L'agenda di Joi
Cultura
Chi è Batman?

Storie ebraiche intorno all’uomo pipistrello

Ci sono buone probabilità che Batman non sia ebreo, ma di sicuro il suo è un background fortemente ebraico. A sostenere l’ennesimo legame tra un supereroe della DC Comics e l’ebraismo è Roy Schwartz, già autore di un saggio su Superman, Is Superman Circumcised? che ora su Forward  firma un lungo articolo in cui analizza una delle identità nascoste dell’uomo pipistrello, da poco tornato al cinema nel cupissimo The Batman di Matt Reeves. Di Bruce Wayne, il ricco uomo d’affari di Gotham City che al bisogno veste tutina e mantello del giustiziere mascherato, non sembrava esserci più molto da sapere, almeno ufficialmente, ma evidentemente non è così.

Concentrandosi sulle sue origini se ne scoprono delle belle. Alcune anche piuttosto semplici da ricostruire come la storia del suo autore. Anzi, dei suoi autori. Schwartz parte infatti da Bob Kane, nato Robert Kahn, universalmente riconosciuto come padre di Batman, comparso sulle pagine di Detective Comics nel maggio del 1939 come risposta a Superman, altro eroe della DC nato appena un anno prima. Accanto all’autore ufficiale, viene ricordato anche Bill Finger, lo sceneggiatore che secondo la leggenda avrebbe contribuito alla creazione dell’uomo pipistrello nello spazio di un fine settimana, modificando alcune delle idee iniziali del collega, dalla tutina che da rossa diventa grigio-blu, allo stemma sul petto fino alle orecchie appuntite.

Entrambi ebrei originari dell’Europa Orientale, Finger e Kane erano americani rispettivamente di prima e seconda generazione e avevano mosso i primi passi nel South Bronx, in gran parte ebraico. Il loro lavoro nell’industria del fumetto li manteneva in un ambiente formato perlopiù da ebrei, a cominciare dai loro editori, i proprietari della Detective Comics, Harry Donenfeld e Jack Liebowitz (Yakov Lebovitz). Di Finger in realtà per molti anni non è stato riconosciuto il giusto merito nella gestazione del supereroe di Gotham City. Assunto come ghostwriter e mai diventato socio di Kane, Finger ha dovuto lasciare al collega tutti gli onori, nonostante abbia contribuito anche alla creazione di elementi chiave come Robin, Joker, Penguin, Catwoman, Two-Face, il Commissario Gordon, la Batmobile, i bat-gadgets, Gotham City e molto altro. Kane era diventato un uomo molto ricco, con frequentazioni del calibro di Sammy Davis Jr., Muhammad Ali, Francis Ford Coppola e Fidel Castro, mentre a Finger era andata meno bene. Diventato un alcolizzato, era poi morto a 60 anni nel 1974, sconosciuto e senza un soldo. Perché gli fosse dato il giusto riconoscimento sarebbero dovuti passare più di quarant’anni, visto che solo dall’ottobre 2015, tutti i fumetti e le apparizioni sui media di Batman sono targati come “Batman creato da Bob Kane con Bill Finger” mentre nel dicembre 2017 gli è stata intitolata una strada nel Bronx, sulla East 192nd St. & Grand Concourse.

Passando agli altri ebrei che hanno contribuito alla fortuna di Batman l’articolo su Forward ricorda l’artista Jerry (Sherrill) Robinson, co-creatore di Robin e di Joker, Julius Schwartz, editore del fumetto per 14 anni al quale nel 1978 è succeduto Paul Levitz, che ha riportato il Cavaliere Oscuro alle sue radici noir diventando poi presidente ed editore della DC, e Jenette Kahn, figlia di un rabbino, editore, presidente e caporedattore della DC dal 1976 al 2002. Sarebbe poi sempre per merito di un ebreo, il produttore Michael Uslan, se il sogno di Kane di vedere il suo eroe sul grande schermo è diventato realtà. Dal 1979 Uslan ha infatti collaborato con il produttore Benjamin Melniker per acquistare i diritti del film dalla DC riuscendo dopo un decennio a mettere a segno il primo, fondamentale Batman del 1989 con Michael Keaton e producendo tutti i film sull’uomo pipistrello che sarebbero venuti dopo.

Saranno ebrei o di origine ebraica anche lo sceneggiatore Akiva Goldsman e il regista Joel Schumacher di Batman Forever e Batman & Robin, così come è ebreo, nonostante il cognome, anche David Goyer, coautore della trilogia con Christian Bale, così come la nuova splendida Catwoman protagonista di The Batman è interpretata dall’incantevole Zoë Kravitz, figlia di Lenny nonché di Lisa Bonet, entrambi di origine ebraica, l’uno per parte di padre, l’altra di madre. E a proposito della donna gatta, pare che questo personaggio sia stato modellato su un’attrice ebrea, la mitica Hedy Lamarr, considerata ai tempi la donna più bella del mondo e già ispiratrice, si pensa, della Biancaneve di Disney.

