Cultura
Leonard Cohen: l’amore per la musa Marianne in un film

Marianne & Leonard. Parole d’amore: l’ultimo documentario di Nick Broomfield, presentato in anteprima al Sundance Film Festival 2019, racconta la travolgente storia d’amore tra Cohen e la sua musa norvegese

“Come un uccello sul filo, come un ubriaco in un coro di mezzanotte, ho cercato a modo mio di essere libero”. Nei versi di Bird On The Wire, contenuta nell’album Songs From A Room del 1969, ritroviamo il manifesto umano di Leonard Cohen, uno dei più importanti cantautori degli ultimi 50 anni, morto il 7 novembre del 2016.

Si definiva, con la modestia che solo i grandi hanno, un “poeta minore”, ma è innegabile che alcune sue canzoni rientrino di diritto tra le migliori poesie del Novecento. Se c’è un artista, oltre a Bob Dylan, che avrebbe meritato il Nobel per la Letteratura, quello è Leonard Cohen, cantautore, scrittore e poeta, che ci ha lasciato tre anni e mezzo fa, dopo averci regalato come testamento artistico il cupo ed emozionante You want it darker, un titolo quasi profetico sulla morte ormai imminente.

Nato il 21 settembre 1934  a Montreal, Cohen aveva imparato da ragazzino a suonare la chitarra e formato una piccola band. Leggere Federico Garcia Lorca lo aveva avvicinato alla poesia. Nel settembre del 1960, dopo aver finito l’università a McGill, Cohen acquistò con i soldi lasciatagli dal padre (morto quando lui aveva solo nove anni) una casa non lontano dalla costa del Peloponneso, a Hydra. L’isola greca, fra gli anni ’50 e gli anni ’60, era diventata un rifugio di artisti, raccogliendo una comunità bohémienne di scrittori, pittori, musicisti uniti da uno spirito libero e libertario.

All’epoca, Cohen aveva da poco compiuto 26 anni e aveva già scritto Let us compare mythologies e The Spice-Box of Earth. A Hydra, il poeta canadese cercava la pace che gli occorreva per scrivere la sua prima raccolte di poesie, Flowers for Hitler (1964) e i romanzi The Favourite Game (1963) e Beautiful Losers (1966).

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Da questa intensa esperienza umana ed artistica nasce Marianne & Leonard. Parole d’amore, l’ultimo documentario di Nick Broomfield (Kurt & Courtney), tra i migliori film del 2019 per il sito Rotten Tomatoes. Presentato in anteprima al Sundance Film Festival 2019, il documentario racconta, attraverso filmati d’archivio, testimonianze e immagini di repertorio, la travolgente storia d’amore tra Leonard Cohen e la sua musa norvegese, Marianne Ihlen.

Spiega il regista: “Ero un ventenne in cerca di avventura e divertimento quando sono arrivato sull’isola di Hydra, in Grecia. Ho avuto la fortuna di incontrare Marianne, l’amante di Leonard Cohen. Fu lei a convincermi a realizzare il mio primo film. Quello è stato uno dei periodi più magici della mia vita. Fare questo film ha significato tornare a quel punto di partenza”.

Un amore iniziato nel 1960 a Hydra, all’insegna dell’amore libero e dei matrimoni aperti, quando Marianne notò per la prima volta quel “canadese dai capelli scuri, la coppola, le scarpe da tennis e lo sguardo intenso”, e durato fino al 1967, quando uscì il suo primo disco The Songs of Leonard Cohen, che vendette a sorpresa 100.000 copie.

La critica gridò al miracolo, assegnandogli il ruolo di rivale canadese di Bob Dylan, con il quale condivideva la scrittura raffinata e una misoginia neanche troppo velata. Cohen traspose i suoi versi e la sua inquietudine su accordi minori, con una produzione scarna che costringeva gli ascoltatori a concentrarsi sulle parole delle canzoni più che sui suoni.. Quando si affermò come cantautore, Cohen si allontanò pian piano dalla sua musa, ispiratrice di brani come Hey, That’s No Way to Say Goodbye, ‘Bird on the Wire e naturalmente So long, Marianne, ma il legame speciale tra i due sarebbe continuato, tra alti e bassi, per il resto delle loro vite. Marianne Ihlen si spense il 28 luglio del 2016, Leonard Cohen il 7 novembre dello stesso anno.

Le informazioni su Marianne &Leonard. Parole d’amore sono disponibili su nexodigital.it
Gabriele Antonucci
Collaboratore

Giornalista romano, ama la musica sopra ogni altra cosa e, in seconda battuta, scrivere. Autore di un libro su Aretha Franklin e di uno dedicato al Re del Pop, “Michael Jackson. La musica, il messaggio, l’eredità artistica”,  in cui ha coniugato le sue due passioni, collabora con Joimag da Roma


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