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Quattro versioni dell’ambientalismo ebraico

Piccola rassegna delle organizzazioni green, in vista del Capodanno degli alberi

Il Capodanno degli alberi, Tu BiShvat, è divento una festa importante per l’ebraismo, che cerca nuove risposte su quale debba essere il rapporto tra l’uomo e la terra. Sin dagli anni 70 si sono manifestate correnti di eco-giudaismo e un ricca letteratura ha presentato correnti e punti di vista diversi, inclusi quelli della mistica e del sionismo. E oggi, chi sono gli esponenti dell’ecologismo ebraico?

Eco Synagogue nata in Inghilterra,  nel 2018 dal progetto A Rocha Eco Church, parla molto chiaro: “La crisi ambientale non è soltanto un problema tecnologico che va risolto attraverso una scienza migliore. È una crisi morale e spirituale del nostro rapporto con la terra”. Così questo programma si propone di prestare attenzione ai consumi e ai modi con cui ci prendiamo cura di una casa o di un terreno, come ci nutriamo, come usiamo le festività del calendario ebraico, come preghiamo e quale ruolo occupiamo nella comunità per mettere in atto buone pratiche ecosostenibili attraverso una rete di sinagoghe associate. Il 9 febbraio, per Tu Bishvat organizza un incontro con Richard Deverell, Director of the Royal Botanic Gardens, Kew

Urban Adamah è la prima fattoria urbana ebraica degli Stati Uniti. Nata nel 2010 da un’idea di Adam Berman, nel giro di poco tempo ha radunato intorno a sé oltre 800 persone che desideravano condividere i valori della vita ebraica, quelli della giustizia sociale, della salvaguardia del pianeta in una vita comunitaria. Nel 2013 si sono stabiliti a Berkeley dove hanno creato una vera e propria comunità di persone che lavorano nella fattoria come residenti oppure partecipando ad attività temporanee che coinvolgono bambini, ragazzi, adulti, famiglie e anche gli anziani. L’obiettivo: connettere le persone. A loro stessi, agli altri e al mondo naturale. L’8 febbraio è in calendario il seder di Tu Bishvat

Wilderness Torah è un’associazione volta a “risvegliare e coltivare le tradizioni ebraiche legate alla terra, per legami del’ebraismo con la terra per nutrire le connessioni tra il sé, la comunità, la natura e lo spirito”. Così si legge sul sito di questa associazione co-fondata da Julie Wolk nella zona di San Francisco. Per lei il legame con la natura è sempre stato qualcosa di importange, ma da ragazzina non sentiva invece grande attrazione per l’ebraismo. La scoperta poi dei molti legami con la terra, l’agricoltura e le stagioni della religione l’ha spinta ad approfondire il discorso. Così sceglie il bosco per festeggiare Tu Bishvat, va nel deserto della Death Valley per riflettere sul significato di Pesach, celebra Shavuot sulle colline di San Francisco e Sukkot in una fattoria biologica. Wilderness Torah porta avanti tutto questo. E per il Capodanno degli alberi ha in calendario un festeggiamento nel bosco per il 9 febbraio.

Hazon – The jewish lab for sustainability è forse la versione più nota dell’ambientalismo ebraico. L’obiettivo è quello di creare comunità ebraiche sostenibili capaci di rendere il mondo di tutti più sostenibile. L’ebraismo – si legge sul sito – chiama a rispondere alla crisi abientale planetaria che stiamo vivendo. Tantissime attività nelle tre sedi americane per raggiungere questi obiettivi. Per Tu Bishvat, si trovano informazioni sul loro sito e anche una Haggadah per il sedere da scaricare.

 

 


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