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Il ritorno degli ebrei sefarditi in Spagna

Come funziona la legge che consente ai discendenti di ebrei spagnoli di chiedere la cittadinanza

Nel 2015 la Spagna ha approvato una legge che consente ai discendenti di ebrei spagnoli di chiederne la cittadinanza e proprio poche settimane fa, in concomitanza con la prima scadenza, sono state presentate un totale di 130.000 richieste di cittadinanza, secondo quanto riferito dal Ministero della Giustizia spagnolo. La legge è aperta a ebrei e non ebrei di origine sefardita, a condizione che possano dimostrare la loro discendenza sefardita e un rapporto speciale con la Spagna. Il motivo di questa legge atipica è da ricavare nella storia.

Il 1492 è un anno altamente evocativo nella storia di Spagna e del mondo. Mentre Cristoforo Colombo salpava dal porto di Palos per realizzare la missione navale più famosa della Storia, l’Inquisizione perseguiva migliaia di presunti eretici. Attraverso il Decreto dell’Alhambra, i sovrani cattolici Isabella di Castiglia e Fernando II D’Aragona resero obbligatoria l’espulsione delle comunità ebraiche dai regni spagnoli (il provvedimento si estese, dunque, anche ai domìni italiani di Sicilia e in seguito al Regno di Napoli.)

L’editto rendeva obbligatoria la conversione degli ebrei alla religione cattolica, mentre disponeva l’espulsione per coloro che non si fossero convertiti. 

Inoltre ordiniamo in questo editto che ebrei ed ebree di qualsiasi età risiedano nei nostri domini o territori che partono con i loro figli e figlie, domestici e parenti di tutte le età alla fine di luglio di quest’anno e che non osano per tornare alle nostre terre e non fare un passo avanti per sconfinare nel modo in cui, se un ebreo che non accetta questo editto se viene trovato in questi domini o ritorni, sarà colpevole fino alla morte e alla confisca delle sue proprietà”.

Furono espulsi centinaia di migliaia di ebrei spagnoli che si rifugiarono lungo tutto il mediterraneo e nel vicino Portogallo dove nel 1497 furono adottate le stesse misure di conversione forzata ed espulsione. Molti esuli trovarono rifugio in Italia, a Roma e Venezia dove esistevano già fiorenti comunità ma anche Napoli, Ferrara, Genova, Ancona ed in particolar modo Livorno e Pisa.

Nell’impero ottomano gli ebrei ottennero accoglienza e protezione dal Sultano Bayezid II, grazie al quale riuscirono a praticare indisturbati la religione in città come Tebe, Costantinopoli, Nicopoli, Tokat, Smirne e Salonicco, quest’ultima diventerà la sede della maggiore comunità ebraica del Mediterraneo. Nella vicina costa nordafricana gli ebrei andarono a incrementare le comunità ebraiche del Maghreb, soprattutto Marocco ed Algeria e in misura minore anche quelle della Tunisia. Qui le comunità sefardite si mescolarono con le comunità ebraiche più antiche dando vita alla Hakitia, una variante della lingua castigliana mescolata con termini ebraici ed arabi.

La legge rende possibile l’acquisizione della cittadinanza spagnola per gli ebrei sefarditi discendenti da quelli espulsi nel XV secolo senza rinunciare alla loro attuale cittadinanza e senza richiedere la residenza in Spagna.

Il Congresso spagnolo ha approvato la legge per offrire un risarcimento storico ai discendenti della significativa comunità ebraica che si trovava in Spagna.

La concessione della cittadinanza richiede l’adempimento di due requisiti:

1) una dimostrazione di status sefardita.

2) la prova di un legame speciale con la Spagna

Al fine di dimostrare la condizione originaria di sefardita, devono essere forniti i seguenti documenti in lingua spagnola:

a) Certificato rilasciato dal Presidente della Commissione permanente della Federazione delle comunità ebraiche di Spagna.

b) Certificato rilasciato dal Presidente della comunità dell’interessato.

c) Certificato dell’autorità rabbinica competente, legalmente riconosciuto nel paese di origine o residenza abituale del richiedente.

Per supportare la richiesta di cittadinanza bisogna anche dimostrare un legame speciale con la Spagna, per cui è necessario documentare le seguenti qualità:

– Conoscenza dell’Hakitia come lingua familiare o del Ladino 
– Ketuba (contratto di matrimonio) la cui celebrazione è registrata secondo le tradizioni della Castiglia, tradotta in spagnolo da un traduttore giurato.
– Studi genealogici condotti da esperti o entità accademiche riconosciute e certificate con un rapporto completo e dettagliato del processo.
– Documenti di naturalizzazione o migrazione che provano l’origine degli antenati, inclusi passaporti o documenti d’identità, certificati di nascita, di matrimonio, di morte e di sepoltura nel cimitero sefardita.
– Documentazione rilasciata da un’entità di competenza debitamente riconosciuta, attestante che il cognome del richiedente appartiene al linguaggio sefardita di origine spagnola.
– Qualsiasi altro documento che possa dimostrare lo status di sefardita originario della Spagna.

Dall’entrata in vigore della Legge, nessun nativo sefardita perderà la sua precedente nazionalità in occasione dell’acquisizione di quella spagnola. Negli ultimi anni si sono mossi diversi ricercatori ed avvocati che lavorano professionalmente in diversi paesi per assistere queste procedure.

I richiedenti provengono soprattutto da paesi extra-comunitari, principalmente dalle Americhe e dalla Turchia. La concessione della cittadinanza spagnola offre l’opportunità di sfruttare i vantaggi di ottenere un passaporto europeo, per cui è spiegabile questo trend; il 32% degli ebrei sefarditi che sono già stati accettati come cittadini spagnoli sono venezuelani, reduci da una lunga crisi economica.

La procedura per la concessione della cittadinanza spagnola è elettronica ed è valida indipendentemente dalla religione praticata attualmente dall’interessato.

È stato pubblicato un elenco di cognomi classici della tradizione sefardita, incoraggiando questi a pensare di poter applicare con successo: Abarbanel, Abecassis, Abutbul, Abulafia, Amsalem, Deri, Zoaretz, Halfon, Maimon, Misrachi e Biton. Facendo riferimento a un decreto-legge spagnolo del 29 dicembre 1948 è stato pubblicato anche un elenco di famiglie presenti al tempo in Egitto e in Grecia e protette dallo Stato spagnolo. La dimostrazione di un legame famigliare con queste può supportare la richiesta di cittadinanza. L’elenco si può consultare in questo link: https://www.fcje.org/familias-sefardies-protegidas/.

Ovviamente è impossibile pensare che la penisola iberica verrà ripopolata da fiorenti comunità ebraiche come diversi secoli fa, ma questa legge intende riparare simbolicamente un errore e offrire una seconda nazionalità utile anche come porta d’accesso all’Unione Europea.

Jonathan Misrachi
Youth and social engagement

Ora di casa a Nairobi, collaboratore di JOI dai suoi primissimi giorni, è laureato in scienze politiche e specializzato in Cooperazione internazionale all’ISPI.


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