Cultura
Radio Madrid parla in ladino

Storia di un duo d’eccezione: Matilde Gini de Barnatán e sua figlia Viviana Rajel conducono insieme un programma radiofonico in giudeo-spagnolo. Da 35 anni!

La storia di Matilde Gini de Barnatán e sua figlia Viviana Rajel Barnatán è molto interessante: sono loro le regine di Emisión Sefarad, il programma radiofonico spagnolo in lingua ladina che lo scorso aprile ha compiuto 35 anni. Lo racconta il magazine Forward in un lungo articolo, già apparso su Jewish Telegraphic Agency.

Ecco come è andata. Nell’aprile 1986 le relazioni diplomatiche tra Israele e la Spagna hanno spinto a sua volta il governo spagnolo a fare lo stesso con le proprie radici ebraiche. Così nacque l’idea di sviluppare un progetto culturale per reintrodurre il ladino o giudeo-spagnolo attraverso un programma radiofonico. Un’idea ambiziosa e bellissima perché quella lingua, parlata dalla diaspora ebraica sefardita e a rischio di estinzione, è un pezzo vitale del patrimonio locale. Ma non c’era nessuno in grado di condurre il programma perché non c’era nessuno che parlasse ladino!

Così attraverso le reti del mondo accademico si arriva in Argentina a Matilde Gini de Barnatán, importante ricercatrice, insegnante e studiosa della storia della cultura sefardita e dell’Inquisizione spagnola in Ibero-America. Le chiedono di trasferirsi a Madrid e di dirigere il progetto – che i suoi sviluppatori hanno proposto come un modo per rimediare al torto storico dell’Inquisizione spagnola, l’espulsione degli ebrei dal paese nel XV secolo. E così nacque Emisión Sefarad, un programma radiofonico settimanale disponibile online e su onde corte in giudeo-spagnolo che va in onda ogni domenica.

La figlia Viviana Rajel, oggi 55enne, ha studiato recitazione a Buenos Aires e ha seguito sua madre perché voleva portare avanti l’essenza matriarcale della tradizione orale del ladino, che tradizionalmente passa di generazione in generazione attraverso le donne della famiglia. Fino ad oggi.

“È così che il 35° anniversario del programma deve essere inteso, come lo sforzo della radio pubblica spagnola di promuovere la conoscenza reciproca tra ebrei e spagnoli e anche incoraggiare l’integrazione e il dialogo interculturale”, ha scritto Luis Manuel Fernández, direttore delle lingue straniere della Radio Nazionale Spagnola, in una e-mail alla Jewish Telegraphic Agency. “Si tratta di aggiungere valore a ciò che lega entrambi i gruppi di persone attraverso la cultura che condividono”, riporta Forward. Che poi presenta alcune informazioni interessanti, a proposito della trasmissione, ma anche della diffuzione della lingua ladina. Non sono disponibili cifre certificate, ma si stima che almeno 300.000 persone parlino attualmente il giudeo-spagnolo.

“È una lingua di fusione, con molte varianti perché diverse fonti linguistiche l’hanno alimentata. Non ha solo arcaismi ma anche influenze dall’ebraico, dall’arabo nordafricano, dal turco, dal bulgaro, dal serbo-croato, dal portoghese e dal francese”, dice Matilde a Forward. Ed è questa la ragione per cui nel loro programma madre e figlia parlano del presente, non solo del passato del ladino: propongono interviste con figure di spicco del mondo ebraico, informazioni su eventi di attualità e nuovi punti di vista contemporanei su musica, cibo e letteratura sefardita.

“Il ladino non è solo ciò che ‘era’ nel passato e che è rimasto lì. È una lingua veramente viva“, ha detto Viviana Rajel. “Insieme all’eredità storica e culturale, abbiamo il compito di mostrare il lato contemporaneo di tutto ciò che accade nel mondo ladino. Può sembrare che ci siano poche attività e novità intorno alla lingua, ma ce ne sono moltissime. Ci sono tante persone che compongono musica, scrivono libri e organizzano centinaia di eventi ogni anno. Noi presentiamo tutto questo”.

E non è una cosa per pochi: “Oggi c’è una rinascita nello studio dei corsi di ladino da parte di studenti che sono interessati a tutto ciò che è spagnolo. Un interesse che non viene solo dalla nostalgia, e nemmeno esclusivamente dai discendenti sefarditi”, ha detto Ora Schwarzwald, professore emerito di ebraico e lingue semitiche all’Università Bar-Ilan in Israele. “La possibilità di ottenere la cittadinanza spagnola e di onorare la propria cultura è solo uno dei tanti motivi per cui la gente viene ai corsi di ladino. Lo vediamo in molte università, non solo in Israele ma in Turchia, negli Stati Uniti e in Europa”.

 


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