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Cultura
Leonard Cohen, un cocktail da museo

Appuntamento al Jewish Museum di New York

Mai provato un drink con Leonard Cohen? Ora si scopre che il cantautore canadese era anche un esperto nell’arte della mixology, la scienza esatta del cocktail perfetto. O quasi…

Nel 1975 ha messo a punto la sua ricetta sotto il nome di Red Needle, un cocktail nato tra le luci e i sapori di Needles, in California. E infatti non poteva che essere a base di Tequila, cui ha aggiunto succo di mirtilli rossi, limone e ghiaccio. Il tocco segreto? La poesia: “Questa è poesia, non scienza”, aveva scritto Cohen a proposito della ricetta, “Di cos’altro può esserci bisogno una volta svelati gli ingredienti? Basta usarli nella misura massima”.

Gli esperti suggeriscono di berlo insieme a un panino di carne affumicata canadese, ma intanto è possibile sorseggiarlo al Jewish Museum di New York dove nel mese di agosto il barman lo prepara ogni mercoledì per offrirlo ai visitatori di A crack in Everything, la mostra di vari artisti dedicata a Cohen, in scena fino all’8 settembre. Immersiva, al punto da toccare anche le papille gustative.

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Poesia. Come tutta la sua vita, del resto. Perché forse anche un cocktail è declinabile musicalmente in forma di canzone.

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La mostra si concluderà l’8 di settembre e gli orari per degustare il cocktail di Cohen sono dalle 17,30 alle 19,30 del mercoledì, nella lobby del museo. La storia e le storie intorno al Red Needle sono raccolte nel libro di Leonard Cohen, Una vita, Giunti editore.

Micol De Pas

È nata a Milano nel 1973 e da quando ha cominciato a scrivere, non ha più smesso (compulsivamente) di farlo. Giornalista, autrice, spesso ghostwriter, lavora per il web e diverse testate cartacee.


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