Approfondendo i riferimenti al mondo ebraico, secondo lo scrittore ed editore di fumetti Danny Fingeroth, autore tra gli altri del saggio Disguised as Clark Kent: Jews, Comics, and the Creation of the Superhero, l’omicidio del padre di Wayne, alter ego si suppone dello stesso Kane, oltre ovviamente che di Batman, potrebbe essere stato ispirato dalla morte del padre di Siegel, co-autore di Superman e amico dei creatori del Cavaliere Oscuro, colpito da un infarto mentre il suo negozio veniva rapinato. Approfondendo ulteriormente il tema, in Up, Up, and Oy Vey: How Jewish History, Culture, and Values Shaped The Comic Book Superhero il rabbino Simcha Weinstein vede invece l’omicidio dei Wayne come un riflesso della paura ebraica di non essere mai al sicuro, un sentimento più forte che mai all’epoca, mentre gli ebrei venivano uccisi a colpi di arma da fuoco per le strade d’Europa sullo sfondo di un’architettura gotica che avrebbe molto a che spartire con quella di Gotham City.

Ebrei o no, da Superman a Batman i supereroi DC hanno comunque in comune un altro aspetto: l’impegno nel combattere i nazisti e l’antisemitismo in genere. Le storie uscite negli anni della Seconda Guerra vedono anche l’uomo pipistrello alle prese con i criminali dei Reich, da un giro di spie fino allo stesso Hitler, mentre relativamente più di recente, in una storia pubblicata nel 1991, Il Golem di Gotham, si assiste sostanzialmente a una rivisitazione del Golem di Praga. Vi si racconta che nel quartiere ebraico di East Hamilton, assediato dai suprematisti bianchi, un sopravvissuto ortodosso all’Olocausto crea un golem per proteggersi, e il golem sfugge di mano, va su tutte le furie e viene fermato quando la lettera “E” viene cancellata dalla sua fronte.

Più ambigua e scivolosa è invece la questione riguardante il Pinguino. Rifiutato dai genitori perché troppo brutto, il cattivo della storia in Batman Returns del 1992 sarebbe stato gettato in un fiume dentro a un cesto di vimini per crescere poi tramando vendetta, rapendo e uccidendo tutti i figli primogeniti di Gotham. All’uscita del film, il New York Times aveva pubblicato un editoriale in cui si diceva che il personaggio interpretato da Danny DeVito era una caricatura palesemente antisemita. “È un ebreo, fino al naso adunco, al viso pallido e alla brama di aringhe”, scrivevano gli autori, Rebecca Roiphe e Daniel Cooper, due studenti della Columbia University, sostenendo che la caratterizzazione del Pinguino, che in altre occasioni viene collegato all’ambiente ebraico, alimentava lo stereotipo dell’ebreo che è “poco atletico e apparentemente poco minaccioso ma che, in realtà, vuole uccidere ogni primogenito della comunità gentile”. Nonostante più di qualcuno avesse condiviso questa interpretazione, l’Anti-Defamation League ai tempi aveva indagato sull’analisi dei due studenti liquidandola come “una sciocchezza”.

Passando invece al protagonista della storia, l’autore di Forward azzarda un’effettiva origine ebraica dell’uomo pipistrello, almeno a dar retta a una storia uscita nel 2006. Qui compare una nuova Batwoman dopo la prima creata nel 1956. Si chiama Katherine Rebecca “Kate” Kane, in onore di Bob Kane, ed è la cugina per parte materna di Bruce Wayne. La si vede mentre celebra Hanukkah e legge testi esoterici ebraici ed è figlia di Gabrielle, sorella di Martha, la madre morta di Bruce, che risulterebbe quindi halachicamente ebreo. Anni dopo, nel 2018, il nostro discute la fede cristiana del padre, dichiarandosi ateo e non pronunciandosi sulla madre, mentre in un episodio del 2021, alla morte dell’amato maggiordomo, lo si vede posare una pietra sulla tomba dell’uomo, secondo l’usanza ebraica.

La disanima di Schwartz non va molto oltre, se non citando altri curiosi elementi che emergono in spin off e serie collaterali, tra cui anche un inedito nudo (poi censurato) del supereroe uscito in una collana “per adulti”, da cui si dedurrebbe che il nostro sia circonciso. In generale, quindi, si conferma quanto detto all’inizio. Batman, ma soprattutto Bruce Wayne, fa di tutto per essere wasp, al pari del suo autore, che aveva sempre lasciato in ombra la sua ebraicità, ma questo non ne esclude, ma anzi se possibile esalta ulteriormente le origini e influenze fortissimamente ebraiche.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Camilla Marini
collaboratrice

Camilla Marini è nata a Gemona del Friuli (UD) nel 1973, vive a Milano dove lavora da vent’anni come giornalista freelance, scrivendo prevalentemente di cucina, alimentazione e viaggi. Nel 2016 ha pubblicato la guida Parigi (Oltre Edizioni), dove racconta la città attraverso la vita di otto donne che ne hanno segnato la storia.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *