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Rabbi Barbara Aiello: il mio approccio alla conversione

Un metodo che unisce tecnologia e tradizione: la prima rabbina donna d’Italia scrive per Joimag. E racconta che in Calabria…

Ho fatto ricerche sul mio cognome e ho scoperto che la sua origine è sefardita. Questa è stata un’ulteriore prova che un’anima ebrea era presente nella mia famiglia, dandomi così conferma che il mio interesse per l’ebraismo è un sincero desiderio di ritornare alle mie origini.”

Il 16 e 17 luglio 2019, M. C. si è recato in Calabria per unirsi a 13 candidati al fine di completare il processo durato un anno per diventare ebreo. M. C. è stato uno degli studenti a cui è stato assegnato un certificato di riconoscimento di stato in modo da poter essere formalmente collegato alle radici ebraiche perdute. B’nei Anusim è una frase ebraica che significa “figli degli obbligati” e si riferisce ai discendenti degli ebrei che sono stati costretti alla conversione cristiana 500 anni fa, ai tempi dell’Inquisizione.

Gli storici ritengono che ci siano circa 250.000 “b’nei anusim” nel mondo, molti dei quali desiderano recuperare le loro tradizioni ebraiche che sono state crudelmente sottratte negli anni della persecuzione ebraica cinque secoli fa. Infatti, qui, nel profondo sud d’Italia, storici e archivisti stimano che quasi il 50 per cento della popolazione di Calabria e Sicilia abbia perso l’ascendenza ebraica. Matteo C. è solo uno delle centinaia degli italiani del sud che ora hanno l’opportunità di diventare ebrei tramite lo studio online e gli incontri con un mentore rabbino (su Skype, video telefono o di persona). L’esperienza di conversione comprende il tradizionale esame prima di Bet Din e Mikveh, ovvero l’immersione rituale nel Mar Mediterraneo.

STUDI ONLINE

Mario vive in un piccolo villaggio nel nord Italia. Caterina vive a Lipari, alle Isole Eolie. Carlo vive e lavora in un piccolo villaggio tedesco, a diverse centinaia di chilometri da una sinagoga o comunità ebraica di qualsiasi tipo. Nonostante la lontananza Mario, Caterina e Carlo erano determinati a trovare un modo per tornare alle loro radici ebraiche. Grazie al programma di studi ebraici, online e convenienti, guidati da Darshan Yeshiva, tutti e tre gli studenti sono liberi di frequentare un anno di lezioni settimanali, di avere incontri mensili con me, con il loro rabbino mentore e di partecipare ai servizi Shabbat, live online, nelle sinagoghe di tutto il mondo.

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I moduli didattici includono materiale relativo alla storia ebraica, dagli antichi tempi biblici fino ad oggi, feste ebraiche, eventi riguardanti il ciclo della vita, studi sulle preghiere e benedizioni ebraiche e inoltre lingua ebraica basica. Tutto è progettato in modo tale da permettere a ciascun studente di procedere con il proprio ritmo. Attraverso risposte scritte, quiz e test, un rabbino mentore valuta il percorso dello studente,  e questo costituisce la base per i colloqui durante gli incontri tra rabbino e studente.

LA RELAZIONE PERSONALE  TRA RABBINO E STUDENTE

Ogni mese per almeno un’ora, a volte di più, mi metto a disposizione come ‘rabbino guida’ dei miei studenti online. Ci incontriamo via Skype e le nostre lezioni video includono la pratica per imparare a vivere una vita ebraica. Diamo il benvenuto allo Shabbat insieme recitando le preghiere appropriate e concludiamo lo Shabbat facendo l’Havdalah, sempre via Skype. I miei studenti studiano i moduli di apprendimento che corrispondono alle prossime festività ebraiche in modo che siano in grado di comprenderne il significato e condividerne il rituale con la famiglia e gli amici. Insieme creiamo anche e-books (un esempio: https://drive.google.com/drive/search?qĢtype:pdf) che raccontano come gli studenti hanno vissuto ogni grande e piccola festività ebraica.

