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Israele torna al voto: è la quarta volta in meno di due anni

Dopo la mancata approvazione del bilancio si dissolve definitivamente la fragile coalizione basata sull’accordo tra Gantz e Netanyahu

23 marzo 2021: è la data in cui gli elettori israeliani saranno chiamati al voto per la quarta volta in meno di due anni. Questa volta per il governo in carica è stata fatale la mancata approvazione del bilancio entro il 23 dicembre. Si è così dissolta la coalizione guidata da Netanyahu e dal suo rivale, il ministro della Difesa Benny Gantz. Ma le cattive notizie per il premier Netanyahu, che a gennaio dovrà affrontare il processo per corruzione e frode, non finiscono qui.

Il ministro per le risorse idriche e per la educazione Zeev Elkin ha formalmente annunciato le dimissioni,  dopo aver abbandonato il Likud per unirsi alla neonata formazione politica Nuova speranza fondata da Gideon Saar, anche lui ex Likud. Elkin ha addossato a Netanyahu la piena responsabilità delle nuove elezioni. “Sarebbe stato possibile impedire questa follia, ma il premier ha anteposto gli interessi personali a quelli nazionali” ha detto Elkin riferendosi alle vicende giudiziarie ancora pendenti che investono Netanyahu.

Gli ultimi sondaggi danno Netanyahu in testa nelle preferenze e il Blue White di Benny Gantz. in rapido ed inesorabile declino. Nella prossima tornata elettorale, con la formazione centrista di Gantz in enorme difficoltà ed i laburisti al minimo storico, il vero avversario di Bibi sarà Nuova Speranza, il nuovo partito di destra che lo costringerà a rivedere la sua strategia elettorale. Quel che appare certo è che per le formazioni di sinistra e per i partiti arabi si prospetta una legislatura all’opposizione. Sempre sul fronte conservatore il leader del partito nazionalista Yemina, Naftali Bennett, ha annunciato che si presenterà alle elezioni come candidato premier in alternativa a Netanyahu.

Dando per scontata la vittoria delle forze conservatrici di destra l’unica incognita al momento è il peso nella Knesset delle diverse formazioni, ovvero quanti seggi andranno al Likud e quanti a Nuova Speranza e a Yamina.

 


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