Voci
Voci dal confitto: la testimonianza di una maestra d’asilo

Il racconto di Dafna Pedaya, un’insegnante d’asilo in una struttura bilingue per bambini ebrei e arabi

La situazione oggi non è facile per nessuno di noi. C’è molta tensione nell’aria, ma niente di tutto questo condiziona il rapporto di lavoro tra il personale ebreo e quello arabo che lavora al Micha. Il mio nome è Dafna Pedaya e sono un’insegnante d’asilo in una struttura bilingue per bambini ebrei e arabi.
L’asilo è situato nel complesso degli “asili Micha” (centri di riabilitazione per bambini con problemi di udito). Come direttrice dell’asilo sono responsabile di uno staff composto da tre assistenti arabi. L’asilo è frequentato da 18 bambini di età compresa tra 1 e 3 anni.
Crediamo nell’accettazione dell’altro e del diverso, quindi il nostro dovere è quello di preservare questo modo di vivere e di condividere con gli altri quello in cui crediamo. I genitori dei bambini hanno scelto di unirsi al nostro programma, quindi il nostro dovere è difendere questo modo di vivere nel supporto reciproco nonostante tutto quello che accade intorno a noi. I bambini del mio asilo sono piccoli e non parlano di questi problemi quotidiani. Ho chiesto ai genitori di evitare di parlare di questa situazione davanti a loro e di mostrargli le notizie. Prego, spero e mi aspetto di vedere questa nuova generazione protagonista un cambiamento in Medio Oriente. Nel nome del rispetto reciproco per convivere in pace con tutti i paesi arabi.

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