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Netanyahu-Lieberman: la competizione per il voto della comunità russa

Verso il 17 settembre: quanto conta il milione di voti della comunità russa

A pochi giorni dalle elezioni la questione del “Russian Vote” è diventata centrale nello scacchiere politico israeliano. La questione è semplice: un milione di immigrati dall’ex Unione Sovietica in Israele, equivalgono a un blocco di circa 15-16 seggi in parlamento. Questa è la ragion per cui la la comunità russa si trova naturalmente al centro di questa competizione elettorale.

La questione russa è ben raccontata in un articolo pubblicato da Middleeasteye.net

Avigdor Lieberman, di origine moldava, è dal 1999 un punto di riferimento per il voto di quella comunità. Un ruolo che Netanyahu non ha mai contrastato finora grazie ad una sorta di tacito accordo basato sulla promessa che poi Lieberman avrebbe messo i seggi della sua forza politica a disposizione di una maggioranza guidata dal Likud.

Ma, come racconta Middleeasteye.net, il rifiuto di Lieberman di appoggiare il Primo Ministro dopo le elezioni dello scorso aprile ha cambiato le carte in tavola. Tanto che Netanyahu ha deciso di investire una manciata di milioni di dollari in una campagna dedicata al ‘voto russo’.

Un voto, quello degli ebrei di origine russa, che non riguarda il blocco di centro sinistra in corsa per la Knesset. Gli elettori di questa comunità sono infatti da anni assestati sulla preferenza per i partiti che compongono lo schieramento di centro destra. Detto questo, la sostanza del ragionamento è che ancora una volta, e per molteplici fattori, Lieberman resta il vero king maker di questa tornata elettorale. Senza i suoi voti non si vede come possa nascere un altro governo Netanyahu…

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