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Operazione Atlas: come naufragò l’alleanza tra i nazisti e un leader arabo palestinese

Ottobre 1944: un commando nazi-arabo palestinese si paracaduta a Gerico con l’obiettivo di colpire gli ebrei e i loro luoghi di ritrovo. Ma il piano fallisce in una manciata di giorni. Ecco come…

Sono moltissime le missioni segrete svolte da commando delle varie forze in campo durante la Seconda Guerra Mondiale. Missioni a volte impossibili, affidate a piccoli gruppi incaricati di seminare il panico tra le fila nemiche. A questa tipologia di azioni di guerra sotterranea, spesso dimenticate dalla storia e dagli storici,  appartiene senza dubbio quella che in codice venne definita Operazione Atlas. Una missione fallimentare andata in scena nel 1944 nei pressi di Gerico con l’obiettivo di fomentare gli arabi palestinesi contro gli ebrei e di colpire obiettivi ebraici.

Protagonisti del fallito blitz furono cinque uomini, tre tedeschi delle SS che in precedenza erano stati membri della setta religiosa Templer situata nella Palestina mandataria, e due arabi palestinesi molto vicini al mufti di Gerusalemme Amin- al Husseini.

A panificare il piano furono da una parte Kurt Wieland, ufficiale delle SS che in Palestina aveva vissuta con i familiari, tutti membri dei Templer, e dall’altra il leader arabo palestinese Amin al-Husseini, finito sotto accusa per l’assassinio di numerosi ebrei negli anni Venti e Trenta, nonché capo di un’insurrezione nei confronti degli inglesi in Palestina tra il 1936 e il 1939, come riporta Tablet Magazine. Allontanato dalla Palestina Amin al-Husseini venne accolto con tutti gli onori a Berlino dalla nomenclatura nazista.

Ma tornando all’operazione Atlas, quello che appare certo è che uno degli obiettivi dei tedeschi fosse obbligare gli inglesi ad utilizzare truppe sempre più consistenti in Palestina in modo da distogliere forze dal fronte europeo dove la situazione della Germania nazista andava peggiorando di giorno in giorno. I cinque avrebbero dovuto poi seminare il terrore colpendo con bombe ed esplosivi negozi e luoghi di culto ebraici. In realtà la missione si rivelò presto un fallimento totale e dal giorno del lancio dei cinque uomini (il 6 ottobre del 1944) nei pressi di Gerico, nulla andò come previsto. Buona parte dell’equipaggiamento (armi, radio ed esplosivi, monete d’oro e confezioni di Elena) andò perso nelle fasi immediatamente successive al lancio. E, a dispetto di quel che il commando si aspettava, da parte della popolazione locale non ci furono né sostegno né complicità.

Un flop che culminò nell’arresto di tre membri del commando, due tedeschi, tra cui Wieland e un arabo palestinese, scovati in una grotta a Wadi Kelt. Durante gli interrogatori a cui venne sottoposto Wieland rivelò tutte le informazioni in suo possesso sulla struttura e l’organizzazione dell’intelligence nazista. L’ennesimo autogol di una missione criminale iniziata male e finita peggio.

 

 


1 Commento:

  1. a) Cosa sono le ‘confezioni di Elena’? b) Perché non sento mai dell’operazione Nili, complementare ai Sette Pilastri della Saggezza?


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