Cultura
Quando i confini non riescono a contenere il mondo che si trasforma

Domenica 3 ottobre l’incontro tra Elio Carmi, Presidente della Comunità Ebraica di Casale Monferrato e lo storico Claudio Vercelli: patriottismi, nazionalismi, identità e ruolo degli ebrei nella Diaspora del XXI secolo

Un mondo che si vuole globalizzato deve confrontarsi con il destino dei territori e di coloro che li abitano. La ricchezza si fa più che mai mobile e fluida, legata ai flussi finanziari internazionali e alla ricollocazione continua di beni e risorse in base alla redditività degli investimenti.

I vecchi confini, segnati sulle mappe, continuano a definire gli spazi delle sovranità di principio, ma non riescono a contenere la forza delle trasformazioni in corso, il passaggio dalle società industriali ad un’economia della conoscenza e dell’informazione. Le popolazioni, quand’anche in parte si muovano verso le nazioni più ricche, rimangono comunque ancorate agli spazi di origine, i loro luoghi di nascita. Dei cambiamenti che questi ultimi subiscono, in un gioco costante di impoverimento degli uni e di arricchimento degli altri, sono chiamate ad affrontarne gli effetti. Se i vecchi nazionalismi dei due secoli trascorsi non sono più riproponibili, tuttavia riemergono forme e modi di identificazione con lo spazio di appartenenza, a partire dai sovranismi e dai populismi, che sono entrati a fare parte della politica contemporanea.

La politica stessa, peraltro, registra le difficoltà che accompagnano le democrazie a sviluppo avanzato mentre la cittadinanza repubblicana, basata sul patriottismo civile e costituzionale, deve confrontarsi con i mutamenti introdotti dalle grande trasformazioni economiche. Un fenomeno che si ripropone come una sorta di ombra preoccupante del nostro presente è sia la persistenza dei razzismi che il riaffermarsi dell’antisemitismo. L’una e l’altra cosa risultano ancora più inquietanti se ad esserne investita è l’Europa, già teatro dello sterminio delle comunità ebraiche durante il XX secolo. Se non è vero che la storia sia destinata a ripetersi è tuttavia plausibile che laddove le società risultino in difficoltà possano determinarsi fenomeni di regressione collettiva, che ripetono aspetti di quanto è già stato. Non si mai immunizzati a sufficienza rispetto alle tentazioni autoritarie. Come interpretare l’insieme di questi processi, riconducendoli ad un quadro unitario? Qual è un possibile filo del discorso che permetta di identificare e condividere dei significati comprensibili rispetto ad un orizzonte collettivo di trasformazioni che spesso crea più timori di quante siano le speranze che riesce al alimentare?

Quanto possono ancora servire, e cosa posso valere, parole chiave come «patria», «nazione», «identità» ma anche «tradizione», «confini» e altre ancora in una società mondiale dove all’esistenza materiale di ogni giorno si affiancano la forza e il potere crescenti della digitalizzazione? Non di meno, dinanzi a tali scenari, qual è il posto degli ebrei della Diaspora nel XXI secolo? Ne intendiamo parlare senza preconcetti ma anche sulla base di qualche dato di fatto che ci aiuti a comprendere il tempo che stiamo vivendo.

  • Domenica 3 Ottobre, Casale Monferrato (vicolo Salomone Olper), ore 16:

il Presidente della Comunità Ebraica di Casale Monferrato, Elio Carmi, e lo storico Claudio Vercelli, in un dibattito dedicato a “Patriottismi, nazionalismi e identità

Claudio Vercelli
collaboratore

Torinese del 1964, è uno storico contemporaneista di relazioni internazionali, saggista e giornalista. Specializzato nello studio della Shoah e del negazionismo (suo il libro Il negazionismo. Storia di una menzogna), è esperto di storia dello stato di Israele e del conflitto arabo-israeliano.


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