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La Giornata Europea della Cultura Ebraica in quattro città

Venezia, Milano, Roma, Palermo: cosa vedere in quattro città

C’era una volta il 1999: la prima edizione e un’unica località, Casale Monferrato. Oggi, vent’anni dopo, la Giornata Europea della Cultura Ebraica coinvolge oltre ottanta luoghi in tutta Italia. “L’edizione italiana è diventata negli anni una delle più importanti in Europa, con decine di migliaia di visitatori ogni anno e un modello organizzativo perfettamente rodato, che può contare sulla virtuosa collaborazione tra Comunità ebraiche, enti locali, pro loco e associazioni attive sul territorio. Questo successo è figlio dell’impegno dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, che la coordina e la promuove in Italia, ma soprattutto è il frutto di oltre due millenni di storia ebraica nel nostro Paese”, dichiara la Presidente UCEI Noemi Di Segni nel comunicato stampa dedicato.

Tema dell’edizione di quest’anno è il sogno, declinato in tre macrotemi: la tradizione biblica e mistica (il titolo della manifestazione – I sogni, una scala verso il cielo – si riferisce al sogno di Giacobbe raccontato in Genesi-Bereshit), con il sogno come via di comunicazione tra l’umano e il divino; la moderna psicanalisi freudiana, con il sogno come emersione di desideri, aspirazioni, paure e nevrosi; e infine, la politica, con il sogno come visione per la trasformazione della realtà, di cui il sionismo è per la storia ebraica l’esempio fondamentale.

Da nord a sud, abbiamo guardato il ricchissimo programma (tuttora in aggiornamento) e selezionato quattro città (alla città capofila, Parma, abbiamo dedicato un approfondimento a parte): vi presentiamo i nostri appuntamenti scelti qui di seguito.

 

Venezia

Campo di Ghetto Novo – Ucei

 

Le iniziative di domenica 15 settembre sono a cura della Comunità Ebraica di Venezia, del Museo Ebraico di Venezia e di CoopCulture. Da segnalare in particolare la visita all’antico cimitero del Lido con la guida di Aldo Izzo, vera e propria istituzione della comunità (Riviera San Nicoletto, Lido, ore 09:30) e di seguito l’incontro “Un sogno non interpretato è una lettera non aperta”, che si preannuncia interessante per il suo mettere in dialogo un rabbino e uno psicanalista: parleranno infatti Rav Roberto della Rocca e Luigi Boccanegra, con l’introduzione di Enrico Levis (Sala Montefiore, Ghetto Vecchio, ore 10:30).

Alle 11:30 e alle 15:00, due preziose opportunità (con guida, rispettivamente, in inglese e in italiano) per visitare  la mostra Psalm dell’artista britannico Edmund De Wall e ospitata fino al 29 settembre al Museo Ebraico. La mostra, che nelle parole dell’artista “si ispira ai Salmi e alla poesia dell’esilio”, si divide in due parti: la prima è ospitata negli spazi adiacenti alla Scola Canton e comprende dieci installazioni eseguite in porcellana, marmo e foglia d’oro; la seconda si trova presso una struttura temporanea nell’Ateneo Veneto e consiste in una library of exile, una biblioteca di circa 2000 volumi di autori che, da Ovidio ai giorni nostri, hanno vissuto l’esperienza dell’esilio.

La giornata si chiude alle 19 con il concerto di musica klezmer “Jewish experience” di Gabriele Coen e Francesco Poeti. Sul comunicato è riportata una citazione della recensione di Pike Borsa per Musica Jazz: “Non è la prima volta che la musica e la cultura ebraica si sposano col jazz, ma questo è forse uno dei loro matrimoni più riusciti e belli (…). Tutto suona alla perfezione. Non c’è nulla fuori posto. Gabriele Coen ha firmato un capolavoro. Il suono del suo sax è come quello dello shofàr, che chiama a sé i dispersi e i respinti di tutta la Terra. Per farli stare bene. Rispondete pure tranquilli a questo richiamo, e non ve ne pentirete”.

 

Milano

Facciata del Tempio di Via Guastalla – Ucei

Il Tempio Centrale di Via Guastalla sarà il cuore pulsante della giornata. Una scelta, dichiara l’assessore alla cultura della Cem Gadi Schoenheit su Beit Magazine Mosaico (articolo di Ester Moscati), che rispetta “l’impegno che abbiamo preso di rilanciare il Tempio Centrale come luogo vivo e aperto”. Mentre Pia Masnini Jarach, consigliera delegata agli eventi, aggiunge: “Io ho cercato, all’interno del programma dedicato interamente al sogno, di inserire un’altra prospettiva. Il sogno ebraico per eccellenza è quello del Tikkun Olam, la “riparazione” del Mondo. Tutti i titoli degli interventi cercano quindi di dare un messaggio di resilienza. Quali sono i sogni che possono realizzare questa riparazione? Sono il sogno dell’accoglienza, per esempio”.

Accoglienza, pace, tikkun olam. Nel programma milanese della giornata spicca così l’incontro “Il sogno della pace e dell’innovazione in Medio Oriente” (Tempio Guastalla, ore 11:45), nel quale il Presidente della Onlus Gariwo Gabriele Nissim dialoga con Nadav Tamir, diplomatico di lungo corso, esperto di relazioni israelo-americane, attualmente Direttore degli Affari Internazionali del Peres Center for Peace, l’organizzazione non governativa fondata da Shimon Peres nel 1996 per lo sviluppo della pace e della cooperazione in Medio Oriente. Su una simile lunghezza d’onda si sintonizza l’appuntamento serale di chiusura, alle 20:45 presso il Teatro Franco Parenti, prima con il concerto “Un sogno a cielo aperto” di Enrico Fink e infine con “Bread for peace, il sogno della pace” di Angelica Edna Calò Livne, fondatrice e direttrice artistica di Beresheet Lashalom, un progetto nato in Galilea nel 2011 che attraverso il teatro unisce giovani di diverse provenienze e religioni.

