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Hebraica
La storia segreta del Levitico

L’atto omosessuale è una pratica proibita più volte dalla Bibbia. In particolare è il Levitico, Vayikrà, che in diversi passaggi esplicita questo divieto. Ma è davvero così? O questa interdizione è forse frutto di una manomissione tardiva del testo?

Nessun testo più del Levitico, che proibisce esplicitamente il sesso tra uomini, ha avuto più influenza sull’atteggiamento nei confronti delle persone omosessuali. Prima che venisse scritto, non c’era praticamente traccia nel mondo antico di esplicite proibizioni del sesso omosessuale – fosse esso tra uomini o donne.

Il capitolo 18 del Levitico, che contiene una lista di atti incestuosi proibiti, è seguito dalle proibizioni dei rapporti con donne mestruate, zoorastia e altri tipi di pratiche sessuali. Al versetto 22 si trova il famoso comandamento: “Non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è abominio.” Poco dopo viene ripetuto questo comandamento, insieme alla punizione per chi lo infrange: “Entrambi dovranno essere messi a morte, il loro sangue (ricadrà) sopra di essi” (20:13).

Un lavoro a più mani
Come molti testi antichi, il Levitico è stato redatto gradualmente da più autori lungo un vasto arco di tempo. Molti studiosi ritengono che la sezione in cui appare questa frase sia stata aggiunta da un autore relativamente più moderno, forse qualcuno che ha vissuto più di un secolo dopo. Può dunque darsi che in un’edizione precedente del Levitico la questione del sesso tra uomini non fosse contemplata.


“Ma credo sia legittimo rivendicare un’interpretazione più forte. Come spiegavo in un articolo pubblicato su Hebrew Bible and Ancient Israel, ci sono tante prove del fatto che una versione precedente del testo permettesse il sesso tra uomini. Oltre a essere stato integrato con la proibizione dei rapporti omosessuali, il testo originale è stato modificato nel tentativo di oscurare ogni riferimento al fatto che le relazioni tra persone dello stesso sesso fossero state precedentemente permesse.
La natura del capitolo originale può essere scoperta con un piccolo sforzo investigativo.

Il nocciolo di Levitico 18 è l’elenco delle leggi in materia di incesto, ognuna delle quali include la famosa espressione “scoprire la nudità”; quest’ultima è generalmente intesa come un eufemismo per un atto sessuale, per cui “non scoprirai la nudità della sorella di tuo padre” significherebbe qualcosa del tipo “non avrai un rapporto fisico con la sorella di tuo padre”.

La maggior parte delle regole sull’incesto sono esposte in maniera esplicita. Tutte tranne due. La prima eccezione è: “Non scoprirai la nudità di tuo padre né la nudità di tua madre: è tua madre; non scoprirai la sua nudità.” A un primo sguardo questo verso sembra vietare il sesso tra una persona ed entrambi i suoi genitori. Però la parte esplicativa in corsivo, suggerisce che la legge si riferisce in realtà solo a un genitore: la madre. È difficile riconciliare le due parti della frase.
La stessa cosa avviene pochi versi dopo: “Non scoprirai la nudità del fratello di tuo padre.” Semplice no? Però la glossa che segue può sembrare un colpo di frusta: “e non t’accosterai a sua moglie: è tua zia.” Nel tempo che impieghiamo a leggere la postilla, la proibizione del rapporto tra un uomo e suo zio paterno si è trasformata in una regola riguardante il sesso tra un uomo e la moglie di quello zio.

Questioni di glossa
Ogni verso della serie delle leggi sull’incesto contenute nel Levitico contiene una glossa simile, ma le altre sono dei semplici rafforzativi, per far capire meglio il concetto. Per esempio, “Non scoprirai la nudità di tua nuora: è la moglie di tuo figlio; non scoprire la sua nudità.” Solo in questi due casi – il padre e la madre, e il fratello del padre – le glosse cambiano il significato di ciò che è proibito. La regola che vieta il rapporto sessuale con il proprio padre si affievolisce e quella contro il sesso con il proprio zio è reinterpretata come un divieto di rapporto con la propria zia.

Si tratta di una chiara prova di revisione editoriale.

Non importa molto che queste nuove postille rendano incoerente l’espressione “scoprire la nudità”. La frase non può più denotare sesso, se scoprire la nudità del padre di qualcuno è un atto che coinvolge anche la madre – come suggerisce la glossa.

Ma ancora più sorprendente, i due versi sono gli unici che fanno riferimento all’incesto tra uomini – tutti gli altri riguardano donne. Una volta aggiunte queste glosse al testo, le proibizioni contro l’incesto nel Levitico non proibiscono più rapporti tra persone dello stesso sesso; sono vietati solo quelli eterosessuali.

Adesso vi chiederete: se un revisore successivo del Levitico si è opposto ai rapporti omosessuali, non avrebbe avuto più senso per lui (e probabilmente è stato un lui) lasciare intatte le proibizioni originali sull’incesto omosessuale?

Perché non modificare tutto?
La risposta è no. Fondamentale per capire questa decisione editoriale è il concetto della “eccezione che conferma la regola”. Secondo questo principio, la presenza di un’eccezione indica l’esistenza di una regola più generale. Per esempio, un cartello che informa che un ufficio è chiuso di domenica, suggerisce che l’ufficio è aperto tutti gli altri giorni della settimana.

Proviamo ad applicare questo principio al capitolo 18 del Levitico; una legge che dichiara che l’incesto omosessuale è proibito può ragionevolmente essere preso per provare che il rapporto omosessuale non incestuoso è permesso.

È poco probabile che un legislatore specifichi che uccidere il proprio padre è contro la legge se c’è già un’ordinanza contro l’assassino. Allo stesso modo, non è necessario stabilire che il sesso tra due uomini specifici è vietato se un divieto categorico contro il sesso tra uomini è già presente.

Sembra che l’introduzione successiva di una regola che proibisce tutti i rapporti omosessuali sia diventata l’espediente per aggiornare materiale precedente, eliminando due frasi non superflue contro l’incesto omosessuale – frasi che avevano senso quando il sesso tra uomini era altrimenti permesso.
Questa decisione di neutralizzare vecchie leggi scrivendo nuove glosse, invece di eliminare interamente queste regole, è fortuito. Lascia solo qualche traccia che rende percettibile il suo lavoro.

E possiamo solo immaginare quanto diversa avrebbe potuto essere la storia dell’evoluzione delle nostre società se la versione iniziale delle leggi presenti in Levitico 18 fosse entrata nel canone biblico.


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