L'agenda di Joi
Hebraica
Shavuot, la più importante delle feste

Intervista a rav Riccardo Di Segni

La festa di Shavuot raccontata dal rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni.

Una festa sottotono?
“Dal punto di vista emotivo della celebrazione in effetti è vero, non ha la grandiosità di altre festività. Ma la sua importanza religiosa è superiore a queste. Rav David Prato, che è stato rabbino di Roma prima e dopo la Shoah, usava fare questo racconto: di tre persone che camminano insieme, la più importante sta al centro. Così Shavuot. C’è anche una spiegazione tecnica. Questa festa, come altre, è collegata al ciclo agricolo e si trova, appunto in mezzo tra Pesach, che ha a che fare con il raccolto dell’orzo e Succoth, legata alla vendemmia. Il grano, simbolo di Shavuot, è il cereale più importante, però richiede molto lavoro nei campi, non ci si può fermare a lungo per festeggiare. Un po’ brutale come spiegazione, ma sembra molto vicina alla realtà”.

Shavuot è anche una festa senza mitzwot. Perché?
“Un fatto un po’ paradossale riguarda i segni evidenti che le altre feste comportano: Pesach  con chametz e matzà, succoth con il lulav. Shavuot  è senza liturgie particolari, tranne il fatto di consumare pasti di latte e la lettura dei Dieci Comandamenti, ma sono minagh, usanze, non obblighi. In più c’è l’usanza di vegliare la notte per celebrare lo studio. Il motivo? Celebriamo la Torah, protagonista della festività, ecco perché è una festa senza tempo”.

Perché è senza tempo?
“Non è indicata una data precisa,il suo arrivo è connesso a Pesach, e non ha neppure un luogo. Dicevo appunto che si celebra la Torah, che è stata consegnata sul Sinai. Ma dov’è il Sinai? Non ci sono luoghi esatti, come invece indicato nella tradizione cristiana, per noi ebrei l’indicazione è il Sinai, cioè nel deserto. Ecco, la mancanza di indicazioni temporali e spaziali sottolineano il carattere di eternità proprio della Torah. Shavuot rappresenta il principio di indeterminazione“.

E poi si usa leggere il libro di Ruth, perché?
“Il significato, oltre all’ambientazione nel tempo della mietitura, va rintracciato nel rapporto tra legge orale e scritta, in questa storia unite, e alla dimensione messianica: Ruth è antenata di David”.


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