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Cultura
Woodstock, la Jewish side del festival: quando Mr. Yasgur disse sì…

Senza Max Yasgur, discendente da una famiglia di ebrei russi, il Festival di Woodstock non si sarebbe mai svolto. Ecco perché…

Senza Mister Max Yasgur il festival di Woodstock non sarebbe mai andato in scena. Max Yasgur discendente da una famiglia di ebrei russi, era infatti il proprietario di un’immensa area situata di fronte alla sua fattoria, a Bethel, nello Stato di New York.

Fu lui a rendere possibile il festival quando nel 1969 gli organizzatori  erano in un vicolo cieco: nessuno nella zona di Woodstock era infatti intenzionato concedere uno spazio per lo svolgimento del Festival. Yasgur, un convinto repubblicano conservatore, disse sì per una cifra intorno ai 50 mila dollari. Lo fece per guadagnare ma anche perché, anche se quello hippie non era il suo mondo, lui si sentiva in dovere di difendere la libertà di espressione.

E poi, non sopportava l’ostilità del vicinato e degli abitanti dei paesi limitrofi che nelle settimane precedenti il festival lo avevano bersagliato di critiche e commenti poco benevoli. Con cartelli esposti lungo le strade che recitavano frasi come questa: “Local People Speak Out Stop Max’s Hippie Music Festival. No 150,000 hippies here“.

La sua riposta a chi lo criticava fu: “Io non apprezzo lo stile di vita hippie, ma decine di migliaia di americani in uniforme hanno dato la vita in guerra perché questi ragazzi avessero la libertà di fare esattamente quello che stanno facendo…”.

Yasgur, durante i giorni del festival, dal 15 al 18 agosto 1969, mise a disposizione della sterminata folla il suo cibo (a pagamento) e la sua acqua (gratis), ma soprattutto salì sul palco di Woodstock e pronunciò un discorso che è diventato uno dei momenti cult nella storia della tre giorni di pace, amore e musica:

Sono un contadinodisse, interrotto dagli applausi del pubblico. “Non so parlare davanti a venti persone contemporaneamente, figuriamoci davanti a una folla come questa. Penso che voi gente abbiate dimostrato qualcosa al mondo, non solo alla città di Bethel, alla contea di Sullivan o allo stato di New York; avete dimostrato qualcosa al mondo. Questo è il più grande gruppo di persone mai riunito in un unico posto. Avete dimostrato che mezzo milione di giovani possono stare insieme in tre giorni di divertimento e musica senza aver bisogno di altro se non di divertimento e musica. Dio vi benedica per questo!“.

Gianni Poglio

Giornalista, autore, critico musicale. Dopo numerose esperienze radiofoniche e televisive, ha fatto parte della redazione del mensile Tutto Musica e del settimanale Panorama (Mondadori). Dal 2015 conduce i talk show del Panorama d’Italia Tour, con interviste “live” ai protagonisti della musica italiana.


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