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Cultura
Parma ebraica, storia di una comunità all’avanguardia

Viaggio nella città capofila della ventesima edizione della Giornata europea della Cultura ebraica

La prima pubblicazione ebraica in Italia nasce proprio qui, a Parma, nel 1845. Si chiama Rivista Israelitica diretta dal modenese Cesare Rovighi, letterato e patriota del Risorgimento e viene pubblicata dalla Stamperia Carmignani soltanto sessant’anni dopo il primo periodico ebraico al mondo, realizzato a Konigsberg, in Germania, nel 1784. Parma era all’avanguardia. E la sua comunità vantava esponenti dallo spirito libero e aperto, proprio come il direttore Rovighi, che come sottotitolo alla sua Rivista sceglie: Giornale di morale, culto, letteratura e varietà. Ospitava racconti e poesie in italiano e in ebraico, dibattiti, notizie riguardanti gli ebrei estensi e quelli di altre regioni o regni italiani e di alcune lontane province dell’Impero Austroungarico e zarista. Era aperto anche a contributi “esterni” (come quello di un sacerdote cattolico) per parlare di argomenti molto diversi tra loro, dalle questioni identitarie a quelle pedagogiche, a quelle politico-sociali, che includevano le relazioni della comunità con i governanti e i concittadini di altre religioni. Si sente, a guardarla ora, l’arrivo del 1848 quando con lo Statuto Albertino a ebrei e valdesi vengono riconosciuti pari diritti e pari dignità di cittadinanza. (Bruno di Porto firma l’interessante postfazione di una splendida pubblicazione della raccolta degli undici numeri pubblicati della Rivista ebraica a cura di Ercole Camurani, edito da Mattioli 1885).

In principio, era il 1400

La storia di questa comunità comincia nel Quattrocento, sotto i Visconti prima e gli Sforza poi, in un clima iniziale di tolleranza che va via via assottigliandosi per poi culminare nella cacciata degli ebrei, nel 1555. In quegli anni molte città della penisola si forniscono di ghetti, luoghi chiusi, controllati a libertà vigilata.

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Parma no: il duca Ottavio Farnese costringe gli ebrei a lasciare Parma (e poi Piacenza, nel 1570), ma consente loro di stabilirsi in altre località più piccole del parmense e del piacentino, tra cui Fidenza, Busseto, Soragna, Monticelli d’Ongina, Rivalta e Fiorenzuola d’Arda.

L’Ottocento a Parma

Torneranno a Parma soltanto nell’Ottocento, costituendo però una comunità vitale e molto attiva, quella stessa che leggeva con piacere la Rivista ebraica di Cesare Rovighi. Quella parmense infatti è una comunità ben inserita nell’Italia appena unita, tanto che diversi suoi esponenti danno vita al Comitato di Provvedimento, un’istituzione filantropica da cui nasce poi la Società Mutualistica della Pubblica Assistenza che sosterrà anche gli Ospizi Civili, l’Opera degli Orfani di guerra e la Società di incoraggiamento degli artisti.

Nel 1865 viene costituita formalmente la Libera Società Israelitica di Parma e viene dato inizio ai lavori per l’edificazione della Sinagoga di Vicolo Cervi, 4 in un edificio acquistato circa quarant’anni prima. Soltanto un anno dopo la sinagoga viene inaugurata, con una facciata anonima, che però ospita una targa con i dieci comandamenti e l’anno di acquisto dell’edificio. La sala di culto è al primo piano, a pianta rettangolare con pareti marmorizzate e finte colonne con capitelli. L’aron in stile neoclassico settecentesco, con un timpano semicircolare abbellito da un’iscrizione ebraica, proviene da Colorno. Interessante il matroneo, sospeso su eleganti colonne corinzie che formano cinque archi, è delimitato da un parapetto in legno che riporta la data di inaugurazione, 27 luglio 1866. Durante la guerra gli arredi sono stati nascosti nella Biblioteca Palatina e oggi sono in parte tornati nella sinagoga, in parte ospitati nel Museo ebraico di Soragna. (Aperta in occasione della giornata europa della cultura ebraica dalle 9.30 del 15 settembre)

La Biblioteca Palatina è un luogo meraviglioso. A entrare nel Palazzo della Pilotta si resta quasi senza fiato per la bellezza, ma la sua collezione di manoscritti ebraici è sensazionale: per numero e importanza del materiale conservato è preceduta solo dalla Bodleiana di Oxford, aggiudicandosii il titolo di prima in Italia e seconda nel mondo. La raccolta prende il nome da Giovan Battista De Rossi, collezionista e ordinatore di codici ebraici, la cui collezione venne poi acquistata dalla duchessa Maria Luigia che l’affidò alla Biblioteca Palatina. (Sede dell’apertura della giornata europa della cultura ebraica alle 11.30 del 15 settembre, con l’inaugurazione di una mostra dedicata ai manoscritti).

Della storia più recente racconta il cimitero ebraico, sezione di quello comunale. Una lapide all’ingresso infatti ricorda le persecuzioni nazifasciste, ma è da notare la tomba di Eugenio Ravà, ebreo garibaldino, sulla cui lapide è riprodotta una lettera di Garibaldi.

Soragna, Parma

La vicina Soragna merita un’attenzione particolare. Gli ebrei che vi si trasferirono dopo il 1555 ebbero una vita piuttosto tranquilla, grazie alla tolleranza dei principi Meli Lupi. Ottennero le prime libertà all’inizio dell’Ottocento, con l’arrivo dei francesi, per poi far parte della comunità di Parma dall’Unità d’Italia.

Ospita una sinagoga piuttosto antica, nel centro del paese, in via Cavour 43, di fronte alla dimora dei Meli Lupi. Oratorio ebraico sin dal 1584, viene ristrutturato nel 1855, modificandone gli interni e conservandone invece la facciata. L’aron viene sostituito da una nicchia in muratura mentre l’armadio in legno del seicento, rimasto inutilizzato per un secolo venne poi portato a Gerusalemme ed è tutt’ora conservato nella Knesset.

Nel 1939 l’edificio viene requisito e adibito a Casa del Fascio e dell’Opera nazionale balilla, quindi recuperato dopo la guerra e restaurato nel 1979 grazie all’impegno di Fausto Levi, allora presidente della comunità, per trasformarlo in museo, ma conservandone la sala di culto. Rettangolare, in stile neoclassico ha un bel soffitto a botte decorato a motivi floreali del pittore Giuseppe Levi di Busseto, mentre le pareti ricordano la sinagoga di Parma. Illuminata da tre finestre poste sopra l’aron, è piuttosto suggestiva, come il suo matroneo, separato da una grata arabescata in ferro battuto. (Aperta in occasione della giornata europa della cultura ebraica alle ore 16.00 del 15 settembre)

Il cimitero di Soragna si trova nella vicina località di Argine e risale al 1839 e succede al più antico, del 1750, nei pressi ella locanda del Lupo. Tutt’ora in uso, ospita lal tomba di Elia Sforni del 1854, la più antica del cimitero.

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Micol De Pas

È nata a Milano nel 1973 e da quando ha cominciato a scrivere, non ha più smesso (compulsivamente) di farlo. Giornalista, autrice, spesso ghostwriter, lavora per il web e diverse testate cartacee.


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