ragazzo americano, ad esempio, risulta normale aprire una polizza assicurativa sulla propria vita o sulla propria professione, così come risulta normale investire sulla start up di un coetaneo.

Gianni Poglio

Giornalista, autore, critico musicale. Dopo numerose esperienze radiofoniche e televisive, ha fatto parte della redazione del mensile Tutto Musica e del settimanale Panorama (Mondadori). Conduttore dii talk show per Panorama d’Italia Tour, con interviste “live” ai protagonisti della musica italiana e di dibattiti tra scienza ed intrattenimento nell’ambito di Focus Live, ha pubblicato per Electa Mondadori il libro “Ferdinando Arno Entrainment”


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