Dopo un anno di studi, gli studenti mi raggiungono in Calabria per formalizzare la loro conversione. I candidati maschi si riuniscono sotto il tallit per fare le benedizioni brit Milah/ hatafat dam brig dopo le quali ogni candidato si siede per un esame prima di un Bet Din di tre rabbini, o due rabbini e uno studente ebreo. Arrivano preparati a rispondere a ognuna delle 40 domande poste da Bet Din e ad ognuno è garantito un ampio tempo per formulare ed argomentare le risposte. Coniugi, partner e altre persone a loro care sono invitati a partecipare alla discussione e quando un partner non è ebreo o non partecipa alla conversione, i rabbini Bet Din enfatizzano i modi per mantenere “Shalom Beit” ovvero “la pace nella casa interreligiosa.”

IL MIKVEH MEDITERRANEO

Sono le sette di una mattina con un sole brillante quando 14 studenti con i loro coniugi, genitori e amici salgono a bordo del bus che li porterà al mar Mediterraneo dove i candidati si immergeranno nell’acqua per iniziare la loro vita come uomini e donne ebrei. Prima di entrare nel nostro mikveh Mediterraneo, il giudice del Bet Din, il Rabbino Guy Hall di Londra ha condiviso le parole del profeta Ezechiele: “Con acque pure ti purificherò … ti darò un cuore nuovo e metterò un nuovo spirito dentro di te.”

I candidati recitano poi le preghiere appropriate, concludendo con il Sh’ma e quando emergono dal mare, ogni candidato viene chiamato con il nome ebraico scelto. Dopo il rituale dell’immersione, candidati, rabbini e ospiti fanno kiddush sulla spiaggia.

La nostra esperienza di conversione durata due giorni si conclude con la presentazione dei certificati di conversione e dei certificati di riconoscimento dello status per coloro che hanno ritrovato le radici ebraiche perdute. Ogni studente riceve anche un certificato di adesione alla nostra sinagoga Calabra, Ner Tamid del Sud (“la Luce Eterna del Sud”) diventando un affiliato riconosciuto del movimento ebraico ricostruzionista.

Durante i due giorni insieme gli studenti hanno avuto l’opportunità di visitare la nostra Bet Din Biblioteca e selezionare un libro per iniziare la loro collezione ebraica personale. Altre attività comprendevano un workshop sul confezionamento TFillin, la scrittura del proprio nome in ebraico, un concerto con musica ebraica e discussioni a tavola riguardo le gioie e le sfide del primo anno di conversione. Grazie ad un generoso contributo di Kulanu, l’organizzazione internazionale che sostiene piccole e isolate comunità ebraiche, le spese studentesche sono state sostenibili.

Quali sono state le impressioni degli allievi sull’esperienza di conversione che creativamente unisce la tecnologia e tradizione? Una studente e ora “nuova ebrea”, A.L., condivide i suoi pensieri: “Non riesco a trovare le parole per dirti quanto io sia felice e grata per tutto quello che voi e il vostro team avete fatto per tutti noi! Il mikveh in spiaggia, la Sinagoga, il concerto, il Beit Din, la piccola città in Italia dove tutto ha avuto luogo … Tanti momenti preziosi, per tutti noi”.  A.L. Ebrea per scelta.

Rabbi Barbara Aiello è la prima rabbina donna d’Italia. Ha servito comunità in Italia, Grecia e Stati Uniti e ora lavora con gli studenti di conversione attraverso Darshan Yeshiva: è la fondatrice e leader spirituale della prima sinagoga attiva in Calabria a 500 anni dai tempi dell’Inquisizione: Ner Tamid del Sud.

Testo di Rabbi Barbara Aiello

Per contatti:  Rabbi@RabbiBarbara.com


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