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“A Little Light”, storia a puntate sulla donna che salvò gli scritti di Anne Frank

La miniserie dedicata a Miep Gies arriverà su Diseny+ il prossimo anno

La storia di Anne Frank torna protagonista sugli schermi con una produzione targata National Geographic che potrà essere vista in streaming nel 2023 sul canale Disney+. Il titolo della mini serie di otto puntate sarà A Little Light e questa volta avrà come protagonista non l’autrice del celeberrimo diario, ma la donna che contribuì a nasconderla oltre che a salvarne gli scritti, Miep Gies.
Segretaria ventenne di Otto, il padre di Anne, la ragazza aiutò l’intera famiglia del suo datore di lavoro conservando il segreto della loro reclusione e aiutandoli fino a quando questo sarà scoperto dalla Gestapo. Come riporta in un articolo Deadine, il titolo della serie si ispira a quanto detto negli ultimi anni della sua vita da Miep, morta centenaria nel 2010. Interpretata nella trasposizione video dall’attrice Bel Powley, già vista in The Morning Show, la donna avrebbe dichiarato:

Non mi piace essere chiamata eroina perché nessuno dovrebbe mai pensare che devi essere speciale per aiutare gli altri. Anche una normale segretaria, una casalinga o un adolescente possono accendere una piccola luce in una stanza buia.

Al momento non si conoscono tutti i dettagli della nuova produzione, ma si sa che sarà girata a partire dalla prossima estate tra Amsterdam e Praga, diretta tra gli altri da Susanna Fogel, che ne girerà anche l’episodio pilota, e scritta dagli ex di Grey’s Anatomy Joan Rater e Tony Phelan. Tra i nomi degli attori resi noti, emergono quelli degli altri due protagonisti, Otto Frank e Jan Gies, il marito di Miep, tra i pochi alleati della donna nel corso dei due anni in cui aiutò la famiglia Frank. Per Otto è stato scelto un volto molto noto a Hollywood come Liev Schreiber, attore, sceneggiatore e regista statunitense di origini ebraiche che ha diretto nel 2005 Ogni cosa è illuminata, tratto dal romanzo di Jonathan Safran Foer, e ha intrepretato, tra i numerosi film, Il caso Spotlight del 2015 di Tom McCarthy. Qui interpretava Marty Baron il vero direttore ebreo del Boston Globe che nel 2001 guidò le indagini sullo scandalo di abusi sessuali nell’Arcidiocesi di Boston che gli valsero nel 2003 il premio Pulitzer.
Il marito di Miep, Jan Augustus Gies, direttore dell’azienda di Otto Frank dopo che questi era stato costretto a lasciare l’incarico a causa delle leggi razziali e poi divenuto membro della resistenza olandese, sarà invece impersonato dal britannico Joe Cole, noto al grande pubblico per l’interpretazione di uno dei tre gangster protagonisti della serie Peaky Blinders.

Tornando alla protagonista, attraverso i cui occhi è narrata la storia alla base della nuova serie, Miep Gies era nata a Vienna nel 1909 come Hermine Santrouschitz. Si era poi trasferita nei Paesi Bassi grazie a un programma di assistenza ai bambini bisognosi tra le due guerre. Adottata a Leida da una famiglia di origini operaie che l’aveva cresciuta insieme agli altri cinque figli naturali, fu da questi chiamata Hermine e soprannominata Miep. Trasferitasi con la famiglia ad Amsterdam, dopo aver terminato gli studi e svolto altri lavori trovò impiego presso la Opekta, la ditta di Otto, diventando poi con il fidanzato Jan, che sposerà nel 1941, amica della famiglia Frank, che aiuterà ad ambientarsi nei Paesi Bassi grazie alla sua conoscenza del tedesco e dell’olandese e di cui frequenterà la casa regolarmente.
Dal 6 luglio 1942 al 4 agosto 1944 insieme al marito, ai colleghi Victor Kugler e Johannes Kleiman (che saranno poi arrestati dalla Gestapo) e alla giovanissima Bep Voskuijl aiuterà la famiglia del suo datore di lavoro, composta dalla moglie Edith e dalle figlie Margot e Anne, a nascondersi nell’appartamentino a due piani posto sopra gli uffici della Opekta. Oltre ai Frank, vi trovavano rifugio anche Hermann e Auguste van Pels con il figlio adolescente Peter e Fritz Pfeffer. Per oltre due anni Miep e i suoi compagni rischiarano la vita non solo mantenendo il segreto del nascondiglio ma anche procurando cibo, medicinali e libri e facendo tutto il possibile perché la vita nell’Alloggio Segreto avesse una parvenza di normalità, compresa la celebrazione di compleanni e di feste religiose. Sarà sempre Miep, pochi giorni dopo la delazione anonima che portò all’arresto dei suoi protetti nonché di due dei suoi colleghi, a recarsi con Bep presso l’ufficio delle SS per offrire a Karl Silberbauer, senza successo, il denaro raccolto con una colletta in cambio della liberazione degli arrestati.

Passando ai fogli e taccuini che saranno poi pubblicati in forma di diario da Otto, unico superstite della famiglia, pare che la Gies non li avesse letti prima di consegnarli al padre di Anne, ma che li avesse nascosti in uno scrittoio sperando di poterli riconsegnare alla loro autrice alla fine della guerra. Inizialmente contraria alla loro pubblicazione per il timore di compromettere le persone citate che avevano prestato aiuto ai reclusi nel nascondiglio, nel suo libro di memorie Si chiamava Anne Frank dice che se fosse dipeso da lei li avrebbe distrutti per tutelare le persone coinvolte ancora in vita.
Dopo la diffusione planetaria del testo, Miep e il marito diventeranno famosi in tutto il mondo, ricevendo tra gli altri il premio Raoul Wallenberg per il coraggio e la nomina a Giusto tra le nazioni. Nonostante i numerosi riconoscimenti, compresa la rappresentazione del suo personaggio nei tantissimi adattamenti per il cinema, il teatro e la televisione del Diario, la storia della Gies aveva avuto finora un ruolo di primo piano solo nella trasposizione delle sue memorie in un film tv americano, The Attic – The Hiding of Anne Frank del 1988 dove la coraggiosa ragazza era interpretata da Mary Steenburgen.

 

Camilla Marini
collaboratrice

Camilla Marini è nata a Gemona del Friuli (UD) nel 1973, vive a Milano dove lavora da vent’anni come giornalista freelance, scrivendo prevalentemente di cucina, alimentazione e viaggi. Nel 2016 ha pubblicato la guida Parigi (Oltre Edizioni), dove racconta la città attraverso la vita di otto donne che ne hanno segnato la storia.


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