L’ultima sfida del chitarrista americano del Kentucky: comporre canzoni folk ispirate alle parole dei salmi
Psalms è il titolo del nuovo album di Nathan Salsburg, musicista folk originario del Kentucky, nonchè curatore degli archivi del noto musicologo folk, Alan Lomax. Psalms è un album con un concept unico ed originale, una raccolta di nuovi arrangiamenti di testi dai salmi biblici (dal Tehillim), cantati in ebraico da Salsburg. Il musicista racconta così la genesi del suo ultimo lavoro: “È nato dal desiderio di mettere in campo una forma di impegno ebraico rigoroso e creativo. La scintilla è stata una pratica inusuale, ovvero aprire a caso un libro bilingue dei salmi, scannerizzando l’inglese di un particolare capitolo” spiega.
“Poi, ho copiato le parti selezionate su una pagina separata e ho costruito intorno a quelle parole nuove melodie. Le mie esperienze formative con la musica ebraica sono state collettive e partecipative, in sinagoga e nei campi estivi negli anni 80 e nei primi 90, dove il repertorio era la “nusach americana”, suonata con chitarre acustiche, combinando l’ebraico liturgico con traduzioni inglesi contemporanee e testi di canzoni popolari israeliane. Il tutto era pensato per essere cantato con il massimo investimento fisico (saltando, gridando, ballando, ondeggiando). Forniva un’esperienza di catarsi molto liberatoria per il giovane ebreo dell’Alto Sud/Medio-Ovest che ero” spiega sul sito della casa discografica Piccadilly Records.
Non era questa però la sua direzione musicale nell’età adulta, così ha iniziato a muoversi per raggiungere attraverso la musica l’emotività pura. “Ad un certo punto, hanno iniziato ad attrarmi le esecuzioni klezmer e cantoriali su dischi a 78 giri, le tradizioni delle comunità sefardite e mizrahi. Così, quando ho sentito Dark’cho, album del 2004 di David Asher Brook e Jonathan Harkham su melodie tradizionali chasidiche e pezzi liturgici, ne sono rimasto colpito: l’ho sentito molto vicino a me. Era musica delicata, intenzionale, fatta da sensibilità con cui mi sentivo in sintonia. Era cantata in silenzio e suonata con parsimonia su strumenti che avrei potuto scegliere io. Il suo spirito era di meditazione privata in opposizione all’estasi collettiva; il suo suono era più di ricerca che di ritrovamento. Era l’ispirazione che mi serviva per realizzare Psalms“.
Concettualmente il nuovo album di Salsburg richiama la composizione di Steve Reich nota come Tehillim, scritta per ensemble da camera e quattro voci femminili. Reich mise in musica i salmi biblici utilizzando i testi nella versione originale in ebraico.
Giornalista, autore, critico musicale. Dopo numerose esperienze