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Abrahamic Family House, o della convivenza inter-religiosa

Quello di Abu Dhabi è l’ultimo in ordine di tempo, ma i progetti per la creazione di luoghi di soliderietà e dialogo tra le fedi monoteiste è ormai una tendenza internazionale

Si chiama Abrahamic Family House il complesso che ospiterà una moschea, una chiesa e una sinagoga ad Abu Dhabi, nato in seguito al documento sulla Fraternità Umana firmato da Papa Francesco e il Grande Imam Ahmed el-Tayeb alla presenza di più di 400 leader religiosi, con l’obiettivo di promuovere la coesistenza tra i popoli e combattere l’estremismo. Era il febbraio 2019.

La notizia, come si legge su Khaleej Times, è che la Abrahamic Family House è ora completa al 20% e sono stati scelti  i nomi per le tre iconiche costruzioni: la Moschea Imam Al Tayeb Mosque, la Chiesa di San Francesco e la Sinagoga Moses Ben Maimon.

Il rendering della Abrahamic Family House. Courtesy: adjaye.com

Gli edifici, disegnati da David Adjaye OBE, dovrebbero aprire il prossimo anno e il complesso dovrebbe diventare un centro culturale della solidarietà, con l’idea di costruire una comunità incentrata sui valori della coesistenza pacifica, nel rispetto dell’unicità e della peculiarità di ognuna delle tre fedi. Come luogo di apprendimento, dialogo e culto, la Abrahamic Family House dovrebbe diventare un punto di riferimento culturale e un simbolo della coesistenza e della comprensione tra le tre fedi abramitiche, basato sul dialogo. In programma, dal giorno della sua apertura, attività quotidiane e conferenze internazionali per promuovere la coesistenza culturale e religiosa all’interno delle comunità.

L’architetto David Adjaye OBE è riconosciuto come uno dei principali architetti della sua generazione. Visionario scultore ed esperto conoscitore dei materiali, si è aggiudicato anche il titolo di architetto artista. Nato in Tanzania da genitori ghanesi, nel 2000 ha fondato la Adjaye Associates, che ora ha uffici a Londra, New York e Accra, con progetti negli Stati Uniti, Regno Unito, Europa, Africa, Asia e Medio Oriente. Il suo più grande progetto fino ad oggi, lo Smithsonian Institution National Museum of African American History and Culturei, a Washington, D.C. nell’autunno del 2016. Il museo è stato nominato “Evento culturale dell’anno” dal New York Times, e il “Beazley Design of the Year” dal Design Museum.

Esperimenti simili sono nati anche in altri luoghi del pianeta. Il più recente è a Berlino che ospita il progetto House of One, un unico luogo per le tre religioni, mentre a Los Angeles, alla fine del 2019, ha aperto la Abrahamic House con l’idea di accogliere ebraismo, cristianesimo, islam e baha’i. Una tendenza globale che fa sperare. Nel dialogo, nella pace e nella comprensione.

 


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