Cultura
Israele e il governo: verso l’alleanza impossibile? Ipotesi e dubbi

Il quotidiano Haaretz rilancia la possibilità di un governo di minoranza di Gantz sostenuto dai partiti arabi e da Avigdor Lieberman. Realtà o fantapolitica?

Come era facile intuire dai risultati della terza tornata elettorale un anno, la formazione di un governo in Israele appare sempre più complicata. Eppure qualcosa si muove, come sottolinea Haaretz in un articolo che profila uno scenario inedito ed impensabile solo fino a qualche settimana fa. “Che differenza possono fare 10 giorni in politica” scrive Haaretz. “Poco prima delle elezioni della scorsa settimana, Yair Lapid, il numero 2 di Kahol Lavan di Benny Gantz, ha scritto su Facebook che il suo partito avrebbe potuto formare un governo dopo le elezioni di settembre con il supporto dei partiti arabi. Ma decise di non farlo. ‘Non formeremo un governo con Joint List’.

Sempre il quotidiano racconta che martedì Lapid è tornato sui social media dicendo l’opzione migliore per un nuovo governo, sarebbe un esecutivo di unità nazionale, con Gantz come primo ministro, mentre Benjamin Netanyahu viene processato. Ma Bibi ha detto no. (il processo, nonostante la richiesta di differimento da parte del leader del Likud, prenderà il via il 17 marzo).

Poi, sempre Lipid ha aggiunto che restano solo due opzioni in campo: un nuovo ricorso alle urne, che oggettivamente sarebbe una calamità per la tenuta del sistema politico israeliano, oppure un governo di minoranza, guidato Gantz, ma sostenuto anche dai partiti arabi e da Avigdor Lieberman.. Insomma, l’impossibile che diventa probabile. Stando a quanto riportato dai giornali israeliani, le trattative per la formazione di questo esecutivo senza precedenti dovrebbero iniziare oggi.

Ovviamente ci sono molti dubbi sulla possibilità che ‘l’alleanza impossibile’ possa trasformarsi in un governo, però, come sottolinea Haaretz, i partiti che si oppongono a Netanyahu premier sono consapevoli di non avere altro spazio di manovra per mettere definitivamente fuori gioco l’eterno leader del Likud. Ma la strada è in salita…


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