Cultura
Elezioni Ucei, intervista a Cobi Benatoff: “Servono dialogo e sostegno alle piccole comunità locali”

Maggior dialogo in Consiglio, taglio delle spese di bilancio e iniziative di supporto per le piccole e medie comunità italiane: il programma della lista Rinnovamento

Rinnovamento è la lista presentata da Cobi Benatoff per le elezioni del Consiglio dell’Ucei. Una candidatura nata per offrire un contributo costruttivo al superamento delle divergenze tra le diverse anime del Consiglio. Cobi Benatoff ha presieduto Istituzioni Ebraiche nazionali ed internazionali: la Comunità Ebraica di Milano per otto anni, il Consiglio europeo delle Comunità Ebraiche per cinque anni, il Congresso Ebraico Europeo per due anni. È stato vicepresidente del Congresso Mondiale Ebraico per dieci anni. All’interno del Congresso Mondiale ha svolto la funzione di chairman della Commissione politica e di tesoriere. È promotore della Giornata Europea della Cultura Ebraica.  

 L’obiettivo di Rinnovamento è avvicinare posizioni spesso inconciliabili tra loro. Che cosa propone?

Uno degli obiettivi della mia candidatura è certamente ridurre la conflittualità e cercare il dialogo. Non a caso il tema portante della Giornata Europea della Cultura Ebraica era proprio il dialogo. Io sono fermamente convinto che valga la pena di trovare dei compromessi. Sull’ottanta per cento delle questioni siamo tutti d’accordo. Sul restante venti ci sono più che altro differenze ideologiche che però diventano un blocco, un ostacolo… Occorre andare oltre.

Quali riforme e cambiamenti servono all’Ucei oggi?

Il compito principale dell’Unione è rappresentare l’ebraismo italiano presso le istituzioni. Può succedere, e spesso succede, che un presidente abile nelle relazioni si riveli però meno abile nella gestione del Consiglio e delle differenze. Credo sarebbe opportuno affiancare al Presidente un Presidente del Consiglio che sia in grado di gestire il Consiglio stesso. C’è poi un altro aspetto che vorrei sottolineare: con i fondi molto importanti dell’otto per mille, l’Unione è diventata di fatto un’altra comunità. Ha iniziato ad operare con personale e programmi spesso sovrapponendosi alle comunità maggiori come Roma e Milano…

Entriamo allora nel merito del rapporto tra l’Unione e le comunità locali…

Occorre un coordinamento, bisogna estendere alle piccole e medie comunità una parte dei programmi e delle iniziative che si svolgono nelle grandi comunità. La parola chiave è sinergia. Sostenere e proteggere la vita ebraica nelle comunità minori è uno dei ruoli fondamentali dell’Unione. A questo proposito credo sia fondamentale tagliare il bilancio delle spese dell’Ucei per una cifra che stimo tra i 300 e i 500 mila euro. Il passo successivo è investire questi fondi a beneficio esclusivo delle piccole comunità, che per esempio non possono permettersi un rabbino. L’Unione dovrebbe investire una parte delle risorse per sostenere queste esigenze, per offrire servizi fondamentali alle comunità che da sole non ce la fanno.

Gianni Poglio

Giornalista, autore, critico musicale. Dopo numerose esperienze radiofoniche e televisive, ha fatto parte della redazione del mensile Tutto Musica e del settimanale Panorama (Mondadori). Conduttore dii talk show per Panorama d’Italia Tour, con interviste “live” ai protagonisti della musica italiana e di dibattiti tra scienza ed intrattenimento nell’ambito di Focus Live, ha pubblicato per Electa Mondadori il libro “Ferdinando Arno Entrainment”


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