L'agenda di Joi
Cultura
Cinque libri per la giornata della memoria

Piccola selezioni di titoli freschi di stampa

Le api d’inverno, Norbert Scheuer, traduzione di Chiara Ujka, Neri Pozza, 320 pp. 18 euro. Abitano in quella terra che accosta la Germania al Belgio, poco praticata dagli uomini e invece nota per la sua lussureggiante vegetazione. Sono gli Arimond, antica famiglia del luogo, che, come si tramanda entro le mura domestiche, discendono da un benedettino di nome Ambrosius, che “viveva come monaco nel monastero vicino e allevava api. A causa di una relazione amorosa con una contadinella, questo Ambrosius lasciò il monastero nel 1492 e si fece una famiglia in uno dei piccoli villaggi di montagna. Da questa unione nacque la prima generazione degli Arimond”. Bene, di Arimond e di api si parla anche nell’epoca dei fatti narrati in questo romanzo. L’Arimond in questione è Egidius, ex insegnante di greco e latino e apicoltore per passione, affetto da una lieve forma di epilessia che però lo obbliga a prendere dei farmaci specifici e molto costosi. Siamo nel 1944 e per potersi curare Egidius trasporta segretamente ebrei in fuga verso il Belgio dentro i suoi alveari, modificati per poter accogliere una persona al loro interno. Ma Egidius è anche un Dongiovanni e si trova impigliato in una relazine pericolosa con la moglie di un capo nazista della zona… Per la critica, «Un libro meraviglioso sul coraggio delle donne, il profumo del miele e il destino di un uomo».

Il pane perduto, Edith Bruck, La nave di Teseo, 128 pp., 16 euro. Edith Bruck scrive. Da sempre. Per raccontare, per non dimenticare, ma anche per creare, inventare e vivere il presente. Per stare accanto a suo marito, Nelo Risi, come ha raccontato del suo precedente libro, Ti lascio dormire. Scrive per sopravvivere. A se stessa, prima di tutto. E così ancora, a 60 anni dal suo primo libro, Bruck pubblica Il pane perduto, memoire definitivo della sua esperienza nel lager, con alcune riflessioni sull’attuale xenofobia. Ma anche sulla sua storia iù intima e personale, in un gioco tra vecchiaia e infanzia, tra giovinezza e orrore, tra l’età adulta e il costante dialogo tra il passato appena vissuto e la costruzione di una vita e di una professione per guardare al futuro. Bruck è nata nel 1931 in Ungheria e viene deportata ad Auschwitz nel 1944. Si salva insieme alla sorella e da quel momento inizia per loro un nuovo viaggio nella solitudine che per Edith terminerà in Italia, paese in cui decide di stabilirsi e di adottarne la lingua.

Una voce sottile, Marco Di Porto, Giuntina, 182 pp., 15 euro. La memoria della terza generazione, quella che ha avuto i nonni sopravvissuti alla Shoah, si sta facendo sentire in questo momento con diverse proposte editoriali. Quella di Marco Di Porto è la storia di suo nonno Salomone Galante, ebreo della fiorente e antica comunità sull’isola di Rodi, attraverso un romanzo storico che è anche il tentativo di ricostruire la vita di una comunità ebraica ai margini del Mediterraneo nei feroci anni del nazifascismo. LA vita quotidiana, nella sua aria profumata che si mischia col mare, racconta un mondo che fu felice, strappato poi alla gioia e alla tranquillità dalla Guerra.

Tanto tu torni sempre. Ines Figini, la vita oltre il lager, Giovanna Caldara e Mauro Colombo, Zolfo, 216 pp., 16 euro. Quando fu deportata Ines Figini aveva meno di 22 anni. Non era ebrea, partigiana o antifascista, ma si era schierata a favore di alcuni compagni di lavoro durante uno sciopero. Così finì nei lager di Mauthausen, Auschwitz-Birkenau e Ravensbrück e infine in un ospedale militare, dove trascorse un anno e mezzo.
Ha atteso più di cinquant’anni prima di parlare della sua vicenda, ora raccontata in questo libro. È la storia di una famiglia ma è anche una storia di fabbriche; e di una città, Como, punto strategico per le forze nazifasciste. Di treni che partivano per mete ignote e di luoghi in cui l’umanità si divideva tra vittime e carnefici, fino a negare se stessa. È la storia personale di una persona che ogni anno è tornata là dove era stata reclusa, scritta dai
giornalisti Giovanna Caldara e Mauro Colombo.

Il giorno della memoria raccontato ai miei nipoti, Lia Levi, Il battello a vapore, 160 pp., 14 euro. Una storia per ragazzi dalla penna della scrittirce Lia Levi sui significati della memoria. In un dialogo fatto di domande, curiosità e riflessioni, l’autrice racconta il significato del Giorno della Memoria. Attraverso le date della Storia, a partire dal 27 gennaio 1945, ripercorre la sua infanzia segnata dalle Leggi razziali e dall’occupazione nazista. Ma lo fa in modo speciale, rivolgendosi ai suoi nipoti e a tutti i giovani lettori che negli anni ha incontrato nelle scuole d’Italia e che le hanno posto migliaia di domande.


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