Per chi preferisce gli approfondimenti su testi, cultura e storia, da non perdere gli appuntamenti delle 15:00, 16:00 e 17:00: il primo è “Il sogno nella Torah” tenuto dall’esperta di mistica ebraica Yarona Pinhas (in contemporanea ci sarà il laboratorio artistico per bambini “Una scala fino al Cielo: il sogno nel racconto biblico” di Nurit Richetti); il secondo, con Anna Linda Callow e Stefano Jesurum si intitola “Il sogno nella parola”; chiusura in bellezza con Gioele Dix in “Se non avessimo sognato: viaggio attraverso 5779 anni di sogni ebraici”.

 

Roma

Il Centro Pitigliani – Ucei

Riportiamo alcuni spunti del ricchissimo programma, affidato al Centro di Cultura Ebraica e al Centro Ebraico “Il Pitigliani” (pdf completo con orari e luoghi a disposizione su sito Ucei).

Cominciamo col dire che tutte le località che aderiscono a questa giornata prevedono visite guidate, ma solo a Roma potete godervi quella al Museo Ebraico in giudaico-romanesco, con Alberto Pavoncello. Gli orari sono 10:30, 14:30 e 16:30, prenotazione obbligatoria entro venerdì 13 all’indirizzo centrocultura@romaebraica.it. Per chi non è in vena di sperimentazioni linguistiche, niente panico: sono previste visite anche in italiano e in inglese, che includono insieme al museo anche il Tempio Maggiore e il Tempio Spagnolo.

Del programma a cura del Centro di Cultura Ebraica spicca anche l’attenzione riservata ai bambini, in particolare con i laboratori delle 11:00 su “Giuseppe, principe dei sogni” (in via Catalana) e sulle feste ebraiche (ai Giardini del Tempio), e alla convivialità, con l’incontro delle 22:30 “Kosher Wine Tours”, a cura di Lebonton Catering, nel corso del quale verranno illustrate regole, vitigni e abbinamenti…un assaggio dopo l’altro, perché lo studio si sa, se non lo metti in pratica non serve!

Al Centro “Il Pitigliani”, si comincia alle 16:30 con “I sogni tra arte, letteratura e cinema”. La prima parte – “Conversazioni, proiezioni e letture. Da Schnizler a Kubrick: Doppio Sogno e Eyes Wide Shut” – è affidata a Francesca Alatri e Roberta Ascarelli, con le letture di Francesca Rolli; la seconda, dedicata a Marc Chagall e intitolata “Avevamo un ideale ed eravamo molto felici” è tenuta da Davide Spagnoletto. Modera Micaela Vitale.

 

Palermo

Palermo, antico quartiere ebraico – Shutterstock

Anche Palermo fa le cose in grande, tanto che dopo il programma di visite guidate, conferenze e concerto serale di domenica 15, rinnova l’appuntamento per la sera seguente, con due incontri di particolare interesse.

Il primo, alle 19:00 presso la Sala Strehler del Teatro Biondo è la presentazione del libro “La luce è là” di Agata Biazzi, con la partecipazione di Rita Calabrese. Agata Biazzi è discendente della famiglia Ahrens e a partire da un diario ritrovato e da varie testimonianze ne ricostruisce la storia. La famiglia Ahrens è protagonista di una stagione magnifica nella storia di Palermo: la “Palermo felicissima” del primo Novecento. Albert, il patriarca arrivato nel 1875 dalla Germania, diventa un entusiasta imprenditore di successo; fra campagna e città fa costruire una superba villa sulla cui facciata spicca la scritta lik dör (La luce è là), e sono anni di prosperità, di successo e di unità, sgretolati da eventi che segnano la storia della famiglia e la grande Storia europea: il terremoto di Messina, la Prima guerra mondiale, la morte dei due figli maschi, e infine le leggi razziali che restituiscono gli Ahrens alla loro identità ebraica.

Il secondo, alle 20:45 in Sala Grande (sempre al Teatro Biondo) è il concerto-spettacolo “Canterò per il re” di Franca De Angelis con Evelina Meghnagi (voce e canto, una delle interpreti più accreditate a livello internazionale di musica sefardita e yemenita), Cristiano Califano (chitarra e corde) e Arnaldo Vacca (percussioni), coordinamento di Antonio Silvia e creazioni visive di Massimo Catalani.

Tripoli, 1967. Ultimi giorni del pogrom. Una matura donna ebrea, un po’ svanita, serrata nella sua casa, si ostina a preparare il cuscus per lo shabbat e intanto si esercita a provare i canti in cui – ne è certa – dovrà esibirsi in un gran concerto per il re appena i disordini saranno finiti. Nella sua mente affiorano però i ricordi di un altro pogrom, tanti anni prima. La donna ricorda a fatica, ma quando le immagini si faranno più nitide, il suo castello di illusioni cadrà e la donna si deciderà a fuggire. “Canterò per il re” è una riflessione tragicomica sulla necessità e la drammaticità della memoria, su quanto sia necessario ricordare e allo stesso tempo, per sopravvivere, occorra a volte riuscire a sognare.

Silvia Gambino
Responsabile Comunicazione

Laureata a Milano in Lingue e Culture per la Comunicazione e la Cooperazione Internazionale, ha studiato Peace & Conflict Studies presso l’International School dell’Università di Haifa, dove ha vissuto per un paio d’anni ed è stata attiva in diverse realtà locali di volontariato sui temi della mediazione, dell’educazione e dello sviluppo. Appassionata di natura, libri, musica, cucina.


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